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Generali, utile netto sale dell’8,7% a 1,7 miliardi nei nove mesi

5 Novembre 2015

Generali realizza un utile netto di 1,7 miliardi di euro, per una crescita dell’8,7% nei nove mesi, ma da luglio a settembre il risultato è stato pari a 420 milioni, in calo del 18% rispetto allo stesso periodo del 2014. Superato comunque l’utile di tutto l’anno precedente.

Gli analisti si attendevano un utile trimestrale intorno ai 550 milioni, ma il management del Leone di Trieste ha detto che a fine anno il risultato sarà “significativamente superiore alle attese”.
Il gruppo cresce nella raccolta sia per quanto riguarda il ramo vita sia per quello danni (anche se di poco). I premi lordi sono cresciuti del 5,1% a 54,2 miliardi (51,2 nei primi nove mesi del 2014), trainati dal vita, +7% a 38,4 miliardi (35,6), con buon andamento di tutte le linee di business, in particolare delle polizze unit linked che sono cresciute del 16,1%. La nuova produzione Ape cresce a 3,8 miliardi (+1,7%; 3,6 miliardi), e anche in questo caso il ramo III vola del 23,9%, come anche le polizze puro rischio e malattia (+21%). In calo del 10% le polizze risparmio.
Sul fronte del ramo danni,  la raccolta cresce dello 0,8% a 15,8 miliardi, contro i 15,6 dei primi nove mesi del 2014, grazie allo sviluppo del settore non auto (+1,7%).
Tornando alla bottom line, il risultato operativo cresce del 4,7%, raggiungendo i 3,8 miliardi (erano 3,6 al settembre 2014). Il dato annualizzato del Roe operativo è superiore al target del gruppo (13%) e si attesta al 13,9%.
Il risultato operativo del segmento vita si ferma a 2,3 miliardi, in crescita del 3,9% rispetto ai 2,2 miliardi dei primi nove mesi del 2014; mentre quello dei rami danni fa segnare un aumento del 4,8% a 1,6 miliardi (1,5 miliardi) e un miglioramento della redditività tecnica con un combined ratio al 92,7%, in calo di 0,8 punti percentuali, nonostante il peggioramento delle catastrofi naturali: +0,4% per un impatto di 57 milioni di euro nel periodo. In tutti i Paesi, i dati tecnici sono positivi e l’area Cee si conferma nuovamente quella con la miglior redditività tecnica, con un combined ratio all’86,5%.
Dal punto di vista patrimoniale, il patrimonio netto si conferma solido a 22,8 miliardi, ma in calo dell’1,9% (23,2 miliardi). Sul dato hanno inciso il pagamento dei dividendi e la cessione di Bsi. L’indice Solvency I è pari al 166% mentre il pro-forma internal model economic solvency ratio si attesta al 196%, in aumento di 10 punti percentuali rispetto al 31 dicembre 2014.
Generali ha già presentato al College of supervisors l’application per l’utilizzo del proprio modello interno per il calcolo del requisito patrimoniale di Solvency II: per i risultati del processo di application si dovrà attendere marzo 2016.
Per il futuro, Generali prevede un’ulteriore crescita del fatturato, sia nel danni sia nel vita, con un maggior focus sui prodotti a basso assorbimento di capitale e a più elevato valore. Proseguirà lo sviluppo delle linee puro rischio, malattia e i prodotti unit linked.
Il cfo, Alberto Minali, ha commentato la decisione del Financial stability board di rimuovere Generali dall’elenco delle compagnie a rischio sistemico: “questo – ha detto – conferma il lavoro che abbiamo fatto per rifocalizzarci sulle attività assicurative. La  decisione conferma che siamo un gruppo unicamente assicurativo”.
Per quanto riguarda il dividendo, il direttore finanziario ha ribadito l’intenzione di aumentarlo oltre i cinque miliardi in quattro anni, cosa che sarà possibile con gli utili previsti ancora in crescita a fine anno. “Per noi – ha spiegato – è molto importante la generazione di cassa. La buona qualità della produzione ci porta a dire che in tutte le unità operative del gruppo stiamo aumentando la generazione di cassa, aumenteranno le rimesse delle controllate al gruppo e i flussi di cassa sono già significativi”.
Le svalutazioni del trimestre sono state pari a 148 milioni di euro: “126 milioni – ha detto Minali – riguardano le attività disponibili per la vendita. Tra queste, 17 milioni sono su mercati emergenti, 31 milioni in commodity ed energia e 15 milioni riguardano Volkswagen”.
FONTE INSURANCE TRADE – 5 NOVEMBRE