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ANCHE LA VOCE DI NOI AGENTI CONTA. ECCOME SE CONTA!

26 Febbraio 2017
Cirasola_Vincenzo_gagi

Cari colleghi,

mentre vi accingete a leggere questo editoriale io sono impegnato, insieme alla Giunta, a Bologna nella riunione del nostro Consiglio Direttivo e mercoledì andrò, accompagnato dal segretario generale, a Monaco di Baviera a incontrare i nostri colleghi di Germania e Francia. Non posso non presentarmi a questi importanti appuntamenti in un certo senso sollevato e con un moderato ottimismo, visto che abbiamo appreso dalla stampa che Intesa Sanpaolo ha deciso che l’operazione con Generali, “non s’à da fare”, così come riporta la nota dell’istituto diramata venerdì scorso.

Nonostante il risalto della stampa del week-end sia stato rivolto principalmente ai termini industriali dell’operazione oltre che alle “azzeccate mosse finanziarie” dei nostri top manager, in una visione più ampia mi sento di dire che il nostro ruolo non è stato secondario. Difatti l’articolo pubblicato sabato scorso su Milano Finanza che è riportato in primo piano su questa rassegna, recita testualmente: “……..E pure l’opposizione degli agenti del gruppo Generali, che hanno subito sollevato i rischi di un eventuale spezzatino del gruppo a causa dei probabili vincoli Antitrust, aveva messo i bastoni tra le ruote di Intesa…”

Come ricorderete, infatti, sin dal 1° febbraio scorso abbiamo tempestivamente manifestato il nostro diniego, tanto che oltre la stampa nazionale e internazionale lo stesso ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, si è sentito chiamato in causa ed è dovuto intervenire con una nota, solo poche ore dopo le nostre dichiarazioni, per chiarire la posizione di Intesa Sanpaolo. Addirittura si sono interessati alla questione sia il primo ministro Paolo Gentiloni, sia il ministro dell’Economia e Finanze, Pier Carlo Padoan, per confermare la salvaguardia dell’italianità del business assicurativo, i cui rischi noi avevamo ben evidenziato.

Possiamo quindi dire che le nostre riflessioni e contestazioni contro l’ipotesi di OPS di Intesa Sanpaolo, vista anche la precedente fallimentare esperienza con GeneComit, sono state ascoltate e che oggi ha vinto l’idea che ognuno è chiamato “a fare il proprio mestiere”.

Però cari amici non pensiamo di poter dormire sonni tranquilli. Ora che il Leone si è mostrato vulnerabile, seppur oggi ha dimostrato di sapersi difendere, non è detto che non ci siano altri predatori all’orizzonte. Per questo, per preservare l’INDIPENDENZA e l’ITALIANITA’ di Generali, “gioiello” del nostro Belpaese, abbiamo bisogno di far crescere la nostra azienda non solo attraverso la raccolta industriale, ma anche e soprattutto attraverso un rafforzamento patrimoniale. Credo che di questo dovrebbero prendere atto tutti gli stakeholders, compresi noi agenti, ma soprattutto gli azionisti. Ormai, se non mi sbaglio, è dal 1999, ossia dall’acquisizione di INA-ASSITALIA, che Generali non propone aumenti di capitale. Forse sarebbe opportuno iniziare a ragionarne; di rafforzarci anche con delle sane acquisizioni, prima di diventare un “boccone prelibato” per qualche altra società/compagnia, oppure per un “nuovo ricco”, cinese o indonesiano, come è accaduto per alcune storiche squadre di calcio.

Certo è vero che non è nelle competenze di noi agenti, nonostante siamo i responsabili del 60% della raccolta del gruppo e quindi anche dei dividendi staccati agli azionisti, indicare l’orientamento e le strategie che deve avere la compagnia, ma come GA – GI ci siamo sempre impegnati a lavorare su più fronti e ad affrontare, oltre le questioni più pratiche e operative che ci riguardano da vicino nell’attività quotidiana (a partire dai target e dalla semplificazione fino alla mancanza delle cartelline porta-polizze e dei toner delle stampanti), anche a tematiche più strategiche e complesse come il rischio di vedere chiudere le nostre agenzie, mandando a casa i nostri dipendenti e subagenti, per diventare dei “para-bancari”, che abbiamo appena scampato.

Ancora una volta abbiamo dimostrato lungimiranza, e coraggio nell’esporci in prima persona per far sentire la nostra rimbombante voce e ancora una volta, grazie alla nostra coesione e determinazione siamo stati ascoltati, rispettati e ripagati a dovere. Di certo non mancheremo di monitorare e di prestare attenzione a ciò che accade e sono certo che TUTTI GLI AGENTI di Generali Italia saranno disposti a scendere in campo in prima linea al fianco del presidente per evitare che un predatore straniero, un nuovo ricco o un istituto bancario metta in discussione il nostro ruolo, ignorando completamente le dinamiche, i funzionamenti e soprattutto il valore intrinseco della figura dell’agente, il calore umano, l’empatia e la relazione che questi è in grado di costruire, e quello che abbiamo realizzato per la “nostra” Generali da oltre 185 anni.

Buona lettura!

Il presidente

Vincenzo Cirasola