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IVASS: «IL CASO RC AUTO NON E’ ANCORA RISOLTO». NEL 2015 PREZZI IN CALO DEL 7,5%, MA RISPETTO A FRANCIA, SPAGNA E GERMANIA SI PAGANO 150 EURO IN PIU’

2 Luglio 2016

Per l’Ivass il “caso” Rc auto resta ancora aperto. L’intreccio fra polizze care (soprattutto in alcune province) e un tasso alto di frode nei sinistri è continuato anche nel 2015. «Un anno fa intravedemmo qualche segnale di miglioramento di questa incresciosa situazione, ma oggi non possiamo dire che il caso sia risolto», ha sottolineato Salvatore Rossi, presidente dell’Ivass, nel corso della sua ultima relazione sull’attività dell’istituto di vigilanza nel 2015.

«Si può però dire che i segnali di miglioramento si sono rafforzati ed estesi», ha aggiunto Rossi. «Nel 2015 i prezzi unitari medi delle polizze sono ancora diminuiti, del 7,5%. I contratti con clausole di riduzione del premio legate alla presenza della “scatola nera” sono giunti a un sesto del totale».

L’Ivass ha anche richiamato un confronto fra i premi medi per l’assicurazione obbligatoria al netto di tasse e contributi per quattro paesi: Francia, Germania, Italia e Spagna. «Nel 2011 si pagavano in Italia 234 euro in più rispetto alla media degli altri tre paesi; stimiamo che lo scorso anno il divario si sia ridotto a circa 150 euro», ha detto Rossi.

Come fare a chiudere definitivamente quel divario? Per il presidente dell’Ivass «occorre una combinazione di interventi normativi e di comportamenti da parte degli attori del sistema. Il disegno di legge sulla concorrenza, ancora in discussione in Parlamento, contiene nuove norme con obiettivi del tutto condivisibili: contenere i costi per il sistema, contrastare le frodi, rafforzare trasparenza e confrontabilità dei prodotti. Abbiamo a suo tempo fornito il nostro contributo tecnico al Parlamento. Ci resta l’auspicio che si faccia presto e bene, nell’interesse generale».

FONTE TUTTO INTERMEDIARI