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Generali, oggi al via il comitato controllo rischi

17 Febbraio 2014

Inizia oggi, con la riunione informale del comitato controllo rischi, la maratona di riunioni del vertice Generali, che culminerà con il consiglio di amministrazione della società convocato per mercoledì 19 febbraio,

 

Inizia oggi, con la riunione informale del comitato controllo rischi, la maratona di riunioni del vertice Generali, che culminerà con il consiglio di amministrazione della società convocato per mercoledì 19 febbraio, per decidere se promuovere un’azione di responsabilità contro gli ex vertici della compagnia, l’amministratore delegato Giovanni Perissinotto e il direttore generale, Raffalele Agrusti.
Il nuovo parere legale, predisposto dallo studio legale Portale-Visconti e dal professore Maresca, è arrivato a Trieste venerdì 14 febbraio. E sarà lo strumento chiave per decidere se avviare un contenzioso legale contro la vecchia gestione. Questo sebbene nelle ultime ore, complice il fatto che il fronte degli azionisti non sarebbe ancora del tutto convinto di procedere contro il passato management, si stia facendo largo l’ipotesi di valutare le responsabilità dei manager in maniera disgiunta, considerato che Agrusti non ha avuto deleghe rilevanti fino al 2007.
Di tutto ciò si discuterà prima nei comitati, il cui parere, soprattutto quello del comitato controllo rischi presieduto da Alberta Figari e composto da Clemente Rebecchini, Sabrina Pucci e Paola Sapienza, potrebbe rivelarsi determinante per le decisioni che assumerà il board. Consiglio che dovrà affrontare anche il tema della ‘buonuscita’ degli ex manager dopo le valutazioni compiute dal comitato per la remunerazione. Su quei denari le autorità hanno chiesto di compiere ulteriori analisi per comprendere se sia il caso di recuperare quanto riconosciuto a Perissinotto e Agrusti alla fine del mandato. Quando il consiglio di amministrazione delle Generali del 5 luglio scorso diede indicazione al ceo, Mario Greco, di avviare le trattative con Agrusti per l’uscita di quest’ultimo dalla società la decisione venne presa, come recita il verbale del board, perché “il rapporto di fiducia” con il manager si era interrotto.

FONTE IL SOLE 24 ORE