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IL CAMBIAMENTO: NOI AGENTI SIAMO PRONTI. E LE COMPAGNIE?

17 Aprile 2016

Foto editoriale GAA

 

Cari colleghi,

questa settimana vorrei soffermarmi sulle dichiarazioni del nuovo presidente di Ania Maria Bianca Farina, che nell’articolo che trovate in primo piano esorta gli agenti al “cambiamento”. Ebbene vorrei sottolineare che gli agenti sono ben consapevoli che il cambiamento è fondamentale, perché fa parte del destino di ciascuno di noi. Il cambiamento, inoltre, non è un’avventura solitaria ma attiene a una relazione. “I’m different but we are the same”, (“Io sono diverso, ma siamo uguali”) dicono gli inglesi per indicare che l’originalità individuale non ci separa dal destino comune.

E in che modo si può cambiare? Io ritengo che esistono due modalità. Infatti non è sempre detto che il cambiamento porti a dei miglioramenti, a volte può anche peggiorare delle situazioni esistenti. Certo per ottenere il secondo risultato è facilissimo: non bisogna fare nulla, illudendosi così di fermare il cambiamento. Basta restare immobili nelle proprie abitudini e nei propri giudizi e lasciare che sia la vita, a subire passivamente le scelte adottate da altri e adeguarvisi, rendendoci ogni giorno più inermi e incapaci di cogliere qualsiasi opportunità di miglioramento ci passi casualmente affianco. Questo perché spesso il cambiamento è accompagnato da una paura atavica dell’ignoto. E di fronte a tale paura si resta immobili. Invece se si supera l’ostacolo, spesso dettato proprio da noi stessi, si scopre un’altra felicità. Quella dell’evoluzione. Evolversi in meglio, significa affrontare un cambiamento profondo. E perché questo avvenga ci saranno dei mutamenti a livello emotivo (come il mondo esterno impatta sul nostro mondo interno) e cognitivo (come valutiamo quello che ci accade) e perfino “fisico”. Tutto questo direte voi, che ci azzecca con il nostro mondo?

Riguarda anche il nostro mondo nel momento in cui siamo invitati a stare al passo con i tempi, a guardare al futuro, avanti, come ci sollecita il presidente dell’ANIA. Io credo che questo sguardo al futuro, questo cambiamento deve riguardare tutti, sia gli agenti, sia e, soprattutto, le imprese, che ad esempio hanno l’opportunità con il nuovo accordo impresa-agenti di dimostrare di essere a favore del vero cambiamento, primo fra tutti nelle modalità di approccio agli agenti. Diciamo a quell’atteggiamento di arroganza, superbia e protervia che ha sempre accompagnato i vari manager.

Ci auguriamo che il fatto che all’interno di ANIA sieda come vice-presidente il nostro nuovo CEO e a.d. Philippe Donnet, rappresenti un elemento di valore per noi agenti Generali Italia, utile alla ripresa del dialogo con le associazioni di categoria, compresa ANAPA dove il sottoscritto ricopre la carica di presidente nazionale. Ebbene in questo doppio ruolo ho potuto riflettere e portare avanti molte delle nostre battaglie raggiungendo risultati che lascio a voi giudicare.

Anche questo grazie ai cambiamenti. Perché ricordate che provare nuove esperienze significa offrirsi nuove opportunità.

Buona lettura!

Il presidente

Vincenzo Cirasola