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«IN EUROPA PREVALE ANCORA NETTAMENTE UN MODELLO DISTRIBUTIVO BASATO SUL CONTATTO DIRETTO E SUL RAPPORTO FIDUCIARIO»

12 Gennaio 2020

«In Europa prevale ancora nettamente un modello distributivo basato sul contatto diretto e sul rapporto fiduciario. Internet sta cambiando questo approccio, ma la diffusione dei canali diretti è ancora limitata e disomogenea tra paesi». È quanto ha voluto sottolineare Stefano De Polis, segretario generale dell’Ivass, partecipando a un recente convegno sull’intermediazione assicurativa.

De Polis, nella circostanza, ha fatto riferimento, fra l’altro, a una indagine di Eiopa del 2017, secondo cui In Europa ci sono poco più di un milione di intermediari registrati. «La distribuzione assicurativa è in Europa per lo più appannaggio di Pmi, per lo più ditte individuali. Queste ultime in particolare prevalgono nettamente in Spagna, Ungheria, Polonia, Portogallo e Italia. Le persone giuridiche invece prevalgono in Francia, Belgio, Danimarca e Lituania. In genere il numero degli agenti è maggiore di quello dei broker. La rilevazione mette in evidenza, altresì, un tendenziale crescita degli operatori costituiti come persone giuridiche, anche se la loro quota rimane largamente minoritaria nel mercato», ha precisato De Polis.

Il segretario generale dell’istituto di vigilanza si è poi soffermato sui dati del Rui al 30 agosto 2019, quando risultavano iscritti nelle sezioni A e B del registro circa 33.000 intermediari, di cui 27.500 agenti e 5.500 broker. «Il 68% degli agenti sono persone fisiche, il 74% delle quali ditte individuali senza collaboratori iscritti nella sezione E del Rui. Gli agenti persone fisiche con fino a 10 collaboratori sono il 95% del totale. In sintesi, il mondo degli agenti è dominato da piccole imprese, o meglio, da un punto di vista classificatorio, da micro-imprese. Gli operatori persone fisiche con oltre 20 collaboratori sono solo l’1,5% del totale. Le agenzie organizzate in forma societaria sono mediamente piu grandi: il 62% ha fino a 10 collaboratori; il 16% oltre 20».

Non dissimile è la struttura dei broker: «Il 70% sono persone fisiche, l’87% delle quali ditte individuali senza collaboratori iscritti nella sezione E», ha rilevato De Polis. «Il 98% ha sino a 10 collaboratori. Anche in questo caso prevalgono nettamente le micro-imprese; è però interessante notare che tra i broker organizzati come persone giuridiche circa 1/5 hanno oltre oltre 20 collaboratori».

Infine un riferimento sulle quote di mercato. «Se analizziamo la serie storica ventennale (1999/2018) delle quote di mercato delle polizze danni per canale distributivo emerge che gli agenti sono scesi dall’88% al 71%; le banche hanno accresciuto la loro quota dall’1% al 7%; i broker rafforzato la loro posizione, salendo dal 7% al 14%; anche la vendita diretta è passata dal 4% all’8% del totale, ma è interessante notare che gli ultimi tre anni non mostrano ulteriori segni di sviluppo», ha fatto notare De Polis.

FONTE TUTTO INTERMEDIARI