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Blockchain: perché gli assicuratori devono adottarla

9 Aprile 2017

Oltre la metà delle compagnie di assicurazione non sanno ancora come far propria la tecnologia della Blockchain.

E’ quanto rileva la società di consulenza Pwc.

Questa tecnologia, che permette di archiviare e condividere informazioni in modo sicuro, dovrebbe rivoluzionare gli usi e la catena di valore nell’assicurazione, riducendo i costi e permettendo lo sviluppo di nuovi mercati.

La Blockchain può anche servire a realizzare contratti smart, ovvero contratti “intelligenti” elettronicamente programmabili e la cui esecuzione avviene automaticamente in funzione dell’avvenire di eventi particolari previsti dal contratto.

I dati necessari per l’esecuzione di un contratto vengono comunicati in tempo reale da una nuova terza parte sicura, “l’oracolo”, che utilizza una serie di sensori (oggetti connessi) per tracciare gli eventi. Nel caso di un’assicurazione annullamento per un viaggio treno, ad esempio, l’oracolo riporta l’orario di arrivo del treno in tempo reale da confrontare con l’orario di arrivo originariamente previsto nel contratto.

I contratti smart dovrebbero quindi incoraggiare lo sviluppo dell’assicurazione parametrica, che si attiva quando viene superata una determinata soglia (livello di precipitazioni, temperatura, velocità del vento), così come l’assicurazione su domanda grazie ad un indennizzo automatico dei sinistri.

Sempre di più oggi, grazie al boom dell’economia condivisa, le compagnie propongono prodotti la cui sottoscrizione può essere attivata su domanda. Con la blockchain e l’IoT, il contratto di assicurazione, la dichiarazione di sinistro e il rimborso potranno attivarsi automaticamente a partire dal momento in cui il bene condiviso è fornito di un sensore che rileva l’inizio o la fine dell’utilizzo, o ogni altro evento che inneschi una dichiarazione di sinistro o un rimborso”, spiega Pauline Adam-Kalfon, direttore PwC.

I processi di gestione della sottoscrizione, della tariffazione e di gestione dei sinistri potrebbero divenire più rapidi ed efficaci, cosa che permetterebbe anche agli assicuratori di proporre offerte più competitive in materia di prezzo.

La blockchain dovrebbe anche permettere alle compagnie di accelerare la personalizzazione dei prodotti ma anche di proporre nuovi servizi come il rimborso in tempo reale in caso di sinistro. Tra qualche anno la Blockchain dovrebbe permettere di rivalutare i prezzi in diretta in funzione del comportamento e dei profili di rischio dei clienti.

Prima di poter essere utilizzata su grande scala, la Blockchain dovrà tuttavia superare qualche ostacolo, a partire dalla definizione di un quadro giuridico appropriato. La sfida normativa trascende i confini nazionali, in termini di diversità di posizioni geografiche e attori che ricorrono alla blockchain. Occorrono pertanto norme tecniche standardizzate a livello internazionale, ma anche un inquadramento internazionale sul consenso dell’utilizzo dei dati personali dei partecipanti al fine di garantire i diritti delle persone interessate, e monitorare la sicurezza del sistema.

PwC prevede n orizzonte di 5 anni perché la Blockchain rivoluzioni i processi di business.

FONTE ASSINEWS