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LA LEADERSHIP NELLA NOSTRA REALTÀ

8 Gennaio 2018
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Cari colleghi,

ho letto negli ultimi giorni un saggio di uno scrittore, psicologo e giornalista statunitense, Daniel Goleman, che definisce la leadership come “…la capacità di influenzare la gente e aiutarla a lavorare meglio per raggiungere uno scopo finale in comune”.

A mio parere, se guardiamo l’aspetto imprenditoriale della nostra quotidianità, è l’essenza del nostro lavoro; da unire poi all’empatia e alla relazione con i nostri clienti.

Secondo l’autore esistono sei tipi di leadership, tra questi stili quello al quale vorrei avvicinarmi è il visionario – colui che condivide Mission e Vision con i collaboratori creando un clima particolarmente positivo; stile che aiuta e sprona il team in momenti di forte cambiamento.

Il meno piacevole? A mio avviso è lo stile autoritario, della persona che preferisce farsi rispettare che farsi ammirare dallo staff e che impone la vision e, in modo esplicito o implicito, crea sensibili asimmetrie nelle relazioni determinando quindi un clima aziendale teso nel quale i singoli difficilmente si prendono responsabilità.

Ho poi cercato di applicare tali considerazioni al mio quotidiano, dapprima analizzando lo stile che attuo con il mio gruppo di colleghi in agenzia, e invito anche voi a farlo; secondariamente, ho cercato di capire quale stile di leadership la nostra mandante sta mettendo in atto col nostro Gruppo Agenti.

Ebbene lo stile autoritario, che è l’espressione attuale, mi sembra abbia dimostrato tutta la sua inefficacia, quindi confesso di fare fatica a capirne il vantaggio.

Ma devo confessare che faccio fatica anche a comprendere “lo stile commediante” e poco coerente di “alcuni” dei nostri associati, che durante le assemblee manifestano le proprie lamentele con la consueta “lista della spesa” contro i propri rappresentanti di zona, utilizzandoli come una sorta di pungiball, sapendo bene di non esporsi in prima persona, ma poi durante i meeting aziendali sono sempre in prima fila e sui social diventano i più grandi “adulatore” della mandante.

E questa incoerenza, a mio parere, crea tante incomprensioni e viene abilmente strumentalizzata dal manager “autoritario” per mettere in discussione la credibilità delle istanze portate avanti con determinazione e in prima persona dal presidente e dalla Giunta Esecutiva.

Forse tra i tanti stili di guida che Goleman ha analizzato, quelli che meglio si addicono per far comprendere a coloro che occupano posizioni di leadership la nostra condizione,  ci sono il democratico e il sociale che “mettendo la relazione al centro, determinano armonia nel team e nei rapporti, creando un gruppo coeso e compatto che aumenta la produttività responsabilizzando e valorizzando ogni singolo membro”.

Io riparto da qui, augurando buon anno e buone riflessioni ad ognuno di noi!

Stefano Maestri Accesi

Componente della Giunta Esecutiva