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Il board Generali: il consiglio va confermato a quota undici

28 Febbraio 2016

Il board di Generali, nel «Parere di orientamento agli azionisti su dimensioni e composizione del consiglio», raccomanda che i soci, nell’assemblea di fine aprile chiamata a rinnovare gli organi sociali, «si adoperino affinché il numero di amministratori da eleggere per il triennio 2016-2018 sia confermato a 11». Cioè al minimo previsto dallo statuto, che indica in 21 il tetto massimo.
Si riprende dunque quanto definito nel 2013 dall’assemblea, sempre su raccomandazione del board. In quella occasione, riducendo appunto a 11 i consiglieri, si era portata a termine una svolta compiuta nel giro di sei anni e due rinnovi: il 28 aprile 2007 il board era stato eletto a 20 componenti, con un presidente esecutivo, due amministratori delegati e un corposo comitato esecutivo.
Nel «Parere» pubblicato in questi giorni il board sottolinea di aver esaminato, con il supporto del comitato nomine, un paniere di società, formato da competitor internazionali dell’industria assicurativa, da società italiane comparabili e da altri soggetti internazionali ritenuti «best in class» quanto a governance. Analisi che ha messo in evidenza «situazioni variegate» con un minimo di 9 (Eni) e un massimo di 17 (Unicredit). I concorrenti internazionali e i «comparable» nazionali considerati presentano una media di 13,4 amministratori, con i «best» a 13 componenti. Sempre nel parere il consiglio di Generali, presieduto da Gabriele Galateri (che ha temporaneamente le deleghe di ceo, in attesa che venga sostituito Mario Greco, ed è anche presidente del Comitato per la corporate governance) mette in evidenza le ragioni per le quali un «numero elevato di amministratori» non è sempre ottimale e «determina spesso l’esigenza di istituire un comitato esecutivo, sconosciuto in molti ambiti extranazionali».

FONTE CORRIERE DELLA SERA