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“E IO PAGO”…

8 Gennaio 2017
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Cari colleghi,

 l’inizio del nuovo anno è un momento buono sia per fare un bilancio sull’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle, ma anche per tracciare i buoni propositi su quello che verrà. Ogni anno, lo sappiamo bene noi agenti di assicurazione che ogni primo gennaio azzeriamo la nostra attività, rappresenta una nuova sfida, è un ricominciare daccapo.

 Il 2016 sarà ricordato come un anno difficile, sia per noi, sia per l’economia in generale dell’Europa e della nostra bella Italia che, è notizia di questi giorni, si trova in deflazione come consumi, ossia è tornata indietro di 57 anni, ossia al 1959.

Un anno, il 2016, che si è chiuso con la notizia dell’ennesima grave crisi di Alitalia e del “fallimento” della più antica banca del mondo, Monte dei Paschi di Siena. Quest’ultima notizia, non fa altro che aggiungersi alle tante altre débâcle bancarie che si sono accumulate nell’anno e che hanno falcidiato e depauperato il patrimonio di tanti piccoli investitori e risparmiatori italiani, che oggi soffrono di una grave e profonda crisi di fiducia nel sistema bancario. Per non parlare dell’aumento di sfiducia nei confronti di “Poste Italiane”, che come riporta un articolo che ho letto su “La Repubblica” il giorno dell’Epifania, dal titolo “Il risparmio tradito”, negli ultimi anni ha “piazzato” a migliaia di risparmiatori dei fondi immobiliari, che versano tutti in serie difficoltà, e che stanno perdendo fino all’80% del capitale.

E’ normale quindi che i risparmiatori siano sfiduciati. Come dargli torto. Oggi i “mitici” direttori o funzionari degli sportelli bancari e postali, sempre di più costretti dal loro top management a “piazzare” ai correntisti, qualsiasi tipo di prodotto, postale, bancario e assicurativo, pur di far “utile” per il bilancio del proprio istituto, dovrebbero nascondersi sotto le scrivanie, invece li ritroviamo sempre al loro posto e sempre più vogliosi di fare business, magari anche nei rami danni.

Invece quello che passa inosservato è che mentre il sistema bancario sta vivendo una delle più profonde crisi, il sistema assicurativo, oltre che prestare i soldi alle stesse banche italiane, finanziando e sostenendo con la propria partecipazione il Fondo Atlante, che ha l’obiettivo di sostenere gli istituti di credito nelle proprie operazioni di aumenti di capitale e a favorire la gestione dei crediti in sofferenza del settore, si presenta come uno dei business più solidi e sostenibili.

A confermarlo anche il successo con il quale il settore ha superato gli stress test effettuati dall’EIOPA (European Insurance and Occupational Pensions Authority), autorità europea per le assicurazioni e la previdenza. L’esercizio ha coinvolto 236 compagnie di piccole, medie e grandi, dimensioni dislocate in 30 paesi, rappresentanti il 77% del mercato europeo in termini di relative riserve tecniche (life technical provisions excluding health and unit linked). Per l’Italia hanno partecipato 16 compagnie operanti nei rami vita tradizionali, rappresentanti il 76% del mercato nazionale in termini di relative riserve tecniche, compresa la nostra Generali Italia, e si è concluso con un’ulteriore conferma della solidità e dell’affidabilità del settore assicurativo italiano.

 Ecco quest’aspetto che viene sottaciuto da molti, soprattutto dai media, dovrebbe a mio avviso essere il nostro biglietto da visita del prossimo anno, che andrebbe presentato ai clienti ed evidenziato, mostrando loro che oltre alla gestione del rischio, siamo dei consulenti seri e affidabili anche nella gestione del risparmio e della previdenza a differenza degli altri “piazzisti” con i quali hanno operato fino ad oggi.

 

I nostri top manager, invece, dovrebbero ricordarsi, non solo con le solite retoriche parole, ma con fatti tangibili, che se il settore assicurativo è solido e sostenibile lo è soprattutto grazie alla raccolta industriale di noi agenti, e che grazie a questa raccolta possono anche permettersi di sostenere le banche e le “aziende di stato” in crisi e relativo tessuto industriale.

Questo noi lo sappiamo bene e dovremmo, rimarcarlo, sottolinearlo, esprimerlo senza timore.

 E personalmente sono alquanto contrariato, per usare un eufemismo, dal fatto che tale raccolta sia anche utilizzata per rimediare agli errori di qualche top manager che si crede tanto sagace da buttare all’aria migliaia di euro in investimenti finanziari sbagliati, lasciando poi l’onere agli agenti di rimediarvi. Tanto a lui, a prescindere dagli errori strategici, spetta lo stesso un bel compenso milionario e magari anche una “buona liquidazione”, mentre a noi la pressione di realizzare i target sempre più alti e con nuovi prodotti con provvigioni sempre più risicate.

Quindi loro si aumentano i compensi e come disse Totò ”E io pago”…

 Buona lettura e buon inizio di anno!

 Il presidente

Vincenzo Cirasola