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IVASS, statistiche raccolta premi nel 2015

17 Aprile 2016

Il Servizio Studi e Gestione Dati – Divisione Studi e Statistiche dell’IVASS ha elaborato i dati statistici relativi ai premi lordi contabilizzati del portafoglio diretto italiano nei rami vita e danni nel 2015, nonché alla nuova produzione dei rami vita.

I dati si riferiscono a tutte le 117 imprese sottoposte, alla data del 31 dicembre 2015, alla vigilanza di stabilità esercitata dall’Istituto, e quindi obbligate a partecipare alla rilevazione, di cui 114 imprese nazionali e 3 Rappresentanze stabilite in Italia di imprese di assicurazione con sede legale in Stati non appartenenti allo Spazio Economico Europeo (S.E.E.). Sono state inoltre elaborate le informazioni inviate volontariamente da 93 Rappresentanze (12 miste, 58 danni e 23 vita), su un totale di 96 (13 miste, 60 danni e 23 vita), ammesse ad operare in Italia, di imprese con sede legale in altri Stati appartenenti allo S.E.E. (Rappresentanze sottoposte al controllo di stabilità da parte delle Autorità di Vigilanza dei rispettivi Paesi di origine).

Raccolta premi delle imprese nazionali e delle Rappresentanze in Italia di imprese extra S.E.E.

Quadro riepilogativo

La raccolta premi realizzata complessivamente nei rami vita e danni dalle Imprese nazionali e dalle Rappresentanze in Italia di imprese extra S.E.E. durante il 2015 ha raggiunto il nuovo massimo storico di 146,95 miliardi di Euro, con un incremento del 2,5% rispetto all’anno precedente.

Come già osservato nelle precedenti rilevazioni statistiche, la crescita della produzione complessiva è stata alimentata dall’andamento positivo dei rami vita, mentre continua a perdurare un trend negativo nei rami danni. In particolare, la raccolta vita raggiunge quota 114,95 miliardi (+4%), con un’incidenza sul portafoglio globale (vita e danni) pari al 78,2% (77,1% nel 2014); il portafoglio danni, che totalizza 32 miliardi, si riduce ulteriormente del 2,5% (21,8% sul portafoglio globale; 22,9% nel 2014).

Nel 2015 cresce l’incidenza della raccolta premi sul PIL, che raggiunge il 9% (8,9% nel 2014). Come conseguenza della dinamica della raccolta premi e della sostanziale stagnazione del PIL, sottolinea il Servizio Studi IVASS, l’incremento è ascrivibile ai rami vita, per i quali l’incidenza si attesta al 7% (6,9% nel 2014), mentre è pari al 2% per i rami danni (sostanzialmente stabile rispetto al 2014).

Rami vita

Secondo quanto mostrano i dati relativi alla raccolta realizzata nei rami vita dalle Imprese nazionali e dalle Rappresentanze in Italia di imprese extra SEE, nel 2015 i volumi risultano costituiti per l’83,5% da premi unici (83,9% nel 2014), per l’11% da premi ricorrenti (10,4% nel 2014) e per il restante 5,5% da premi annui (5,7% nel 2014).

Il ramo I (assicurazioni sulla durata della vita umana), con una produzione di 77,78 miliardi di Euro, conferma il suo ruolo predominante, ma è in flessione per la quarta rilevazione trimestrale consecutiva (con un calo del 5,7% rispetto al 2014) e costituisce il 67,7% del totale premi vita (circa sette punti percentuali in meno rispetto al 74,6% del 2014). IVASS osserva come questi premi nei due anni precedenti avevano comunque manifestato elevati tassi di crescita: +27,1% nel 2014 e +27% nel 2013.

Il ramo III (assicurazioni le cui prestazioni principali sono direttamente collegate al valore di quote di OICR o di fondi interni ovvero a indici o ad altri valori di riferimento), con una raccolta di premi pari a 31,84 miliardi, conferma la tendenza positiva emersa nelle cinque precedenti rilevazioni trimestrali e si incrementa del 45,8% rispetto al 2014, rappresentando il 27,7% del portafoglio premi vita (circa otto punti percentuali in più rispetto al 19,8% nel 2014). La raccolta del ramo, che raggiunge il massimo storico, risulta concentrata quasi esclusivamente nei prodotti di tipo unit.

Nell’ambito dei rami I e III, risulta positivo l’andamento del volume dei premi per i piani individuali pensionistici (PIP) che, a fronte di un importo complessivo pari a 3,84 miliardi, si incrementa dell’11% rispetto al 2014.

Il ramo V (operazioni di capitalizzazione) con un portafoglio premi pari a 3,51 miliardi – in riduzione per la terza rilevazione trimestrale consecutiva – registra un calo del 24,1% rispetto al 2014 e incide sul totale premi vita per il 3,1% (4,2% nel 2014).

Per quanto riguarda i restanti rami, i premi del ramo VI (fondi pensione: 1,65 miliardi, +17% rispetto al 2014) rappresentano l’1,4% del portafoglio vita (1,3% nel 2013). La raccolta relativa alle assicurazioni di ramo IV (assicurazioni malattia a lungo termine non rescindibili: 74 milioni di euro) e alle assicurazioni complementari (99 milioni di euro) incide, infine, per il restante 0,2% sul totale premi vita (come nel 2014).

Dalla ripartizione per canale distributivo della raccolta premi, l’Istituto rileva che gli sportelli bancari e postali intermediano il 63,1% del portafoglio vita (in crescita rispetto al 62% del 2014). Seguono i promotori finanziari con il 16,3% (in lieve flessione rispetto al 16,8% del 2014), le agenzie con mandato con il 12,8% (stabili rispetto al 2014), le agenzie in economia e gerenze con il 7% (in calo rispetto al 7,4% nel 2014), i brokers con lo 0,5% (0,6% nel 2014) e le altre forme di vendita diretta con lo 0,3% (0,4% nel 2014).

La nuova produzione emessa raggiunge quota 82,58 miliardi di Euro, con un incremento del 5,1% rispetto al 2014.

In particolare, per quanto riguarda l’andamento della nuova produzione dei principali rami, il ramo I, con 52,36 miliardi, registra un decremento del 6,8% in confronto al 2014; il ramo III, con 27,875 miliardi, si incrementa del 54,2% rispetto al 2014; la nuova produzione del ramo V ammonta a 2,04 miliardi (-42,5%). Questi tre rami incidono sul totale della nuova produzione vita rispettivamente per il 63,4%, per il 33,8% e per il 2,5% (rispettivamente il 71,5%, il 23% e il 4,5% nel 2014). Per quanto riguarda i restanti rami, la nuova produzione di ramo VI (266 milioni), IV (17 milioni) e delle assicurazioni complementari (16 milioni) rappresenta nel complesso lo 0,3% del totale rami vita (0,9% nel 2014).

Fondi pensione, aperti e negoziali, gestiti dalle imprese di assicurazione

Il patrimonio gestito complessivamente per i fondi pensione al 31 dicembre 2015 è pari, nel complesso, a 15,54 miliardi di Euro, con un incremento del 2,6% rispetto al 2014. Al termine del 2015 il patrimonio complessivo gestito relativo ai fondi pensione è così ripartito: fondi pensione aperti (9,02 miliardi), fondi pensione negoziali con garanzia (3,94 miliardi) e fondi pensione negoziali senza garanzia (2,57 miliardi).

Rami danni

Come segnalato in apertura, nel 2015 i premi totali del comparto ammontano a 32 miliardi di Euro, registrando un decremento del 2,4% rispetto al 2014.

Alla flessione, spiega il Servizio Studi IVASS, ha contribuito la forte e perdurante diminuzione dei premi del comparto Auto (-5,3%) che è stata solo parzialmente controbilanciata dal contenuto incremento dei premi degli altri rami danni (+0,8%). Nell’ambito del comparto Auto, i premi dei rami Rc autoveicoli terrestri e Rc veicoli marittimi, lacustri e fluviali (rami Rc auto e natanti) ammontano complessivamente a 14,22 miliardi di Euro (in calo per la quattordicesima rilevazione trimestrale consecutiva, ossia con variazione tendenziale negativa) ed evidenziano una riduzione del 6,5% rispetto al 2014, con un’incidenza del 44,4% sul totale rami danni (46,4% nel 2014) e del 9,7% sulla raccolta complessiva (10,6% nel 2014). In passato, annota IVASS, “non era mai stato registrato per questo comparto un periodo di variazioni tendenziali negative così marcato e durevole nel tempo”. Rispetto al 2011 la variazione nominale della raccolta premi dei rami Rc auto e natanti (a perimetro di imprese omogeneo) è del -19,8%.

Per quanto riguarda il totale del comparto danni al netto dei rami Rc auto e natanti, nel complesso si registra una crescita tendenziale per la sesta rilevazione trimestrale consecutiva, con un incremento dell’1,1% rispetto al 2014. Tra tali rami, quelli con produzione più elevata, e quindi con maggiore incidenza sul totale, sono: Infortuni con il 9,3% (9,1% nel 2014), Rc generale con il 9% (8,6% nel 2014), Altri danni ai beni con l’8,5% (come nel 2014), Corpi di veicoli terrestri con il 7,7% (7,3% nel 2014), Malattia con il 6,7% (6,3% nel 2014), Incendio ed elementi naturali con il 7,2% (7% nel 2014). Il Servizio Studi IVASS evidenzia la ripresa della raccolta del ramo Corpi di veicoli terrestri, che segna una crescita del 2,9% rispetto al 2014 dopo sette anni consecutivi di contrazione in cui la raccolta premi si è ridotta, a perimetro di imprese omogeneo, di circa il 25%.

L’analisi per canale distributivo continua a evidenziare la preponderanza della raccolta attraverso le agenzie con mandato, anche se la stessa continua lentamente ad erodersi. Il canale agenziale colloca infatti il 78,8% del portafoglio danni (79,5% nel 2014) e l’86,5% del portafoglio relativo al solo ramo Rc auto (come nel 2014). Seguono i brokers, con una quota in riduzione sia per quanto riguarda il totale danni, pari all’8,2% (8,5% nel 2014) che per il ramo Rc auto (dal 2,8% nel 2014 al 2,5% nel 2015). Lieve crescita, infine, della quota intermediata dalle altre forme di vendita diretta, sia con riguardo alla globalità del portafoglio danni (5,8% rispetto al 5,7% nel 2014) che con riferimento al solo ramo Rc auto (8,4% rispetto all’8,3% nel 2014).

Raccolta premi delle Rappresentanze in Italia di imprese S.E.E.

Quadro riepilogativo

La raccolta premi realizzata complessivamente nei rami vita e danni dalle Rappresentanze in Italia di imprese S.E.E. nel 2015 ammonta a 10,64 miliardi di Euro, con un incremento (a perimetro omogeneo di imprese partecipanti alla rilevazione) del 10,8% rispetto al 2014.

La crescita della raccolta complessiva deriva in particolare dall’andamento fortemente positivo della produzione nei rami vita a cui si affianca un incremento più contenuto della produzione danni. Nello specifico, la raccolta premi vita raggiunge quota 5,72 miliardi, in crescita – a perimetro di imprese omogeneo – del 15%, con un’incidenza sul portafoglio globale vita e danni che si porta al 53,8% (52% nel 2014); il portafoglio danni totalizza 4,92 miliardi e aumenta del 6,3%, con un’incidenza del 46,2% sul portafoglio globale (48% nel 2014).

Rami vita

Relativamente alla raccolta realizzata nel comparto dalle Rappresentanze, il ramo III, con 4,64 miliardi di Euro, costituisce il ramo con maggiore raccolta e registra, a termini omogenei, un incremento del 18,1% rispetto al 2014; segue il ramo I, con 1,07 miliardi (+3,6% rispetto al 2014). Questi due rami incidono sul totale premi vita rispettivamente per l’81,1% e per il 18,7% (rispettivamente il 79,2% e il 20,6% nel 2014).

Per quanto riguarda i restanti rami, il VI ha raccolta nulla, mentre quella del ramo IV (1,6 milioni di euro), delle assicurazioni complementari (8,4 milioni di euro) e del ramo V è pressoché inesistente.

I promotori finanziari costituiscono il principale canale distributivo utilizzato dalle Rappresentanze per il collocamento dei prodotti vita, con una quota del 53,5% della raccolta premi (49,1% nel 2014), seguito dagli sportelli bancari e postali – che raccolgono il 24% (in calo rispetto al 25,4% del 2014) – e dai brokers, con il 10,7% (16,6% nel 2014).

La nuova produzione emessa è pari a 5,45 miliardi di Euro, con un incremento (a perimetro di imprese omogeneo) del 14,6% rispetto al 2014.

In particolare, per quanto riguarda l’andamento della nuova produzione dei principali rami, il ramo III, con 4,57 miliardi, si incrementa (a perimetro omogeneo) del 18,1% rispetto all’anno precedente e rafforza il suo ruolo di ramo con più elevata nuova produzione, con una quota sul totale che raggiunge l’83,8% (81,4% nel 2014); il ramo I registra invece un decremento dell’1% e si attesta a 872 milioni, rappresentando il 16% della nuova produzione (18,5% nel 2014). Risulta praticamente inesistente la nuova produzione degli altri rami, in quanto il solo ramo IV e le assicurazioni complementari ammontano complessivamente a 7 milioni (0,1% del totale).

Rami danni

Il ramo esercitato dalle Rappresentanze con raccolta premi più significativa è quello della Rc generale – con una produzione pari a 1,36 miliardi di Euro – e costituisce il 27,6% dei premi danni realizzati dalle Rappresentanze in esame (in crescita, a perimetro di imprese omogeneo, del 15,4% rispetto al 2014).

Il portafoglio premi dei rami Rc autoveicoli terrestri e Rc veicoli marittimi, lacustri e fluviali ammonta complessivamente a 762 milioni, presentando una riduzione del 5,9% rispetto al 2014 e un’incidenza del 15,5% sul totale rami danni (17,5% nel 2014).

Tra gli altri rami danni, quelli con produzione più elevata, e quindi con maggiore incidenza sul totale, sono: Credito con l’8,9% (8,8% nel 2014), Infortuni con l’8,8% (8,9% nel 2014), Altri danni ai beni con il 7,5% (come nel 2014), Incendio ed elementi naturali con il 7,3% (7,6% nel 2014), Perdite pecuniarie di vario genere con il 4,7% (5,3% nel 2014) e Malattia con il 4% (come nel 2014).

L’analisi per canale distributivo della raccolta danni realizzata dalle Rappresentanze continua a evidenziare il ruolo preminente svolto dalle agenzie con mandato e dai brokers. Questi canali collocano ciascuno il 39,2% della produzione (rispettivamente 43,4% e 41,4% nel 2014); seguono gli sportelli bancari e le altre forme di vendita diretta, che intermediano rispettivamente quote pari all’8,5% e al 5,6% (7,6% e 5,7% nel 2014).

Per quanto riguarda il ramo Rc auto, il canale distributivo predominante resta quello delle agenzie con mandato, che intermediano il 70,7% della raccolta (in calo rispetto al 76,2% nel 2014). Seguono le altre forme di vendita diretta – con una quota di mercato che si attesta al 14,6% – e i brokers con l’8,2% (rispettivamente 12,6% e 6,7% nel 2014).

Raccolta premi delle imprese nazionali e delle Rappresentanze in Italia di imprese estere

Quadro riepilogativo

La raccolta premi realizzata complessivamente nei rami vita e danni dalle imprese nazionali e dalle Rappresentanze in Italia di imprese estere, sia extra S.E.E. che S.E.E., nel 2015 ammonta a 157,6 miliardi di Euro, con un incremento del 3,1% (a perimetro di imprese omogeneo) rispetto al 2014.

Coerentemente con la tendenza emersa nelle precedenti rilevazioni statistiche, la crescita della raccolta complessiva deriva dall’andamento fortemente positivo della produzione nei rami vita nonostante il perdurante trend negativo registrato nei rami danni. In particolare, la raccolta premi vita raggiunge quota 120,675 miliardi e si incrementa del 4,5%, con un’incidenza sul portafoglio globale vita e danni pari al 76,6% (75,5% nel 2014); il portafoglio danni totalizza invece 36,92 miliardi e si riduce dell’1,3%, con un’incidenza del 23,4% sul portafoglio globale (24,5% nel 2014).

Rami vita

Per quanto riguarda la raccolta realizzata nel comparto dalle imprese nazionali e dalle Rappresentanze in Italia sia di imprese extra S.E.E. che S.E.E., il ramo I, con 78,85 miliardi di Euro, continua a registrare la più consistente raccolta premi – nonostante un decremento del 5,6% rispetto al 2014 – incidendo sul totale vita per il 65,3% (in calo di 7 punti percentuali rispetto al 72,3% del 2014). Per contro, il ramo III si porta a 36,48 miliardi, incrementandosi del 41,6%, con una quota che cresce di circa otto punti percentuali (dal 22,3% del 2014 al 30,2%).

Per quanto riguarda i restanti rami, il V, il VI, il IV e le Assicurazioni complementari hanno incidenze molto ridotte (dallo 0,1% al 2,9%).

Dalla ripartizione per canale distributivo, il principale canale utilizzato dalle imprese con stabile organizzazione in Italia per il collocamento dei prodotti vita sono gli sportelli bancari e postali che intermediano il 61,3% dei premi (60,5% nel 2014), seguito dai promotori finanziari con il 18% (18,2% nel 2014) e dalle agenzie con mandato con il 12,3% (12,4% nel 2014).

Quanto all’utilizzo dei canali distributivi da parte delle Rappresentanze di Imprese S.E.E. in Italia, il Servizio Studi IVASS rileva che, in termini di valori assoluti è particolarmente significativa l’intermediazione da parte dei promotori finanziari, poiché circa il 14,1% dei premi intermediati dai promotori riguarda prodotti emessi da queste Rappresentanze. Importante in termini percentuali, ma ridotta in valori assoluti è, invece, l’incidenza delle Rappresentanze S.E.E. nell’ambito della distribuzione mediante brokers (50,5%) e altre forme di vendita diretta (51,9%).

La nuova produzione emessa si attesta a 88,03 miliardi di Euro, con un incremento (a perimetro omogeneo), del 5,7% rispetto al 2014.

In particolare, il ramo I, con 53,23 miliardi (-6,7% rispetto all’anno precedente), resta il ramo con più elevata nuova produzione, anche se la quota sul totale si riduce di otto punti percentuali attestandosi al 60,5% (68,5% nel 2014). Il ramo III registra invece una crescita del 47,8%, raggiunge quota 32,45 miliardi e vede la propria quota sul totale salire al 36,9% della nuova produzione totale (oltre dieci punti percentuali in più rispetto al 26,4% del 2015). Seguono il ramo V e il ramo VI, con quote sul totale della nuova produzione rispettivamente del 2,3% e dello 0,3% (nel 2014 erano pari al 4,3% e allo 0,8%).

Rami danni

Per quanto concerne la raccolta del comparto danni, il portafoglio premi dei rami Rc autoveicoli terrestri e Rc veicoli marittimi, lacustri e fluviali ammonta complessivamente a 17,68 miliardi di Euro e presenta una riduzione del 5,1% rispetto al 2014, con un’incidenza del 47,9% sul totale rami danni e del 9,5% sulla raccolta complessiva dei rami vita e danni (rispettivamente 49,8% e 10,5% nel 2014).

Tra gli altri rami danni, quelli con produzione più elevata, e quindi con maggiore incidenza sul totale, sono: Rc generale con l’11,4% (10,7% nel 2014), Infortuni con il 9,2% (9% nel 2014), Altri danni ai beni con l’8,4% (8,3% nel 2014), Corpi di veicoli terrestri con il 7,3% (7% nel 2014), Incendio ed elementi naturali con il 7,2% (7,1% nel 2014) e Malattia con il 6,3% (6% nel 2014).

Relativamente ai rami in cui maggiore risulta essere la quota delle Rappresentanze S.E.E. in Italia, IVASS rileva anzitutto la forte e predominante presenza nel ramo Credito, con una quota dell’88%; quote di rilievo sia in termini assoluti che percentuali si registrano poi per il ramo Rc generale (32,1%), Perdite pecuniarie di vario genere (29,4%), Cauzione (27,4%), Tutela legale (17,6%) e i restanti rami danni (38,1%), tra i quali, in particolare, i rami Merci trasportate (47,5%), Corpi di Veicoli aerei (36,7%) e Corpi di veicoli marittimi (29%).

L’analisi per canale distributivo conferma la preponderanza della raccolta attraverso le agenzie con mandato. Questo canale colloca infatti il 73,5% del portafoglio danni (in contrazione rispetto al 75% del 2014) e l’85,7% del portafoglio relativo al solo ramo Rc auto (86% nel 2014). Seguono i brokers, con una quota che decresce, per quanto riguarda il totale danni, dal 12,6% del 2014 al 12,3% del 2015, mentre nel ramo Rc auto si attesta al 2,8% (in flessione rispetto al 3% nel 2014). Lieve crescita, infine, della quota intermediata dalle altre forme di vendita diretta, sia con riguardo alla globalità del portafoglio danni (5,8% nel 2015 rispetto al 5,7% del 2014), sia per quanto concerne il ramo Rc auto (8,7% rispetto all’8,5% del 2014).

Quanto agli utilizzi dei diversi canali distributivi da parte delle Imprese nazionali e delle Rappresentanze di Imprese extra S.E.E. e S.E.E., va segnalata una differente composizione percentuale. Il 42,3% dei premi danni intermediati dai brokers sono riferiti alla produzione delle Rappresentanze; anche se inferiore in valori assoluti, risulta significativa in valori percentuali la quota che sportelli bancari e promotori finanziari dedicano ai prodotti di queste imprese (rispettivamente 21,8% e 26,9%). Quanto, invece, al volume d’affari totale che i rami danni realizzano con la vendita diretta, per il 12,9% vi contribuiscono i prodotti offerti dalle Rappresentanze.

Anche con riferimento al ramo Rc auto, i brokers dedicano il 15% della propria produzione alle Rappresentanze; il mercato della vendita diretta dei prodotti Rc auto in Italia è invece appannaggio delle Rappresentanze solo per l’8,6%.

 

FONTE INTERMEDIA CHANNEL