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I rami danni non auto sono solo l’1% del Pil

1 Luglio 2015

L’evoluzione tecnologica sta investendo in pieno la finanza. Il fenomeno è stato evidenziato anche da Salvatore Rossi, presidente dell’Ivass all’inizio della sua relazione sull’attività 2014. «Un coacervo di novità, riassunto nel neologismo inglese fintech (o tecnologia per la finanza), prende piede e mette in discussione i modi passati e presenti di fare finanza e i modelli di business degli intermediari». I servizi di pagamento passano prevalentemente per tablet e smartphone, in cui ilprovide r del servizio di pagamento può essere chiunque. Perfino la consulenza, ai privati per la gestione dei loro risparmi o alle imprese per le operazioni di investimento e strategiche, può essere svolta da roboadvisors, di cui cominciano a comparire esemplari.
«Sono fenomeni nascenti, dalla dimensione ancora minuscola sul mercato mondiale. Ma il loro potenziale distruttivo dell’esistente è enorme», spiega Rossi. Oltre al mondo bancario, apparentemente più coinvolto nel fenomeno, anche il mondo assicurativo è davanti dunque a un bivio: la digitalizzazione diventa un must. Un treno quello del digitale che non può insomma essere perso così anche Alleanza, una rete assicurativa storicamente orientata al contatto personale con il cliente, con numerose visite a casa dei consumatori, sta procedendo a tappe spedite verso il nuovo mondo digitale. La rete del gruppo Generali Italia, sta testando il progetto Digital care (si veda intervista a fianco). Nei prossimi mesi estenderà a tutta la rete dei 3.500 dipendenti, l’individuazione di soluzioni Byod (bring your own device) per coprire le altre migliaia di collaboratori non dipendenti, oltre all’avvio di soluzioni di Crm (customer relationship management) che nel 2016 supporteranno l’attività commerciale della rete.
Ma anche altri gruppi sono avanti nel processo di digitalizzazione. Tra tutte Allianz che ha ormai da due anni ha dotato di tablet tutti i propri agenti e che dopo il successo di Allianz1, che ha già coinvolto 180mila famiglie, lancerà il prossimo settembre anche un analogo servizio per le imprese, un’offerta modulare per le piccole aziende con varie coperture: dalla semplice Rca a al più sofisticato cyber rischio. Anche in questo caso il cliente può configurarsi la polizza con la consulenza dell’agente. Agenti che in Italia stanno però via via diminuendo, complice la riduzione della redditività, come evidenzia anche la fotografia scattata proprio dall’Ivass con una flessione del 2,48% degli iscritti alla lettera A del Rui e una tenuta invece della lettera E (collaboratori +1,38) e B (tra cui sono compresi i broker) in aumento del 5% circa. La redditività diminuisce e le sorti degli intermediari assicurativi appaiono ancora legate a doppio filo con quelle del trend dei premi Rc Auto. Nei rami “danni” non automobilistici la cronica sottoassicurazione degli italiani permane. Secondo Ivass nel 2014 sono stati pagati premi pari solo all’1% del Pil, molto meno della metà che in Francia e in Germania. Nel frattempo l’Authority osserva fenomeni preoccupanti, come il ritrarsi degli assicuratori nazionali dal segmento della responsabilità civile sanitaria (medical malpractice), associato a un maggior ricorso o all’autoassicurazione o a prodotti offerti da operatori estero vestiti e talora poco affidabili.

FONTE PLUS 24 – 27 GIUGNO 2015