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Ddl Concorrenza, se non cambierà, l’Ania è pronta a ricorrere all’Ue

15 Novembre 2015

Se la prima stesura del ddl Concorrenza “andava nella giusta direzione di rafforzare il meccanismo concorrenziale, di contrastare le frodi e porre le condizioni per una riduzione dei prezzi”, con le modifiche apportate alla Camera, “il suo impianto è stato in larga misura stravolto”. Non usa mezzi termini l’Ania (ascoltata in audizione presso la commissione Industria del Senato) nell’esprimere il proprio disappunto per l’introduzione di norme “che presentano chiari profili di incompatibilità con il diritto comunitario” e che espongono l’Italia al rischio di infrazione.
In assenza di interventi significativi nel testo in esame, l’Ania reputa “inevitabile” un ricorso alla Commissione Ue. L’associazione si riferisce, in particolare, all’articolo 3 del documento, con il quale si prevede uno sconto minimo obbligatorio in base al quale le compagnie sono obbligate ad applicare di fatto premi uniformi a situazioni di rischio territorialmente differenti. Secondo il presidente Aldo Minucci (nella foto), intervenuto in audizione al Senato, “tale norma limita il principio di libertà tariffaria, sancito dalle norme comunitarie, negando il peso della rischiosità specifica del territorio nella costruzione della tariffa, cosa che è assolutamente prevista in tutti i Paesi europei”.
In riferimento all’articolo 8, che oltre a valori tabellari include la personalizzazione del giudice, per l’Ania va chiarito “in maniera inequivocabile” che il risarcimento sia effettivamente omnicomprensivo di tutte le possibili fattispecie di danno. “Certamente non spetta agli assicuratori stabilire i criteri di valutazione delle lesioni gravi – ha spiegato Minucci – ma, ai fini del necessario rispetto dell’equilibrio tariffario, non si può non sottolineare che più elevati sono i risarcimenti, più elevati dovranno essere i prezzi delle polizze”. Secondo l’associazione, maggiore è l’incertezza nella determinazione del danno risarcibile, maggiore sarà il contenzioso, con inevitabile allungamento dei tempi, aumento dei costi e aggravio del sistema giudiziario.
L’Ania, inoltre, giudica “incomprensibile” che la valutazione risarcitoria offerta alle vittime di incidenti stradali “sia enormemente superiore di quella, sia pure di natura indennitaria, prevista dall’Inail nel caso di infortuni sul lavoro”.
Minucci ha concluso sottolineando che, se venisse confermato l’impianto del provvedimento approvato in prima lettura, “è certo che esso non favorirà riduzioni nei prezzi dell’Rc auto. Il risultato che si raggiungerà sarà quindi quello di andare nella direzione opposta all’obiettivo fondamentale del provvedimento”. Questo scenario, prospetta Minucci, rischia di andarsi a sommare all’inversione di tendenza nell’andamento tecnico del ramo auto, “tenuto conto che i fattori congiunturali che avevano favorito un percorso virtuoso nell’andamento dei prezzi stanno cominciando a manifestare un’inversione di tendenza”.

Le quattro proposte del gruppo Unipol

Anche secondo il gruppo Unipol (rappresentato in commissione Industria del Senato da Vittorio Verdone) le modifiche al ddl Concorrenza sulla Rc auto “non sono particolarmente positive per i consumatori”. La proposta legislativa secondo Verdone mirava “a favorire la rimozione degli ostacoli regolatori all’apertura dei mercati”, mentre il testo uscito dalla Camera introduce “vincoli allo sviluppo dei contratti Rc auto evoluti, penalizzando gli operatori che hanno da tempo avviato una politica tariffaria vantaggiosa per gli assicurati grazie alla telematica”. Unipol ha presentato quindi quattro proposte per recuperare il senso della legge annuale sulla concorrenza. Tra queste la richiesta di “lasciare libertà nella determinazione degli sconti sulle polizza con scatola nera”, e di eliminare la disposizione sull’equiparazione tariffaria tra regioni virtuose e regioni rischiose, norma che Verdone ha definito “demagogica”. Unipol ha chiesto anche una tabella “equa e sostenibile” per il risarcimento dei danni gravi alla persona.

FONTE INSURANCE TRADE – 11 NOVEMBRE