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Generali, il piano non cambia E il dividendo potrebbe crescere

15 Maggio 2016

Il piano industriale di Generali presentato un anno fa «ha target ambiziosi ma fattibili» e, pur in un «ambiente oggi più difficile e complesso» che «ci obbligherà a essere ancora più bravi ed efficienti in termini di costi», non ci sarà «una revisione degli obiettivi», ma un’«analisi dettagliata su come recuperare redditività». Lo ha detto il direttore generale Alberto Minali presentando agli analisti i risultati trimestrali del gruppo «che dimostrano la nostra solidità e disciplina tecnica». Il Leone prevede inoltre di «migliorare a fine anno la remunerazione degli azionisti in coerenza con il piano strategico».

Il consiglio presieduto da Gabriele Galateri ha approvato i conti del primo trimestre che ha visto il cambio della guardia, con l’uscita di Mario Greco e la nomina a group ceo di Philippe Donnet il 17 marzo. La redditività si attesta al 13,3%, superiore al 13% previsto dal business plan, e la raccolta netta vita aumenta del 6,4. Il risultato operativo è pari a 1,16 miliardi con un calo del 12,3% «che deriva dalla performance finanziaria che ha risentito del contesto dei bassi tassi d’interesse e del programmato minor contributo dei profitti di realizzo». Ciò ha condizionato anche l’utile netto, pari a 588 milioni, in diminuzione del 13,8%. Pur rientrando fra le attese degli analisti, i dati hanno tuttavia penalizzato il titolo in Borsa, che ieri ha ceduto il 3,97% a 12,59 euro.

Il numero uno Donnet ha spiegato la sua «prima mossa», cioè il riassetto organizzativo approvato dal consiglio. «Non cambiamo il focus della strategia, ma la miglioriamo perché saremo più veloci ed efficienti nella sua attuazione». Tutte le regioni in cui opera il gruppo «saranno rappresentate nel group management committee e si riduce anche il numero dei manager a riporto diretto del ceo, che prima erano 22. Per questo abbiamo creato una «nuova funzione che riguarda Emea, Asia e America e abbiamo deciso di chiedere a una persona di grande esperienza di essere il responsabile», ha aggiunto Donnet con riferimento a Frédéric de Courtois, attuale amministratore delegato di Axa Italia, che passerà a Trieste in settembre. Donnet resta country manager per l’Italia (ma, ha precisato, «non lo sarò per sempre») mentre amministratore delegato di Generali Italia è stato nominato Marco Sesana. Minali ha quindi sottolineato che il gruppo intende crescere nel settore immobiliare «puntando alle grandi città d’Europa per poter gestire una redditività costante». Riguardo infine al fondo salva-banche Atlante, il Leone ha deciso di contribuire con 150 milioni, e ciò comporterà un impatto di 0,4-0,5 punti sul Solvency ratio.

FONTE IL CORRIERE DELLA SERA