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Intesa-Generali, nodo-prezzo Moody’s: Leone penalizzato

29 Gennaio 2017
Un consiglio durato oltre quattro ore, ufficialmente dedicato all’analisi del budget 2017 di Intesa. Per il resto, bocche cucite, anche se è difficile immaginare che ai consiglieri della banca non sia stata fornita nemmeno una visione di massima del dossier che rischia di rivoluzionare gli assetti della finanza italiana. Non risultano però convocazioni di organi della banca durante il fine settimana sulla possibile offerta per Generali.
Intesa studia le mosse, con l’aiuto degli advisor, mentre Carlo Messina è al lavoro insieme ad un numero ristrettissimo di alti dirigenti di Intesa (sulla partita ci sono Stefano Del Punta e Paolo Grandi) ma la battaglia è ancora alle fasi preliminari. «Ci sono operatori privati che si stanno guardando attorno e anche noi stiamo guardando cosa succede», si è limitato a commentare Pier Carlo Padoan, dall’Ecofin. A questo punto l’unico appuntamento già fissato è tra una settimana, il 3 febbraio, quando il cda di Intesa alzerà il velo sui conti 2016.
Per il momento però la Borsa sembra aver recepito la levata di scudi del giorno prima dell’amministratore delegato: «Tra le variabili rientra la componente prezzo ». Ebbene, Generali, che aveva corso molto in precedenza, ieri ha chiuso in calo dell’1,47% mentre Intesa ha guadagnato lo 0,8%. Si è mossa molto violentemente invece Unicredit, che ha ceduto il 5,17% (mentre Mediobanca ha ceduto l’1,23%): molti osservatori ritengono che il dossier Generali possa in qualche modo coinvolgere la banca guidata da Jean Pierre Mustier. Non fosse altro perché l’amministratore delegato ha sottolineato più volte la strategicità di Generali (e di conseguenza di Mediobanca, di cui Unicredit è principale azionista). Difficile però interpretare le forti oscillazioni del titolo Unicredit in questi giorni, ormai quasi alla vigilia della partenza dell’aumento di capitale da 13 miliardi (che potrebbe prendere l’avvio il 6 febbraio).
Altrettanto difficile è la valutazione dell’impatto che l’operazione Intesa-Generali avrebbe sui due titoli. Ieri Moody’s ha frenato, sottolineando che per Intesa «l’impatto sul credito dipenderebbe da come verrà finanziata l’acquisizione, al momento non chiaro» mentre su Generali «avrebbe un impatto negativo dal punto di vista del merito di credito, in quanto la combinazione con le attività assicurative di Intesa, molto più domestiche, diluirebbe la significativa diversificazione geografica». Più positiva invece l’analisi di Deutsche bank, secondo cui in un’ipotesi di acquisizione mista (carta e contanti), accompagnata dalla vendita di asset per 10 miliardi e da un premio del 10% sul prezzo attuale di Generali non comporterebbe una diminuzione del Cet1 della banca. Per Equita invece valorizzando Generali a 19 euro e pagandone 8 in contanti (e il resto in azioni) sul 60% del capitale del Leone alato, il Cet1 di Intesa scenderebbe all’11% dopo aver pagato dividendi per 3 miliardi relativamente agli esercizi 2016 e 2017.
FONTE LA REPUBBLICA