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ANCHE I GURU SBAGLIANO. GOOGLE FA MARCIA INDIETRO

28 Febbraio 2016
Foto editoriale GAA

Foto editoriale GAA

Cari colleghi,

confesso che la notizia che abbia fatto retromarcia nel mondo delle assicurazioni mi riempie di soddisfazione. Non tanto per il business in sé, quanto più per i pensieri che in questi anni abbiamo dovuto subire come agenti. Mi riferisco nei fatti a quanti ci consideravano superati, obsoleti, già prima della discesa in campo di Google, colore che pensano che una macchina possa fare tutto e che la digitalizzazione del mondo ci avrebbe mandato presto “in pensione”. La discesa in campo di un operatore come Google è stat musica per le orecchi di costoro. Ma quante volte nei dibattiti degli ultimi tre anni abbiamo sentito i “guri” del settore, capi d’azienda, manager delle imprese, eccetera, agitare lo spettro della disintermediazione a causa dell’incombente Google e a scapito di noi agenti di assicurazione chiusi nelle riserve delle proprie obsolete agenzie? Bene, cari colleghi Google ha fatto marcia indietro e stasera siamo noi a poter brindare alla salute dei tanti “esperti” che cantavano il de profundis degli agenti.

Chi vi parla, inoltre, nel ruolo di presidente di Anapa Rete ImpresAgenzia è orgoglioso di essere stato il primo, insieme all’UEA, a intervenire presso l’IVASS per denunciare alcuni comparatori “abusivi” che operavano nel nostro mercato e per aver contribuito in modo indiretto, tramite il Bipar, la Federazione Europea degli Intermediari Assicurativi, per fare in modo che la nuova IDD, a tutela del consumatore, prevedesse per tutti i canali distributivi, le stesse regole, in modo da poter lavorare, almeno sotto l’aspetto normativo, ad “armi pari” contro gli altri canali distributivi. Forse anche l’emanazione di questa direttiva ha contribuito a far concludere l’esperienza di Google nelle assicurazioni.

Questo non lo so. Una cosa invece la so e ne sono consapevole da molto. Oggi l’uomo vince sulla macchina. Internet registra una battuta d’arresto nella corsa frenetica a sostituire donne e uomini che svolgono attività lavorative in campi nei quali il valore umano è sostituito da un laptop. Ma oggi anche questo paradigma viene a cadere.

 

Buona lettura!

Il presidente

Vincenzo Cirasola