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“1984”……BIG BROTHER IS WATCHING YOU!!

9 Aprile 2018
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Cari colleghe e colleghi,

chi di noi non conosce almeno il titolo del celeberrimo romanzo di George Orwell, con le sue inquietanti  visioni premonitrici e la sua spietata riflessione sul potere: un potere totalitaristico che non può prescindere dal controllo dei comportamenti e dei pensieri, annullando di fatto ogni possibile forma di privacy…….o violando la stessa.

Non è un caso se all’indomani della sorprendente elezione di Donald Trump, agli elettori americani sia venuta un’improvvisa voglia di correre ad acquistare il capolavoro “distopico” (cioè frutto di un’utopia negativa) orwelliano, con un’impennata nelle vendite e della necessaria ristampa da parte dell’editore……75mila copie in una sola settimana!!

 

E se due più due fa sempre quattro (dubitate di chi vi dice il contrario) non è un caso se dietro il recente scandalo che ha travolto Facebook, con la vendita di dati di oltre 87 milioni di utenti finiti nelle mani degli spin doctor di Cambridge Analityca, una società di consulenza politica, ci sia il forte sospetto di una manipolazione del consenso sul voto presidenziale USA, così come per il referendum sulla Brexit e per altre elezioni………. l’equazione è semplicissima: gestione dei dati personali=gestione del potere.

 

Se dal punto di vista economico questa falla nel sistema è costata al titolo Facebook 80 miliardi di dollari, mentre il CEO Mark Zuckemberg, che di miliardi ne ha persi “solo” 14, sarà chiamato a rispondere di questo increscioso incidente di fronte al Congresso USA il prossimo 10 aprile, oltre ad aver ricevuto dall’UE due settimane di tempo per chiarire i punti ancora oscuri della vicenda, è evidente l’esigenza sociale e morale di una necessaria verifica delle politiche dei big del web sul fronte della protezione dei dati personali oltre che di una regolamentazione più severa e garantista.

 

Da questo punto di vista l’Europa ha già compiuto passi importanti, e dal prossimo 25 maggio entrerà in vigore il nuovo “Regolamento europeo per la protezione dei dati personali 2016/679” o più brevemente GDPR, che sancisce un forte inasprimento degli adempimenti in capo ai titolari e responsabili del trattamento della privacy e delle corrispondenti sanzioni amministrative (da 10 a 20 milioni di euro o dal 2% al 4% del fatturato) in caso di cosiddetto “data breach”, ossia il classico incidente di sicurezza con violazione e conseguente “utilizzo illecito” dei dati sensibili.

 

Tutto ciò dimostra che noi agenti del GA-GI abbiamo fatto ancora una volta la scelta giusta?

Io credo proprio di sì!!

 

Il nostro innovativo e storico protocollo dati, siglato il 31 ottobre 2017 con la mandante, ha stabilito una contitolarità disgiunta dei dati dei clienti, e cioè sancisce indiscutibilmente che l’agente abbia gli stessi diritti di chi ha la titolarità autonoma, ma con il considerevole vantaggio che i costi di messa in sicurezza dei sistemi e delle procedure e la responsabilità piena in caso di violazione dei dati siano solo esclusivamente in capo alla mandante.

Forse sarebbe il caso che chi ha deciso di sostenere demagogicamente il contrario, rilegga con attenzione lo studio sul “cyber risk” alla base delle nostre ponderate scelte, che evidenziava rischi incalcolabili ed esposizioni personali insostenibili a possibili risarcimenti milionari e che nessuna copertura assicurativa avrebbe potuto garantire.

Per gli inguaribili scettici………chiedete consiglio a “Zuck”!!

Buona lettura.

 

Il componente di Giunta

Antonio Caputo