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IERI ASSICURATORI – OGGI INTERMEDIARI – SEMPRE AGENTI SIAMO

19 Febbraio 2018
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Il pensiero di Fulvio Galli sull’evoluzione della figura dell’agente assicurativo

Cari colleghi,

parlare di ieri per chi, come me, ha più di 40 anni di esperienza in questo mestiere, è facile come leggere un libro di storia, che quando lo si comincia ti affascina subito e ti aspetti che nel proseguo sia tutto più bello, più interessante e a volte anche intrigante, tre parole che in sintesi descrivono anche il nostro lavoro.

 

Molti di noi hanno iniziato questo lavoro per caso, per arrotondare, forse senza troppa convinzione, grazie anche alle possibilità del passato che permetteva di fare “l’assicuratore” un po’ a tutti in maniera inconscia e quasi spensierata, ma con dietro un’azienda che con il suo stile e la sua professionalità ha dato nel tempo la possibilità a chi ne aveva voglia di crescere e le capacità di trasformarsi in un vero e proprio “Assicuratore Professionista”.

 

Ma come tutti sappiamo i tempi cambiano e cambiano molto velocemente, modificando spesso sia gli stili sia le professioni e così sono state introdotte nel nostro mercato  altre figure preposte alla vendita dei prodotti assicurativi (sportelli bancari, Poste Italiane, GDO e i call center ecc.) ma l’agente è rimasto. Anzi anche se oggi al nome dell’AGENTE hanno aggiunto INTERMEDIARIO i numeri del mercato danno ancora ragione all’agente che è il perno del mercato assicurativo nonostante in molte occasioni non sia messo nelle condizioni ottimali per lavorare al meglio da parte della propria compagnia, a volte per la qualità dei prodotti, a volte per problemi legati ai servizi.

 

Questo vale sia per noi sia per tutti i colleghi che rappresentano altri marchi perché le compagnie nella loro logica strutturale sono organizzate a comparti che pur nella loro efficienza, non sempre sono sinergici fra di loro, mentre le agenzie sono il concentrato di tutti questi comparti a cui va aggiunta la parte più importante ossia, “LA VENDITA” componente decisamente non trascurabile ed elemento essenziale sia per una parte che per l’altra.

 

Questi sono i motivi principali perché in questa filiera composta da diversi attori che recitano a soggetto per un unico obiettivo non devono nascere conflitti che possano compromettere questi delicati equilibri.

 

Le compagnie devono pensare di più ai loro agenti, rendendogli la vita lavorativa meno complicata, e cominciare ad entrare nell’ordine di idee che l’agente-intermediario è ancora l’unica figura capace di creare e soprattutto di consolidare quel mercato sempre più libero con cui ogni giorno compagnie e agenti si confrontano.

 

Di solito si dice che una macchina è perfetta perché al suo interno c’è un cuore che funziona e sono estremamente convinto che il cuore di questa macchina sono gli agenti perché essi non sono dei call center “CI METTONO IL CUORE “.

 

Buona lettura!

Fulvio Galli

Segretario generale