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“#ANDRÀTUTTOBENE” – Il pensiero della settimana di Guido Dalmasso

16 Marzo 2020
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“#ANDRÀTUTTOBENE”

Il pensiero della settimana di Guido Dalmasso

 

Cari colleghi,

oramai non si parla d’altro ed è praticamente impossibile trovare un argomento di discussione o di commento che non sia collegato alla pandemia in corso.

L’impatto sulla nostra salute e sul sistema economico mondiale si è fatto talmente serio che tutti gli altri problemi (quelli che fino a ieri ci provocavano travasi di bile) oggi sembrano insignificanti.

Forse a causa dell’indole umana, forse perché le autorità non ne hanno capito la reale portata fin dall’inizio, il nostro approccio alla questione è stato inizialmente distratto per piombare poi verso vere e proprie reazioni da panico che hanno travolto tutto e tutti senza risparmiare nulla e nessuno.

Il VIX ovvero l’indice che misura la volatilità dello S&P 500 (conosciuto anche come l’indice della paura) in questi ultimi giorni ha oscillato paurosamente portandosi ai suoi massimi storici. I mercati temono l’incertezza e questa, lo avrete ormai capito bene, regna sovrana. Quanto durerà? Quali impatti avrà sulle economie delle nazioni e delle singole aziende?

E’ bastata una frase infelice del nuovo presidente della BCE Cristine Lagarde per far precipitare la nostra borsa nella maggior perdita giornaliera della sua storia.  Sono state ugualmente sufficienti gli interventi del nostro Presidente della Repubblica e di quello della Banca d’Italia (uniti a un goffo dietrofront della stessa Lagarde) per far tornare, parzialmente, il sereno a piazza affari.

Stiamo dunque sperimentando gli effetti negativi del panico in tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana, chi cerca di far scorte al supermercato come se non ci fosse un domani, chi liquida gli investimenti nel terrore di un’ecatombe finanziaria, insomma l’irrazionalità pare abbia preso il sopravvento.

Nel bel mezzo di tutto questo ci siamo noi con le nostre Agenzie incastrati fra la voglia di chiuderci in casa per preservare la nostra salute e quella delle nostre impiegate e l’obbligo a continuare a prestare il servizio pubblico che contraddistingue la nostra attività.

Dopo aver imposto un’accelerazione all’operatività in remoto delle attività e a seguito delle pressioni che i vertici del nostro gruppo hanno esercitato nei confronti della Compagnia, sulla base anche delle linee guide suggerite dalla nostra organizzazione sindacale di riferimento, ANAPA Rete Imprese Agenzie, la nostra Mandante ha posto in essere una serie di misure a sostegno del nostro lavoro quotidiano (in tema di rivalsa, liquidazione incentivi, sospensione del pagamento delle partite finanziarie, incassi di regolazioni premio/franchigie e contributi per i CLA) che vi sono già state comunicate nella lettera di giovedì scorso.

Insomma un aiuto non da poco per sostenere l’impatto economico e ridurre il contatto con la clientela. Seppur si tratta di un gesto importante, riteniamo che tale aiuto non sia sufficiente, ma come ci ha ricordato il nostro Presidente è solo un prima “boccata d’ossigeno”. Adesso attendiamo ulteriori aiuti concreti sia dalla compagnia sia dal Governo, come precise istruzioni su come poter affrontare e superare le serie difficoltà, oltre che di business, anche operative per poter garantire alle impiegate, ai dipendenti, ai clienti e agli stessi agenti, la messa in sicurezza, in modo da garantire il servizio “pubblico e sociale” che compete al nostro ruolo, come ha appunto sancito il DPCM dell’11 marzo u.s.

Ragioniamo però con la testa e non con la pancia, anche per la nostra Direzione sono momenti difficilissimi e finora ha dimostrato di gestirli con lucidità e attenzione. A noi sta la gestione “della vita al fronte”. Ci siamo organizzati ognuno in base alle proprie possibilità e caratteristiche. Abbiamo ridotto gli orari, turniamo le impiegate, abbiamo trasformato le Agenzie in piccole fortificazioni con limiti invalicabili al pubblico, cerchiamo di educare i clienti all’uso delle tecnologie per sostituire la presenza fisica.

Qualcuno ha detto che è una guerra, forse lo dice perché fortunatamente non ne ha mai vissute, ma sicuramente è la situazione peggiore che abbiamo dovuto affrontare. Il nostro CEO ci ha scritto che “anche in questa occasione, sapremo dimostrare tutto il nostro valore, impegno, professionalità e capacità organizzativa“.

Noi come al solito ce la metteremo tutta, se tutti faranno la loro parte, al motto di #andràtuttobene.

 

Guido Dalmasso

Coordinatore Rassegna Stampa