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IVASS tutela il cliente……chi tutela l’agente?? – Il pensiero della settimana di Antonio Caputo

13 Maggio 2019
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IVASS tutela il cliente……chi tutela l’agente??

Il pensiero della settimana di Antonio Caputo

 

Cari colleghe e colleghi,

 nell’immaginario collettivo, la figura del “controllo” ha avuto da sempre una sua applicazione pratica sin dai nostri primi giorni di vita, come manifestazione fisiologica dell’esigenza di tutelare verso chi da solo non è in grado di farlo. Così la figura genitoriale, o anche quella dell’insegnante e delle istituzioni ergono a tale funzione. Una delle questioni più o meno irrisolte, oggetto di continui dibattiti, collegata soprattutto alle istituzioni è la domanda: “ma chi controlla il controllore??”. Già Platone nella sua opera “Repubblica” nel 390 a.c. presentò attraverso Socrate il dubbio: “chi proteggerà i governati dai governanti?”.

 Le democrazie moderne hanno tentato di rispondere a questa esigenza attraverso la divisione dei poteri e l’istituzione di organismi di vigilanza diversamente nominate “Autorità” o “Authority”: esse presiedono al rispetto delle regole. Nel mondo finanziario troviamo: Banca d’Italia, CONSOB, COVIP, Antitrust……….IVASS. Ecco, appunto, l’Istituto di Vigilanza sulle assicurazioni, il nostro principale regolatore, la cui attività si esplica sia nella valutazione del possibile contenzioso, con aspetti sanzionatori a carico degli intermediari sempre più gravosi, sia nella definizione  delle regole dell’attività delle imprese assicurative e di conseguenza delle imprese agenziali. Queste ultime spesso recepiscono indicazioni e restrizioni frutto di normative comunitarie, che richiedono tempistiche precise e adempimenti stringenti, come è accaduto recentemente con la IDD, in vigore dal 1 ottobre 2018, ma recepita da L’IVASS attraverso il Reg. 41, già in vigore lo scorso 2 agosto, e ora con il Reg. 44, in vigore dal 1 maggio 2019, ma con risvolti operativi che entreranno in vigore dal prossimo 1 gennaio 2020. 

 Ma in cosa si concretizza tutto ciò? Pur se oggetto di pubblica consultazione, e di un confronto serrato con le Compagnie e con le rappresentanza sindacali, la logica di fondo dovrebbe essere la tutela del cliente che però spesso si traduce in una morbosa applicazione di stringenti, e a volte incomprensibili, regole operative: profilo unico cliente, adeguata verifica, eliminazione dei preventivi sulle polizze vita, introduzione di 7 gg di blocco emissione delle polizze in caso di trasformazioni di contratti vita a seguito di riscatto totale/parziale (in aggiunta ai 30 gg di diritto di ripensamento), oltre ad un invio massiccio di documentazione pre contrattuale, con evidenza anche dell’importo delle provvigioni pagate all’ intermediario (ma se compro un qualsiasi altro servizio o bene di consumo ciò non avviene); a mio parere tutto ciò genera solo un inutile e farraginoso aggravio di oneri amministrativi sulle imprese agenziali oltre ad un potenziale ridimensionamento del business assicurativo nel ramo vita.

Inoltre il recente Reg. 44 avrà ulteriori impatti visto che a seguito del comprensibile  monitoraggio su possibili attività di riciclaggio, impone all’intermediario una raccolta di dati e informazioni su contraente, assicurato, beneficiario, titolare effettivo che non ha precedenti.

 Cui prodest…….a chi giova tutto ciò?

 Sarebbe molto più utile una vera semplificazione e messa in sicurezza dei processi di vendita, lasciando maggior spazio di manovra alle indicazioni operative delle compagnie, previo confronto con noi agenti, veri attori del mercato insieme al cliente, attraverso un costruttivo e tempestivo confronto con le rappresentanze finalizzato a raccogliere utili suggerimenti per procedure più snelle e realmente tutelanti per il nostro cliente; perché alla fine la cura non sia peggiore della malattia che si intende debellare.

 Buona lettura.

 Il componente di Giunta

Antonio Caputo