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La pensione? Va pianificata

5 Aprile 2014

Qual è il grado di consapevolezza e preparazione degli italiani durante la grey zone?

 

Qual è il grado di consapevolezza e preparazione degli italiani durante la grey zone? Vale a dire quell’arco temporale più o meno lungo che va dal lavoro alla pensione, durante il quale potrebbe essere necessaria una fonte di reddito personale a cui attingere in attesa di maturare la pensione.
In un sondaggio che ha coinvolto mille individui con un’età compresa tra i 35 e i 59 anni, appartenenti alle fasce reddituali più alte della popolazione italiana, Ubi Pramerica ha indagato sulla consapevolezza e preparazione degli italiani a far fronte a questa eventualità.
L’obiettivo del sondaggio era volto a scoprire le loro aspettative sul tenore di vita nel periodo che precede la maturazione del diritto alla pensione e sul grado di preparazione a un’eventuale riduzione o assenza di reddito in tale periodo. Alla luce anche del fatto che mantenere il proprio tenore di vita nel tempo resta la priorità assoluta in un Paese storicamente orientato al risparmio.
Il 91% degli intervistati è preoccupato di non avere sufficienti risparmi per coprire i bisogni di consumo nel periodo compreso tra la fine del lavoro e la maturazione del diritto alla pensione e concorda sulla necessità di prepararsi per tempo, risparmiando e investendo per questo obiettivo.
Si conferma così la cultura del risparmio e l’attenzione a eventuali emergenze e al mantenimento del tenore di vita. Ad esempio, la porzione del campione di analisi composto da nuclei familiari con reddito mensile compreso fra 3mila e 7mila euro netti, dichiara infatti una capacita di risparmio significativa, che varia dal 16% al 21% del proprio reddito.
Tuttavia, l’analisi evidenzia anche alcune incongruenze nella gestione del risparmio in un’ottica di lungo periodo che suggeriscono l’importanza di una maggiore dinamicità nell’allocazione degli investimenti nel tempo. Solo il 40% degli intervistati ritiene infatti, nella fase iniziale dell’intervista, che possa esserci una probabilità di dover lasciare forzatamente il lavoro prima di aver maturato il diritto alla pensione, a causa della cessazione del rapporto di lavoro o per inabilità a svolgere la propria attività in età avanzata.
Tuttavia, paragonando la situazione attuale rispetto a quella di cinque anni fa, 7 intervistati su 10 dichiarano di avere meno fiducia rispetto al passato.
Solo un intervistato su 4 conosce pienamente le recenti riforme del lavoro e delle pensioni. Inoltre, è percezione diffusa che tali riforme possano avere un impatto negativo sul tenore di vita futuro: infatti, tra gli intervistati che esprimono una valutazione in merito, tale convinzione è espressa nel 62% dei casi. Infine, dalla ricerca emerge un disallineamento di fondo tra le aspettative degli italiani e la realtà: una persona su 2 non ha idea di quando andrà in pensione e, in media, 61 anni è l’età in cui desidererebbe farlo. Gli intervistati dimostrano così una buona comprensione degli elementi chiave della pianificazione finanziaria di lungo periodo

FONTE PLUS 24