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Greco: «Gestire i rischi è cruciale per avere successo»

8 Ottobre 2015

La gestione del rischio come tassello chiave per una strategia di successo. Ne è convinto Mario Greco, ceo delle Generali che ha aperto ieri i lavori del FermaForum, evento che raccoglie i protagonisti del risk management e del settore assicurativo e che ieri ha visto schierati al Lido di Venezia oltre 1600 professionisti del settore. «In questo mondo sempre più complesso – ha esordito Greco – il ruolo dei risk manager è diventato centrale nella gestione del business. La gestione dei rischi dovrebbe influenzare tutti gli ambiti, dalle decisioni strategiche all’interazione quotidiana con clienti, regolatori e fornitori. Una buona gestione del rischio è come una fiamma sempre accesa. Non è un evento estemporaneo, ma deve avvenire in modo continuativo». E nel farlo, ha spiegato il ceo del Leone, bisogna tenere conto di tre elementi fondamentali: l’essere «agili», soprattutto in un contesto come quello che stiamo vivendo fatto di scenari spesso mutevoli; l’essere sufficientemente «audaci», quel tanto che basta per trovare soluzioni innovative; e infine considerare «il valore delle partnership». In quest’ottica, Greco ha sottolineato anche l’importanza del ruolo delle compagnie come Generali: «Il settore dovrebbe svolgere il proprio compito nell’individuare nuove modalità di approccio ai problemi e nuove soluzioni per risolverli». E Generali, in questo senso, ha dato il via al cambiamento: «Abbiamo investito buona parte delle nostre energie nel trasformare il gruppo: abbiamo cambiato il nostro modus operandi portandolo da prodotto-centrico a cliente-centrico; stiamo cavalcando la digitalizzazione come mezzo per essere agili e proattivi in modo da soddisfare i bisogni dei clienti. E vogliamo trovare la strada per collaborare, lavorare assieme in modo da poter utilizzare tutti i dati disponibili per poter risolvere i problemi che ci affliggono». Risk manager e compagnie assicurative, dunque, come figure chiave per governare gli scenari futuri. E non a caso, Julia Graham, presidente del Ferma (Federation of European Risk Management Associations), ha rilanciato sostenendo che «in questo mondo nuovo e più rischioso, la professione prospera ed è pronta a cogliere le opportunità per acquisire un ruolo più importante». E questo perché «i risk manager non si occupano più solo del monitoraggio, ma hanno oggi l’opportunità di indicare la direzione». Tanto più lo dovrebbero fare in un paese come l’Italia dove però la cultura della gestione del rischio non si è ancora realmente radicata. Anche per questo Alessandro de Felice, presidente dell’associazione italiana di risk management (Anra) nel dare il benvenuto al FermaForum a Venezia, ha sottolineato come portare l’evento in Italia rappresenti l’occasione «per diffondere l’interesse per la cultura del risk management all’interno delle piccole e medie imprese che rappresentano gran parte dell’economia italiana».A margine dell’evento Greco ha quindi ricordato che la compagnia ha terminato «i lavori» per Solvency II. L’indice di economic Solvency pro-forma a fine giugno era al 200%. Il ceo ha commentato inoltre positivamente la recente decisione della Ue di introdurre nuove regole in Solvency II per favorire l’apporto di capitali delle compagnie assicurative nel finanziamento dei progetti infrastrutturali: «Per noi è interessante». 

FONTE IL SOLE 24 ORE – 6 OTTOBRE