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CHI HA TEMPO NON ASPETTI TEMPO

10 Settembre 2018
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CHI HA TEMPO NON ASPETTI TEMPO

Il pensiero della settimana di Antonio Caputo

Care colleghe, cari colleghi,

Il filosofo Aristotele sosteneva che “lo studio è la miglior
previdenza per la vecchiaia” e ancora oggi, a distanza di oltre 2.000 anni questo pensiero risulta attuale, ma occorre aggiungere che da solo lo studio non basta più: occorre pianificare per tempo la propria pensione e salvaguardare così una serena vecchiaia dopo una vita di duro lavoro.
Peccato che  l’argomento “previdenziale” risulta essere
drammaticamente non attuale, visto che la pensione è considerata
sempre lontana e non ci si pensa nell’oggi, quando c’è tanto tempo,
quando è vicina………purtroppo questo tempo non c’è più.
Ce lo confermano anche studi sul tema. Nonostante il popolo italiano risulti essere ancora un gran risparmiatore, la ricerca annuale compiuta dalla società di gestione anglosassone Schroders Global Investor nel 2018, condotta in 30 paesi e su un campione di oltre 22mila persone, rivela che noi italiani siamo in netto ritardo nelle scelte di accantonamento previdenziale, oltre a evidenziare che la nostra percezione del problema è decisamente inferiore alla media europea: purtroppo siamo poco coscienti della reale situazione e delle reali prospettive pensionistiche e sottovalutiamo il problema nonostante nel nostro paese si siano avvicendate dal ’92 sino al 2011 diverse riforme “lacrime e sangue” che hanno affrontato il tema con drastiche modifiche strutturali e pesanti tagli……….ma con quali risultati?

Il bilancio previsionale 2018 dell’INPS rivela che nelle sue casse
entreranno 227 miliardi di contributi, ma ne usciranno 265 in
prestazioni, con un disavanzo ancora una volta coperto dalla Stato,
ovvero da tutti noi. Non ci sono dubbi sul fatto che il nuovo sistema
contributivo sia più giusto e coerente, ma nel frattempo la
disoccupazione giovanile è altissima e non si riesce ad avere un posto stabile prima dei 30 anni, se va bene. Inoltre con la crisi della
natalità il paese invecchia in maniera incontrovertibile…….tanto
che”tra un po’ avremo un pensionato a carico di ogni disoccupato” ha commentato sarcasticamente la pungente satira fumettistica di Altan.
E allora?? Risulta evidente che scelte “tempestive” di ricorso a
risparmio finalizzato per la previdenza, oltre che un’ulteriore
riforma del sistema pensionistico e di quello del lavoro, siano
necessarie per ammortizzare il divario tra ultimo reddito e pensione
attesa, salvaguardando il fabbisogno complessivo per preservare un
tenore di vita adeguato, e in questo necessario processo culturale,
prima che legislativo, il ruolo dell’intermediario assicurativo assume
una connotazione di fondamentale importanza sociale.

Ovviamente a questa consapevolezza, della quale tutti noi agenti delle Generali siamo responsabilmente dotati, analogamente e
responsabilmente deve corrispondere una strategia aziendale della
Compagnia volta a produrre soluzioni assicurative innovative ma idonee a soddisfare la richiesta di un mercato sempre più diversificato e concorrenziale, nel quale è necessario prevedere l’impiego per destinazione previdenziale di ogni possibile accantonamento, compreso quote del trattamento di fine rapporto, anche in forma tacita, ma in questo caso, considerato la natura contrattuale dell’istituto del TFR, con livelli minimi di garanzia del capitale che consentano tale apporto, altrimenti precluso.

Ognuno è chiamato tempestivamente a fare la propria parte, la
Compagnia, noi agenti e anche i clienti, perché, mi piace concludere
con un’altra citazione del filosofo Aristotele, “è possibile fallire
in molti modi, mentre riuscire è possibile in un modo soltanto”.

Buona lettura.

Il Componente di Giunta
Antonio Caputo