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Fitch Ratings, compagnie italiane solide ma lo spread minaccia le attività Vita

10 Settembre 2018

Attraverso due nuovi rapporti rilasciati nella giornata di oggi, Fitch
Ratings ha scattato una fotografia aggiornata al primo semestre 2018 delle compagnie assicurative italiane, delineando contesto e sviluppo delle attività Danni e Vita.
Per quanto riguarda i rami Danni, l’agenzia di rating ha osservato
come la gestione assicurativa sia rimasta solida, grazie al combined
ratio dei rami non-Auto che compensa la debolezza degli indicatori
tecnici dei rami Auto. I coefficienti patrimoniali secondo i criteri
di Solvency II sono rimasti su livelli adeguati, nonostante si siano
indeboliti rispetto a fine 2017, principalmente a causa dei più ampi
spread dei titoli di Stato italiani.
Le tariffe sui premi dei rami Auto hanno proseguito nella loro
discesa, anche se ad un ritmo più lento rispetto al 2017. Fitch
prevede che i tassi aumenteranno leggermente nel corso del secondo
semestre 2018, in quanto il combined ratio Auto medio si aggira
intorno a quota 100%. I volumi dei premi non-Auto e la redditività di questo segmento Danni sono cresciuti su base semestrale; l’agenzia di rating si aspetta che questo andamento prosegua anche nella seconda parte dell’anno, in quanto le compagnie cercano una maggiore diversificazione delle proprie attività rispetto al segmento Auto.
Per quanto invece concerne gli indicatori Vita, i risultati del primo
semestre 2018 hanno messo in luce la sensibilità delle posizioni
patrimoniali delle compagnie italiane agli spread dei titoli di Stato
domestici, citati da Fitch già lo scorso anno quando fu modificato in
negativo l’outlook del comparto Vita italiano. I coefficienti
patrimoniali secondo i criteri di Solvency II si sono indeboliti in
misura diversa a seconda del mix operativo adottato da ogni compagnia
e riflettono l’ampiamento dello spread tra titoli di Stato italiani a
10 anni e Bund tedeschi, passato a circa 240 punti base alla fine del
primo semestre 1818 dai circa 160 punti base al 31 dicembre 2017. Il
debito pubblico nazionale, ricordano da Fitch, rappresenta circa il
45% degli investimenti delle compagnie assicurative del nostro Paese.
Gli spread crescenti, evidenziano dall’agenzia di rating, potrebbero
indurre un maggior numero di clienti a liquidare i contratti Vita in
scadenza ed a reinvestire in titoli di Stato, attratti dai maggiori
rendimenti. Quando gli spread sul debito del governo italiano hanno
raggiunto il picco durante la crisi del debito dell’Eurozona,
ammoniscono ancora da Fitch, anche i tassi dei riscatti dai contratti
di risparmio assicurativo a lungo termine hanno raggiunto il loro
massimo, circa l’11% delle riserve (nel 2017 sono stati pari al 7%).
Maggiori percentuali di riscatto possono portare a deflussi netti,
riduzione dei patrimoni gestiti ed una conseguente minore redditività per le compagnie.
Il volume dei riscatti è aumentato in modo marginale nel primo
semestre 2018, ma la raccolta netta è rimasta positiva, favorita da
una maggiore raccolta premi poiché i prodotti di risparmio con
esposizione al mercato azionario (unit linked e ibridi) hanno
mantenuto la loro attrattività. Il principale allargamento degli
spread è avvenuto tuttavia verso la fine del semestre, conclude Fitch;l’incidenza sui riscatti complessivi potrebbe pertanto non essere chiara fino a quando non saranno pubblicati i risultati dell’intero esercizio 2018.
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