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IL TUTTO SI TIENE -Editoriale

24 Luglio 2017
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Cari colleghi,

l’approssimarsi della pausa estiva ci consentirà di togliere il piede dall’acceleratore e porci in quella situazione mentale “tipica” di questo periodo dell’anno, in cui oltre al beneficio “diretto e immediato” della vacanza, si sogna di ritrovare un mondo diverso al nostro rientro.

Oggi mi piacerebbe soffermarmi su alcuni passaggi della relazione annuale del presidente dell’Ania D.ssa Maria Bianca Farina, e incrociare alcuni passi della stessa con la situazione della nostra categoria, in particolar modo ovviamente all’interno di Generali Italia.

“Le rivoluzioni industriali hanno permesso a miliardi di persone di affrancarsi dalla schiavitù e dalla povertà apportando benessere materiale e morale. Ma la storia insegna che le fasi di passaggio possono essere lunghe e dolorose.”

Questo significativo passaggio della relazione offre, a mio parere, uno spunto straordinario di riflessione che non potrà essere esauriente rispetto a quanto l’argomento meriterebbe.

Infatti, accanto ai fuochi d’artificio accesi sull’imminente destino digitale dell’umanità, al nuovo ruolo che le assicurazioni assumeranno rispetto, ad esempio, al rafforzamento della funzione di prevenzione (vedi abitudini e comportamenti verso stili di vita più sani, vedi sviluppo di modelli simil-scatola nera RCA) e all’innovazione nella modalità di offerta e di distribuzione verso i cosiddetti millenials, io credo si debba prestare molta attenzione a CIO’ CHE SI RISCHIA DI PERDERE PER STRADA durante questa FASE DI PASSAGGIO.

Le Compagnie infatti, forti di un utile complessivo di quasi 6 miliardi di euro nel 2016, tendono a standardizzare sempre di più l’offerta assicurativa, optando per la cosiddetta “rinuncia ad assicurare”.

Un esempio pratico ne sono taluni rischi complessi o a determinate categorie di professionisti di fatto non assicurabili per la loro responsabilità. Altro esempio non meno importante, e qui mi riferisco alla nostra Compagnia, il rischio su cui noi tutti dobbiamo vigilare, è che la digitalizzazione dei processi e dei prodotti sia un’occasione per impoverire il contenuto dei medesimi, accompagnata da ulteriori processi di diminuita assistenza alla Rete, di cui non so perché abbiamo un certo sospetto.

Facciamo un esempio? L’introduzione del Field Care nel Ramo Trasporti? Alcuni nostri Manager è bene che ricordino che trattare alcuni rischi comporta, oltre ad una forte necessità di formazione, un altrettanto bisogno di interazione e confronto con il capitale umano che non possono e non devono essere delegati ad uno scambio freddo e anonimo di e-mail.

Gli agenti detengono il 77% del mercato assicurativo e in particolar modo noi di Generali Italia nutriamo l’ambizione e perché no la presunzione di essere i migliori del mercato. E in questo mercato vorremmo starci da protagonisti a 360°.

Diffondere la previdenza integrativa, colmare le lacune del welfare e divulgare i PIR e la copertura dei rischi catastrofali, in attesa di una seria “integrazione” tra sistema sanitario pubblico e privato, non significa ad esempio abbandonare il mercato della RCA o affrontarlo con armi troppo costose; l’autovettura senza conducente si preconizza realizzata al 100% nel 2030.

 

   Ci sarà il tempo per pensare a chi e come diventerà l’assicuratore dei nuovi veicoli.

 

   E nelle more, cerchiamo di completare il processo per cui la PLA ( a cui siamo d’accordo con la Compagnia venga cambiato e in fretta il nome..) venga equamente re-distribuita presso le agenzie del GA-GI

Tutto questo non significa rinunciare ad investimenti su comparti “strategici” e “qualificati” del nostro business. Sia chiaro, noi vogliamo accompagnare il processo, per altro irreversibile in corso, e vorremmo anche contribuire a ridurre il poco edificante livello di sottoassicurazione in cui versano da sempre gli italiani, ma saremo molto vigili e attenti affinché “simple and faster” non sia sinonimo di “poor and uncompetitive” .Ricordando quello che diceva Ford: senza gli assicuratori anche i grattacieli di New York non sarebbero mai esistiti.

Con la IDD alle porte a febbraio 2018 e’ un lusso che gli agenti professionisti non possono permettersi.

Buone vacanze!

Federico Serrao