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Intesa Sanpaolo ora punta sull’assicurazione Danni

5 Giugno 2014

Archiviato un 2013 da record nel ramo Vita, il gruppo Intesa Sanpaolo punta forte sulla bancassicurazione Danni. La scommessa è ambiziosa: la stima della raccolta premi Danni a fine piano è circa quattro volte quella del 2013.

 

Archiviato un 2013 da record nel ramo Vita, il gruppo Intesa Sanpaolo punta forte sulla bancassicurazione Danni. La scommessa è ambiziosa: la stima della raccolta premi Danni a fine piano è circa quattro volte quella del 2013. Si parla di una crescita che dai 228 milioni di euro di fine 2013 dovrebbe passare a 847 milioni nel 2017. «Nel Vita la grande crescita è alle spalle», ha spiegato Gianemilio Osculati, presidente di Intesa Sanpaolo Assicura e ad diIntesa Sanpaolo Vita, in un incontro organizzato ieri a Milano nella nuova sede di viale Stelvio. Il 2013, l’anno che più ci ha gratificato, si è chiuso con una produzione lorda di 18,6 miliardi. Ora, sebbene i numeri continueranno a essere buoni, tanto che per il futuro prevediamo una crescita annua del 4-5%, non possiamo certo replicare gli andamenti passati. Ci concentriamo su altro, cioè sui servizi alla clientela». Quindi nuovi prodotti Danni, con la speranza che in futuro le famiglie acquistino sempre più le polizze in banca, non solo in agenzia. Il business Danni, a differenza del Vita, oggi è venduto quasi interamente dagli agenti (83%). Il resto è fatto dai broker (8%), dalle banche (3,5%) e dall’online (5-6%). Il mercato, a livello nazionale, vale 33,7 miliardi di euro; di questi 18,5 sono relativi alla Rc Auto. La quota di mercato di Intesa oggi è lo 0,7%. «Il target sul Danni è il 3-4%. Prevediamo di superare a fine 2017 1 milione di contratti (il 10% dei clienti di Intesa Sanpaolo, ndr). Intendiamo sviluppare i servizi alla famiglia e dare priorità ai rischi auto, casa e infortuni La crescita è notevole sull’auto, con ViaggiaConMe. Dobbiamo convincere la rete che lo spazio per questo business è ampio», continua Alessandro Scarfò, ad diIntesa Sanpaolo Assicura. A fine 2013 il combined ratio (rapporto fra spese generali e costi di risarcimento sinistri sulla raccolta premi, ndr) era circa il 90%.

FONTE MF