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AGENTI PROFESSIONISTI, SENZA SE E SENZA MA

17 Luglio 2016

Cari colleghi,

devo dire che non ce risparmiano proprio nessuna. Come saprete e avrete modo di leggere nell’articolo in primo piano nella rassegna di questa settimana sui social si è fatto un grande parlare di uno spot, divulgato anche sulle TV nazionali, di una società, tra l’altro iscritta alla Sez. A del RUI, pertanto anch’essa formalmente agente, che invita i clienti a scegliere di affidarsi al canale on-line e di “liberarsi del proprio amico assicuratore” che è “reso felice proprio da quanto spende il cliente”.

Credo che tutti noi non possiamo che convenire che oltre ad essere di cattivo gusto, in quanto tali dichiarazioni si rifanno ai più beceri luoghi comuni che la nostra categoria professionale ha dovuto affrontare negli anni, la dichiarazione è anche non veritiera e fuorviante, in quanto fa intendere che le tariffe della Rc Auto siano decise dal singolo agente di assicurazione. E che il tutto si può ridurre a un prezzo più basso, se eliminiamo l’intermediazione dell’agente.

Ancora più paradossale è che questo sedicente moderno “agente on line”, che denigra gli agenti tradizionali, opera tramite un rapporto di collaborazione con una compagnia che fonda il suo successo proprio sulla rete degli agenti tradizionali. E ANIA cosa ne pensa? Per il momento il silenzio è assordante (sic).

Auspichiamo che, invece, l’Antitrust e l’IVASS intervengano con urgenza e fermezza.

Va bene, ammettiamo anche che sulle tariffe possa incidere parte della nostra consulenza, che è pari a circa 7% del premio complessivo che paga il cliente (meno dell’aggio su un pacco di sigaretta vendute dal tabaccaio), ma perché non si spiega che quel minor costo ha comunque delle conseguenze? Non sarebbe più corretto spiegare che la polizza Rc Auto non è un prodotto così semplice da comprendere e che quindi necessità della giusta consulenza? Perché invece si continua a considerarlo come se fosse un qualsiasi prodotto tangibile da banco, che uno possa acquistare liberamente senza alcun suggerimento? Quanti sono i casi che leggiamo sui giornali di famiglie, messe sul lastrico dalla propria compagnia assicuratrice che ha attuato la rivalsa per mancanza di una clausola di polizza, a causa di sinistri mortali di terzi trasportati? E’ possibile che tutto si riduca a una bieca guerra dei prezzi? E anche i nostri governanti, devo dire che non sono da meno.

Mi piacerebbe però che qualcuno mi spiegasse e lo facesse anche senza inganno ai clienti, che se l’intento è quello di parificare le nostre tariffe a quelle degli altri mercati europei, anche i risarcimenti in caso di sinistri dovranno esserlo. E quindi potrebbe verificarsi nel nostro paese, ciò che è accaduto in Spagna, dove è vero che la Rc Auto costa meno, ma ai genitori della neolaureata di 25 anni deceduta in un incidente stradale, è stato proposto un risarcimento di 50.000 euro, perché non indossavano le cinture di sicurezza, altrimenti se la responsabilità del guidatore sarà accertata al 100%, la compagnia assicuratrice iberica liquiderà massimo 75.000 euro.

Ora mi domando, se a uno dei tanti rappresentanti dei consumatori in Italia oppure a uno dei tanti populisti e demagoghi parlamentari italiani, accadesse un episodio del genere, ossia venisse a mancare la figlia di 25 anni (con tutta una vita davanti) a causa di un incidente stradale, si vedesse offrire 50.000 euro sarebbe contento di aver risparmiato 200 euro annue sulla RCA?? Per non parlare di quanto percepirebbe in Germania. Siamo sicuri che è questo il mercato che vogliamo?

Noi agenti professionisti di Generali Italia, una delle più importanti compagnie del mercato, come tutti gli altri agenti tradizionali, diciamo no, senza se e senza ma. E ci batteremo affinché questa pubblicità tendenziosa, lesiva della nostra professione, ma soprattutto poco trasparente e dannosa per i clienti, non trovi vita facile.

Buona lettura!

Il presidente
Vincenzo Cirasola