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L’agente: il miglior gestore del rischio

9 Ottobre 2015

Cari colleghi,

mi fa veramente piacere leggere, nell’articolo in primo piano, che il nostro group ceo Mario Greco in occasione dell’evento “Ferma” che si è tenuto a Venezia la scorsa settimana abbia evidenziato come la “gestione del rischio” è centrale per il business, ed è cruciale per avere successo. Sono certo che Greco sia ben consapevole che, per antonomasia, siamo noi agenti i più importanti gestori del rischio visto che questo aspetto, così come la gestione del risparmio, fanno parte del nostro core business.

 Mi stupisce però che, mentre pubblicamente si lusinga questa attività, che sappiamo tutti storicamente essere stata l’elemento di distinzione degli agenti, in particolare di noi agenti “storici” di Generali, poi nel privato, vale a dire durante gli eventi aziendali, si assista a un continuo appiattimento proprio di chi della gestione del rischio ne ha fatto un fiore all’occhiello. Mi riferisco nello specifico a quello che sta accadendo in questi giorni durante i road show, tanto decantanti su Facebook, dove, ci dice chi vi ha partecipato, si liquida in pochi minuti l’agente premiato, insieme al subagente che ha venduto più polizze vita, per lasciare molto spazio a una discussione sulle strategie commerciali dei prodotti “standardizzati” che interessa principalmente produttori e subagenti, che infatti sono presenti in modo numeroso.

 Anche questa condivisione, non ce ne vogliano i produttori e/o sub-agenti, che sono i nostri più importanti collaboratori, riteniamo che non sia opportuna per il nostro ruolo. Non penso, infatti, che gli indirizzi strategici che la compagnia propone agli agenti-imprenditori, possano essere gli stessi dei subagenti-produttori. Una volta gli agenti venivano premiati separatamente dai produttori, e poi semmai si festeggiava tutti insieme, in clima sereno e con l’orgoglio di appartenenza al “leone alato”. Ma oramai, le tante “belle” tradizioni e relazioni, sono state abrogate da questa nuova azienda “Generali Italia”, che è molto diversa dalla “bella” Generali, con la quale siamo nati e cresciuti. Francamente non riesco a capirne l’intento. Qual è lo scopo?

 Che vantaggio porta agli azionisti, svalutare il valore e la dignità di noi agenti storici, quando sono tutti ben consapevoli che la gran parte dei 2 miliardi di utili dello scorso anno, e dei loro dividendi, realizzati in Italia, provengono proprio dalla nostra raccolta industriale, che sappiamo gestire il rischio con molta oculatezza e professionalità, e con la “fedeltà” ad un “unico” marchio, che ci è sempre appartenuta?

 Proprio per la mancanza di risposte concrete alle suddette domande, come a voi noto, il nostro Consiglio Direttivo ha convenuto di disertare i road show in segno di protesta e molti altri colleghi ne hanno seguito l’esempio spontaneamente, lasciando tante sedie vuote, riempite in fretta e furia, da vari dipendenti, compresi gli ispettori tecnici, lasciando così scoperte le agenzie dalla loro assistenza assuntiva. Alla faccia della “gestione del rischio”.

 Auspico di cuore che questo nostro “primo” segnale, silenzioso e garbato, faccia riflettere il nostro management e gli faccia capire che noi agenti, stiamo protestando per il bene di Generali, per fare in modo che rimanga in eterno la primaria compagnia italiana, con i propri migliori agenti e, perché no, con i propri migliori manager.

Per questo, forse, sarebbe giusto avere un grazie anche da loro.

Buona lettura!

Il presidente
Vincenzo Cirasola