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COLLABORAZIONI INTERMEDIARI: GLI AGENTI “STORICI” DI GENERALI LE UTILIZZANO POCO

5 Gennaio 2017

Le collaborazioni fra intermediari assicurativi? Agli agenti Generali, quelli “storici”, sembrano non interessare, se è vero che quelli che stanno utilizzando in modo attivo questa forma di collaborazione sono «rarissimi». Il Gruppo agenti Generali (oggi Gruppo agenti Generali Italia), nell’ultimo suo congresso di Venezia, ha fatto il punto anche su questo argomento.

Il consiglio direttivo del gruppo agenti presieduto da Vincenzo Cirasola, recependo le «ripetute» istanze emerse durante le varie assemblee di zona contro la compagnia, ha «invitato più volte gli associati, che non trovano soddisfazione dalle linee assuntive di Mogliano, per questioni di premi eccessivi o per alcuni tipi di prodotti (in particolare cauzioni, Rc medici, ecc.), invece di continuare a lamentarsi inutilmente, ad agire concretamente», rivolgendosi al mercato secondo i termini previsti dalle norme in vigore, tramite la collaborazione con i broker oppure tra agenti, utilizzando le lettere di regolamentazione di A con A oppure A con B, che il gruppo agenti ha fatto redigere dai suoi consulenti legali. La rappresentanza agenziale ha ricordato come sia stata una delle prime a considerare la collaborazione fra intermediari «utile, in caso di bisogno a livello tattico, ma con la consapevolezza che non sarebbe mai stato la panacea di tutti i mali, come qualcuno ha lasciato intendere, così come il plurimandato».

Il Gruppo agenti Generali ha «sempre lasciato libero ogni agente di collaborare sulla propria piazza con qualsiasi agente di qualsiasi compagnia, senza legarsi a uno specifico marchio tramite accordi tra Gaa, o meglio ancora, lasciando scegliere l’agente di collaborare con un broker professionista di proprio gradimento e non con un unico broker, semmai scelto e concordato con la stessa mandante, come avviene in alcuni casi».

FONTE TUTTO INTERMEDIARI