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Blockchain…non solo bitcoin…

23 Luglio 2018
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“Blockchain…non solo bitcoin…”

Il pensiero della settimana di Federico Serrao

 

Cari/e Colleghi/e,

 

quanti di Voi hanno si sono già imbattuti nella parola anglosassone “blockchain”? Quanti di Voi l’associano automaticamente al contesto della moneta virtuale, ossia al  Bitcoin?

Ebbene, prepariamoci a prendere confidenza con questo termine poiché in un futuro non molto prossimo potrebbe diventare una nuova componente del nostro lavoro quotidiano.

Ma cosa è una blockchain? E perché dovremo associarla anche alla nostra professione?

Andiamo in ordine e chiariamo  prima il termine.

Le transazioni di moneta virtuale, il bitcoin, sono gestite e registrate mediante un protocollo denominato “blockchain”. Ogni operazione viene codificata, catalogata ed archiviata in un unico registro. Ogni soggetto/nodo/block interessato al processo, verifica di volta in volta le informazioni collegate alla specifica operazione ed una volta approvata la trasmette al successivo soggetto/nodo/block. Si crea quindi una catena/chain basata su una rete di collegamenti gestiti da algoritmi complessi mediante i quali le informazioni vengono distribuite nei vari nodi/block. Dopo essere stata verificata e validata, la transazione viene recepita dal primo nodo/block disponibile e così di volta in volta. Il termine blockchain sta per l’appunto ad indicare un processo, una catena composta da blocchi che garantiscono mediante differenti livelli di verifica, controllo e consenso la sicurezza delle transazioni.

Detto ciò, in quale modo questa tecnologia può essere applicata al nostro sistema assicurativo?

La risposta ha già preso corpo in un progetto che vede interessati ANIA, IVASS, Cetif-Università Cattolica, Reply ed al quale ha aderito anche la nostra mandante Generali Italia insieme ad altre sette compagnie (Sara, Zurich, Axa, Reale Group, Cattolica Assicurazioni, Helvetia e Cargeas-Bnp Paribas Cardif).

L’obiettivo è quello di creare un sistema che consenta di gestire i sinistri in ambito RC Auto eliminandone il contenzioso tramite l’adozione della procedura blockchain applicata al settore assicurativo.

Il progetto, denominato Alternative Dispute Resolution (ADR) si basa su un meccanismo equiparabile ad una, per così dire, “asta cieca” all’interno del quale il player/nodo/blocco inserisce l’importo da lui ritenuto congruo per la risoluzione della controversia. Nel nostro ambito i nodi sono le Compagnie, gli Assicurati ed i Legali. A questo punto si genera il processo tecnologico blockchain che mediante la verifica, il controllo e l’assenso del player/nodo/blocco permette il passaggio a quello  successivo. Lo scopo e l’intento sono quelli di avvicinare le proposte/richieste economiche delle parti con una chiusura condivisa del sinistro nella fase stragiudiziale. Si è convenuto di concedere cinque tentativi prima di chiudere questo iter procedurale.

 

 Indipendentemente dell’esito, la “blockchain assicurativa” produrrà comunque come effetto un contratto certificato che sancirà l’accordo tra le parti oppure la quantificazione dell’effettiva distanza tra i soggetti interessati.

Nell’anno corrente si sta già monitorando un campione di circa 250 casi impostati e gestiti mediante questa nuova procedura. Dopodiché si trarranno le dovute conclusioni sui tempi e modi per estendere a tutto il settore questo nuovo processo.

 

E’ solo questione di tempo ma la strada sembra oramai comunque segnata con buona pace di coloro i quali, fino ad oggi, hanno identificato le compagnie assicurative come un pozzo senza fondo al quale attingere e…con buona pace anche dei nostri milioni di euro di importi di contenziosi a riserva.

 

Buona lettura

 

Federico Serrao

Vice-presidente