News

COVID-19: L’IMPATTO SULLE COMPAGNIE C’E’ E COMINCIA A VEDERSI

8 Giugno 2020

La pandemia di Covid-19 non solo sta incidendo sulla posizione di solvibilità delle compagnie (a causa del forte calo dei prezzi delle attività finanziarie e dell’aumento della loro volatilità, innescati proprio dall’emergenza sanitaria), ma avrà verosimilmente effetti significativi anche sulla liquidità e sulla redditività delle compagnie, principalmente a causa della crescita delle richieste di rimborsi degli assicurati per cancellazione di viaggi, interruzione di attività lavorative, escussione delle garanzie delle polizze dei rami credito, cauzione, malattia e assistenza. È quanto evidenzia il rapporto sulla stabilità finanziaria a cura di Banca d’Italia.

Per le compagnie italiane, spiega il rapporto, la raccolta premi per la copertura dei rischi elencati precedentemente «rappresenta tuttavia una quota del totale dei rami danni molto inferiore a quella media delle compagnie europee (14% contro 29%). Effetti negativi si potranno manifestare anche sulla raccolta e sulle richieste di estinzione anticipata dei prodotti di investimento assicurativo».

Le stime di Bankitalia, basate sui valori del bilancio prudenziale della fine del 2019, indicano che la flessione delle quotazioni azionarie e l’ampliamento degli spread creditizi sui titoli di debito del primo trimestre di quest’anno comportano una riduzione media del valore delle attività delle compagnie italiane pari al 7%. Le plusvalenze implicite nette dei titoli in portafoglio registrate nel bilancio civilistico sono diminuite del 39%. «Per calcolare il valore di mercato del passivo, le compagnie hanno fatto ampio ricorso alla curva dei tassi privi di rischio aggiustata per la volatilità; ciò ha consentito di mitigare gli effetti delle variazioni dei prezzi di mercato delle attività sulla posizione di solvibilità».

A questo si aggiungono i risultati di una indagine dell’Ivass che mostrano come l’indice di solvibilità medio del settore sia sceso di 35 punti percentuali nel primo trimestre del 2020, a circa il 200%, «rimanendo comunque ben al di sopra del minimo regolamentare del 100%».

La volatilità dei mercati finanziari e l’aumento generalizzato dei premi per il rischio richiesti dagli investitori si sono riflessi anche sulle quotazioni azionarie delle principali compagnie italiane, diminuite nel primo trimestre dell’anno del 29%, «sebbene gli utili attesi si siano ridotti in misura molto contenuta (3%). I cali sono in linea con quelli delle altre compagnie dell’area dell’euro».

FONTE TUTTO INTERMEDIARI