News

IL FONDO PENSIONE AGENTI RISPONDE A 16 DOMANDE

4 Dicembre 2016

Dopo aver detto addio all’amministrazione straordinaria, il Fondo pensione agenti prova a ritornare alla normalità. Il Fondo, che oggi è presieduto da Francesco Libutti, qualche giorno fa ha diramato una nota sullo stato attuale e adesso, sul proprio sito istituzionale, ha pubblicato delle Faq (Frequently asked questions, domande poste frequentemente). Si tratta di un documento ufficiale che riporta 16 domande con altrettante risposte. Ecco, di seguito, il contenuto:

1.Quando è emerso per la prima volta il disavanzo prospettico di FPA?

Alla fine degli anni ’90 le mutate condizioni di sopravvivenza (aumento della speranza di vita) e il consistente calo dei rendimenti realizzabili con investimenti privi di rischio rispetto alle condizioni degli anni precedenti, presentavano la necessità di rivedere le pensioni e le promesse pensionistiche.

2. Gli amministratori di FPA hanno preso provvedimenti per risolvere il problema?

Sì, nel 2004 sono stati aumentati i contributi e le promesse pensionistiche sono state progressivamente ridotte. A quel tempo infatti non esisteva alcuna disposizione normativa che consentisse di intervenire sulle prestazioni in corso di erogazione e quindi, con un accordo tra le fonti istitutive , sono stati aumentati i contributi. La possibilità di redigere i bilanci tecnici a “gruppo aperto”, tenendo conto cioè anche dei contributi dei futuri iscritti ha permesso di riequilibrare i conti. Tanto è vero che i bilanci tecnici, che venivano annualmente inviati alla Covip, sono sempre risultati in sostanziale equilibrio.

3. Allora, perché FPA si è trovato in squilibrio?

Per la modifica delle norme di redazione dei bilanci tecnici e precisamente per le nuove disposizioni sul calcolo delle riserve. L’intervento del DM 259/2012, non ha più consentito di conteggiare i contributi dei futuri iscritti come spiegato nel punto precedente.

4. Perché FPA è stato commissariato?

Perché non si è trovato un accordo tra le Parti sociali sui provvedimenti da adottare. Diversi piani di riequilibrio sottoposti all’approvazione delle Parti Sociali non hanno mai trovato un’unanimità di approvazione e la Covip, unico altro soggetto con il potere di adottare provvedimenti di riequilibrio, ha commissariato il Fondo.

5. Le misure contenute nel piano approvato dalla Covip hanno riportato FPA in equilibrio?

Sì ed in più sono stati adottati ulteriori provvedimenti prudenziali a garanzia del mantenimento nel tempo di tale equilibrio. Dopo aver raggiunto l’equilibrio sono state costituite attività supplementari pari al 4% delle riserve tecniche. La legge prevedeva che potessero essere impiegati 10 anni per costituire le attività supplementari ma la Covip ha stabilito che nel caso del Fondo Agenti il 4% di margine di garanzia dovesse essere disponibile da subito. Ulteriore elemento di garanzia è costituito dal fatto che, per tenere in considerazione la possibile uscita volontaria degli aderenti dopo l’applicazione dl piano, è stata introdotta una previsione estrema che possa consentire il mantenimento dell’equilibrio anche nell’ipotesi che il 30% degli aderenti abbandoni il Fondo.

6. Che garanzie ci sono sul mantenimento dell’equilibrio nel tempo?

Il piano di riequilibrio si basa su ipotesi prudenziali che la Covip ha scelto di adottare proprio per ridurre al minimo la possibilità che lo squilibrio si ripresenti in futuro, Eventuali scostamenti rispetto al piano di riequilibrio potranno essere anche in eccesso, tanto è vero che il bilancio tecnico al 31/12/2015, mostra un netto miglioramento del saldo tecnico che risulta in attivo per 42 mln di euro. Il bilancio tecnico che certifica l’equilibrio si basa, come tutti i bilanci tecnici, sull’adozione di ipotesi demografiche e finanziarie. Le ipotesi adottate rispondono a quanto richiesto dal DM 259/12 e sono state giudicate appropriate e prudenziali dalla Covip, cioè la massima autorità che vigila sui fondi di previdenza complementare. Inoltre gli ulteriori presidi di sicurezza inseriti nel calcolo del bilancio tecnico: attività supplementari e uscita del 30% aderenti costituiscono un sufficiente margine di sicurezza in caso di eventuali futuri scostamenti. Inoltre un fondo a prestazione definita permette di usufruire di prestazioni accessorie (pensione di invalidità e indiretta caso morte) che altri fondi non prevedono se non a costi più elevati.

7. Cosa succede se le richieste di trasferimenti e riscatti saranno superiori al 30% ipotizzato dal piano?

Potrebbe aumentare il fabbisogno di FPA ma nel caso di un numero di uscite inferiori potrebbe emergere un avanzo di bilancio. Il 30% di uscite corrisponde a un onere, già conteggiato nel bilancio tecnico di riequilibrio, pari a circa 29 milioni di euro. Se le fuoriuscite fossero inferiori al 30% il bilancio tecnico registrerebbe un avanzo. Attualmente gli agenti iscritti sono circa 13.000. Riteniamo poco realistica la possibilità che escano più di 4.000 iscritti. La permanenza in FPA è ancora conveniente tenuto conto delle prestazioni che offre attualmente il mercato dei fondi pensione e che la compagnia interviene con circa € 1.500 l’anno.

8. Cosa succede se non si riesce a raggiungere il tasso di attualizzazione del 3,5% annuo delle riserve tecniche del patrimonio ipotizzato nel piano di riequilibrio?

La serie storica dei rendimenti di FPA dimostra che il tasso medio di rendimento è superiore al 3,50%. Le evidenze per il 2015 e 2016 mostrano che il tasso del 3,50% è stato abbondantemente superato (la media dei due anni si attesterà al di sopra del 7% annuo). Inoltre, poiché c’è un margine di circa 200 milioni di euro dato da plusvalenze non realizzate, nei prossimi anni il 3,5% di rendimento potrà essere raggiunto non solo con la redditività corrente ma con l’utilizzo di parte delle stesse plusvalenze.

9. Non sarebbe meglio aderire a un fondo a contribuzione definita?

Anche in un fondo a contribuzione definita la gestione delle rendite è soggetta a problematiche attuariali di longevità della popolazione assicurata e di redditività patrimoniale. In un Fondo a contribuzione definita la prestazione è condizionata all’andamento della gestione finanziaria nella fase di accumulo per cui in presenza di rendimenti non soddisfacenti l’importo della pensione non potrà che essere modesto. Un Fondo a prestazione definita in genere si mantiene in equilibrio adeguando la contribuzione. Inoltre, al di là dell’andamento della gestione finanziaria la prestazione definita puo’ rappresentare dei vantaggi. Mentre nella contribuzione definita il coefficiente di conversione in rendita si determina soltanto alla data di pensionamento, nella prestazione definita la prestazione viene predeterminata al momento dell’adesione rendendo più determinabile la scelta dell’entità della stessa. Inoltre la prestazione definita permette di beneficiare delle prestazioni accessorie per invalidità e morte.

10. E’ vero che gli amministratori si sono aumentati i compensi?

Non è vero: i compensi degli amministratori sono diminuiti. Gli amministratori, rinunciando ai propri compensi nella società immobiliare controllata Agenim, hanno contribuito ad un risparmio di € 160.000. Gli unici aumenti, peraltro decisi dall’Assemblea dei delegati (vedi verbale pubblicato sul sito), hanno riguardato soltanto i quattro componenti del collegio sindacale per complessivi € 45.000 annui.

11. Che garanzie abbiamo sulla competenza dei nuovi amministratori?

Gli attuali organi amministrativi e di controllo di FPA sono in possesso dei requisiti di professionalità previsti dalla normativa di settore e si avvalgono di una valida struttura tecnico/organizzativa.

fondo-pensione-agenti12. I costi di gestione sono sostenibili in futuro?

Sì, anche perché sono inferiori a quelli degli altri fondi negoziali e dei Pip. Per il 2015 il costo della gestione amministrativa e finanziaria di FPA è stato pari allo 0,28% del patrimonio gestito. I costi sono in diminuzione rispetto agli esercizi precedenti: 2012 0,38% – 2013 0,35% – 2014 0,32%. FPA gestisce direttamente tutto il ciclo produttivo: la gestione amministrativa, la raccolta delle adesioni, la gestione diretta degli investimenti, e l’erogazione delle rendite. E’ quindi difficile trovare fondi analoghi e confrontare con dati certi le spese. Volendo fare un confronto con i fondi pensione negoziali, la gestione finanziaria ed amministrativa degli stessi (dato rilevabile da pag. 109 della Relazione Covip 2015) costa in media lo 0,27%. Tale onere, peraltro, riguarda soltanto la gestione delle posizioni in fase di accumulo e non anche quella delle rendite, che nel caso del nostro Fondo coinvolge più di 11.000 pensionati (circa il 45% della popolazione complessiva gestita). Quindi mediamente il costo di gestione di FPA è sicuramente più basso di quello di altri fondi e dei Pip.

13. Se tra qualche anno si ripresentasse lo squilibrio prospettico cosa potrebbe succedere?

Non c’è motivo di pensare che tra qualche anno possa ripresentarsi un disavanzo rilevante in quanto le prestazioni pensionistiche sono state ridotte in maniera da poter essere ‘sostenibili’ ed è stato creato un margine di solvibilità del 4%, I monitoraggi che il Fondo è chiamato ad effettuare in virtù delle nuove disposizioni consentiranno di cogliere, diversamente dal passato, eventuali segnali di attenzione con largo anticipo ed in caso di eventuali scostamenti negativi potranno essere adottati provvedimenti correttivi dall’Assemblea dei delegati su proposta del CdA. In ogni caso il monitoraggio della Covip sull’effettiva tenuta del piano di riequilibrio dalla stessa predisposto garantirà la supervisione sui conti. Inoltre, la lettura dei bilanci annuali, nei quali viene riportato il confronto tra le riserve matematiche ed il patrimonio, consentirà agli iscritti di valutare l’efficienza della gestione.

14. Il trasferimento della posizione contribuiva comporta la rinuncia ad una parte della contribuzione versata?

Sì, nella maggior parte dei casi e comunque non sarà mai corrispondente al montante dei contributi versati. Il trasferimento è parametrato non più ai contributi versati ma alla riserva matematica della prestazione. Per la gestione ordinaria inoltre è stata introdotta una penalizzazione per cui viene riconosciuto soltanto il 75% della riserva stessa. Il trasferimento prevede una decurtazione estremamente penalizzante che puo’ arrivare al recupero dei soli contributi versati dall’agente. Inoltre poiché la contribuzione a carico delle compagnie è vincolata per effetto dell’A.N.A. al solo FPA, il trasferimento ad altro fondo (Pip) in assenza di modifiche dell’A.N.A. o di evidenze ad oggi a noi sconosciute comporterà la perdita del contributo delle imprese. La convenienza di trasferire la posizione contributiva dovrebbe essere valutata dopo aver verificato, ed è tutto da dimostrare, che il trasferimento ad altro fondo possa garantire una pensione più elevata di quella prevista da FPA e le stesse coperture per morte ed invalidità.

15. Se mantengo l’iscrizione a FPA come verranno considerati i miei contributi e che pensione mi verrà riconosciuta?

I contributi versati verranno considerati nella loro interezza e produrranno una rendita annua in linea con il mercato dei fondi pensione oltre a garantire prestazioni accessorie di invalidità e caso morte. Inoltre continuerebbe a beneficiare del contributo annuale a carico dell’impresa di circa € 1.500 annui.

16. Ho sospeso l’iscrizione. Come faccio a riprendere i versamenti?

E’ sufficiente inviare una semplice richiesta agli uffici del Fondo. Se la richiesta arriverà entro il 31/12/2016 si potrà ancora porre a carico dell’impresa la quota per l’anno in corso. Comunque, le quote arretrate potranno essere versate anche in forma rateale.

FONTE TUTTO INTERMEDIARI