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FACTA NON VERBA! – editoriale del GA-GI

26 Giugno 2017
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FACTA NON VERBA!

 

Cari colleghi, ci risiamo.

 

Circa un anno fa, vigili poco prima del nostro 70° Congresso, il Presidente dello SNA, spudoratamente e pubblicamente auspicava e promuoveva un ribaltone alla guida del nostro Gruppo Agenti, caldeggiando la candidatura di un suo “uomo” ed allora membro dell’esecutivo SNA.

Sappiamo tutti com’ è andata.

 

Oggi, continuando a perpetrare un’inqualificabile ingerenza “politica” nelle vicende del nostro Gruppo Agenti ed attribuendosi d’imperio il ruolo di “nume tutelare” di tutti gli agenti, iscritti allo SNA e non, egli scrive direttamente agli agenti Generali Italia per un tentativo, decisamente opportunistico e autoreferenziale, di difesa delle sorti del fondo, peraltro utilizzando un intollerabile ed offensivo tono perentorio ed intimidatorio nell’invitare, coloro che professionalmente vendono “previdenza” ad “un’attenta riflessione per evitare di pregiudicare i propri interessi”.

 

A tutela degli stessi interessi magari sarebbe stata auspicabile una passata politica gestionale e di vigilanza del fondo, in quota SNA, più “attenta” ed “oculata”, o l’accettazione di un ragionevole piano di salvataggio pre-commissariamento: ma il tempo delle riflessioni è ormai scaduto ed è altamente improbabile che chi oggi decida, o abbia già deciso, di lasciare il FONAGE, possa decidere in futuro di rientrarvi; la fiducia non è un bene che si riconquista facilmente, ma una risorsa che andrebbe preservata nel tempo, meritandola.

 

La fondamentale libertà di scelta e l’impegno, certamente “non scontato”, assunto dalla nostra mandante a versare il contributo paritetico, comprensivo di arretrati, sono i “fatti”; preferiamo lasciamo le “parole” agli altri sempre pronti a criticare e a saltare sul carro dei vincitori opportunisticamente.

 

Sempre sul tema di essere giudicati, ci rincresce, infatti, che un altro Gruppo Agenti della galassia  Generali Italia, senza aver mai partecipato ad alcun tavolo di lavoro sul tema, né inteso aver condiviso idee, suggerimenti, riflessioni e opinioni e senza aver cercato un confronto anche critico ma costruttivo, abbia deciso, sembra sia la nuova tendenza del nostro mercato, di scrivere una lettera aperta, nella quale giudica il lavoro da noi portato avanti e il risultato conseguito per la con titolarità dei dati.

 

Siamo stupiti che invece di chiedere un preventivo confronto e capire direttamente con noi quali siano gli aspetti tecnici della questione, si preferisca salire in cattedra e giudicare il risultato come “poco chiaro e limitativo della libertà degli Agenti”, senza avere partecipato a una difficile trattativa, con confronti complessi ed a tratti aspri con la Mandante come quello che ha portato alla storica firma del nostro  Protocollo Dati dello scorso 14 giugno.

 

Di certo un punto lo possiamo chiarire definitivamente: il GA-GI ha voluto giocare d’anticipo, volendo svolgere un ruolo da protagonista nelle iniziative che la Compagnia sta implementando in materia di dati e regolando gli effetti economici delle campagne di acquisizione dati già da tempo avviate dalla stessa in modo unilaterale, sancendo un principio, anch’esso tutt’altro che scontato (ricordate l’impegno al versamento del contributo paritetico e degli arretrati?), secondo il quale “l’Agente deve partecipare a qualunque beneficio che arricchisca il patrimonio della Compagnia, anche se accessorio all’affare assicurativo”.

 

Altri Gruppi Agenti (o alcuni agenti individualmente), hanno investito di tasca propria per realizzare una banca dati, un Agente del GA-GI, invece, proprio grazie a questo accordo, non solo non spenderà un euro per la co-titolarità ma otterrà una remunerazione supplementare quando andrà in quiescenza……..e questi sono ancora “fatti”.

 

Risulta quindi assolutamente incomprensibile la ragione per cui tali obiettivi andrebbero contro gli interessi degli Agenti. Abbiamo costruito un percorso di condivisione: investimenti dell’Impresa Mandante da una parte, capacità di relazione degli Agenti dall’altra!

 

Forse ai nostri “oppositori” va ricordato che il GA-GI può anche “peccare” di pragmatismo, ma come affermato dal suo consulente legale, l’avvocato Bullo, “un sano pragmatismo genera ricchezza condivisa. Le opposizioni di bandiera, no.”

 

Buona lettura

 

Antonio Caputo

componente di Giunta