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“LA RABBIA È UNA RAFFICA DI VENTO CHE SPEGNE LA LAMPADA DELL’INTELLIGENZA”

21 Maggio 2018
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“LA RABBIA È UNA RAFFICA DI VENTO CHE SPEGNE LA LAMPADA DELL’INTELLIGENZA”

 Il pensiero della settimana di Antonio Caputo

 

Cari colleghe e colleghi,

siamo alle solite: rabbia, livore, rancore e soprattutto invidia…e nulla più.

Ancora una volta, il sedicente “storico” Sindacato, tramite il proprio organo di propaganda Snachannel e l’editoriale del suo “direttore”, scade nel solito triste e monotono attacco al nostro Gruppo Agenti, in particolare al presidente Cirasola, e, perché no, anche ad ANAPA, l’altra organizzazione sindacale alla quale aderisce il GA-GI (che ormai a partire dal 2012, anno di costituzione, ci sta bene sempre, come il cacio sui maccheroni!!)

 

Questa volta lo spunto è un presunto caso di revoca di un agente di Generali Italia, come riportato da una newsletter di un’agenzia di assistenza e consulenza (non uno studio legale), volutamente fatta pervenire oltre che alla redazione di Snachannel, anche alla posta elettronica delle nostre agenzie, con un link che riporta al sito dell’agenzia, forse per farsi un po’ di pubblicità, che non guasta mai. Ma ciò che contraddistingue il giornalismo o la vera informazione sindacale dal chiacchiericcio scandalistico, è in primis la verifica della fonte, ma soprattutto l’approfondimento circostanziato della notizia. E allora, mi chiedo, non sarebbe stato opportuno verificare a quale ex brand di Generali appartenesse l’agente e a quale Gruppo Agenti il collega risultasse iscritto tra i vari ex brand, e a quale sindacato di categoria tale Gruppo Agenti facesse da sempre riferimento?? Magari sarebbe venuto fuori un quadro totalmente diverso (ed infatti, precisiamo che il collega non è un iscritto GA-GI né tantomeno ad ANAPA), o piuttosto sarebbe emerso che forse il collega non risultava iscritto ad alcun Gruppo Agenti o Sindacato (ma tale condizione non sminuisce per noi la gravità di quanto accadutogli, forse lo sarebbe per Snachannel però???)

Inoltre, diventa ancora più impertinente il fatto che, chi ha scritto il testo, una volta accortosi di aver preso il tipico “granchio”, invece di fare ammenda o stare zitto, ha replicato in modo “professionale e imparziale” (sic) sullo stesso sito internet sostenendo la tesi “difensiva” (o offensiva?) secondo la quale un collega con mandato Generali, a prescindere dall’ex brand di appartenenza, debba essere difeso d’ufficio dal Gruppo Agenti storico (peraltro all’oscuro del fatto), al quale egli non appartiene, o da ANAPA, sindacato generalista, nel quale egli e l’eventuale suo “vero” Gruppo Agenti non si riconosce.

Insomma è sempre colpa di Vincenzo Cirasola, a prescindere.

 

Questo grottesco sforzo di “arrampicarsi sugli specchi” da parte del solito Bianchi  (ex agente in pensione) per tentare di argomentare e rendere plausibile un palese espediente giornalistico reinventando una notizia è l’ennesima riprova, se ne ce fosse ancora bisogno, che la primaria strategia del sindacato “storico” e della suo canale di comunicazione (fatto in casa) è quella di creare discredito verso il nostro GA-GI, generando solo una faziosa e strumentale informazione e allarmismo.

 

Il cambio della serratura dei locali agenziali da parte degli incaricati della Compagnia a seguito di revoca del mandato (se fosse vera e confermata!) è una prassi deprecabile senza se e senza ma, e a maggior ragione risulta deplorevole l’evidente tentativo di attribuire ad altri colleghi (io sono uno di questi) con ruoli dirigenziali negli organi di rappresentanza del Ga-GI, una silente connivenza con la mandante in questo modus operandi, insinuando nei lettori dell’editoriale questa percezione e creando un importante danno di immagine e reputazionale agli stessi colleghi.

 

E allora prima di scrivere sarebbe il caso di informarsi e documentarsi nel pieno rispetto dell’altro, anche se tuo avversario politico, secondo un’etica che appartiene al vero giornalismo (che vuole come prima regola la verifica delle fonti) ed alla sana attività sindacale, e non unicamente alimentati da quella rabbia che acceca le menti.

Se da un lato siamo orgogliosi che un sindacato di categoria che esiste da oltre 100 anni dedica pagine di giornale e ore di dibattito durante le varie assemblee statutarie “spettegolando” proprio su noi agenti “storici” di Generali e sul suo presidente, dall’altro siamo assai desolati nel vedere come quello SNA, che avevamo conosciuto e vissuto negli anni passati e al quale molti di noi, come Cirasola stesso, una volta, appartenevano con orgoglio e ci credevano, oggi si sia ridotto. Auspichiamo che presto ritorni ad occuparsi dei veri problemi che attanagliano la nostra categoria, accettando che la “diversità” di pensiero e di vedute è un qualità da rispettare e valorizzare e non denigrare.

 

Diceva Robert Ingersoll, politico ed abile oratore statunitense: “La rabbia è una raffica di vento che spegne la lampada dell’intelligenza. Nell’esaminare una questione importante si dovrebbe essere sereni, pacati e calmi.” E soprattutto obiettivi, aggiungo io!!

A questo punto concludo con una legittima domanda: ma se “l’associazione minoritaria generalista” (così“amabilmente” definita dal militante Bianchi), pur non essendo informata, non ha assistito il collega, quali sono state, invece, le lungimiranti azioni del “principale sindacato di categoria” a difesa del collega contro Generali???

Magari su questo Bianchi potrà illuminarci e scrivere il suo prossimo editoriale.

Buona lettura.

 

Il componente di Giunta

Antonio Caputo