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Le compagnie rilanciano negli «impegni»

12 Aprile 2014

Le «riflessioni» Sna sugli impegni presentati dalle compagnie all’Antitrust hanno sortito i loro effetti.

 

Le «riflessioni» Sna sugli impegni presentati dalle compagnie all’Antitrust hanno sortito i loro effetti. Sembra, infatti, che le criticità emerse e segnalate dal sindacato degli agenti assicurativi all’Agcm, abbiano fatto cambiare rotta ad alcuni dei sette gruppi assicurativi finiti nel mirino dell’Antitrust, che si sono affrettati a rafforzare le proposte all’Autorità garante della concorrenza. Ma partiamo dall’inizio di questa vicenda. Anche su sollecitazione del Sindacato Nazionale Agenti (Sna), nel 2013, l’Authority ha aperto un’indagine che coinvolge Allianz, Axa, Assicurazioni Generali, Cattolica, Groupama, Reale Mutua e Unipol (compresa Fonsai) per verificare se esse avessero posto in essere eventuali intese verticali finalizzate a ostacolare la concorrenza.
Queste compagnie sono state quindi invitate a presentare degli impegni per rimuovere gli ostacoli ravvisati dall’Authority, in particolare alcuni obblighi che le compagnie hanno direttamente inserito nei mandati agenziali oppure attraverso accordi sottoscritti da alcuni gruppi agenti. Clausole e accordi che, pur non vietando espressamente il plurimandato (abolito con la Bersani e con la nuova legge che dà il via libera alla collaborazione tra intermediari) di fatto limitano la libertà di operare dell’agente, costituendo un ostacolo allo sviluppo della concorrenza. I punti più contestati erano relativi al Patto trilatere sui locali, l’utilizzo della piattaforma tecnologica, il preavviso di altri incarichi, l’applicazioni di provvigioni privilegiate per chi decideva volontariamente di rinunciare a collaborare con altri.
Le compagnie, a fine gennaio, hanno presentato i loro impegni. Lo Sna li ha analizzati punto per punto e li ha sottoposti al market test. «Plus24» ha potuto esaminare in anteprima il corposo dossier di 99 pagine (che sarà disponibile dai prossimi giorni anche sul sito Sna), la cui costruzione si è giovata anche dell’apporto di alcuni gruppi aziendali di agenti e di numerosi assicuratori (che hanno fatto pervenire nelle scorse settimane le proprie riflessioni sul tema).
Gli “impegni” sono atti unilaterali al fine di eliminare i profili anticoncorrenziali, allo scopo di limitare o annullare i provvedimenti sanzionatori. Se violati, una volta accettati dall’Antitrust, potranno far scattare sanzioni fino al 10% del fatturato dell’impresa.
Possibili osservazioni sugli impegni presentati dai sette gruppi assicurativi a gennaio, dovevano pervenire per iscritto all’Agcm entro la fine di febbraio; le compagnie avevano tempo fino al 25 marzo 2014 per replicare alle stesse, nonché, eventualmente, per introdurre le conseguenti modifiche accessorie. E proprio in questa sede alcune società hanno rinforzato gli impegni. Il procedimento di valutazione da parte dell’Antitrust dovrebbe concludersi nelle prossime settimane. «È positivo il fatto che gli impegni ora esistano e che in molti si siano attivati in seconda istanza per colmare lacune – spiega Claudio Demozzi, presidente Sna –. Le compagnie si sono rese conto che era necessario produrre degli impegni più sostanziosi dall’Antitrust e hanno riconosciuto criticità rilevati dalla Sna». Quanto ai primi impegni giudicati appunto nel documento Sna (e visionabili in sintesi nella tabella in pagina, che non tiene ovviamente conto delle nuove correzioni) «abbiamo rilevato delle carenze e delle incompletezze che abbiamo in più occasioni segnalato e di fronte alle nostre osservazioni, per sopperire alle lacune, mi risulta che molte delle compagnie, a seguito alle nostre osservazioni, hanno esteso la portata degli impegni. La notizia dell’adeguamento perviene – specifica ancora Demozzi – da alcune di queste società che hanno fatto sapere allo Sna di avere rinforzato gli impegni, dimostrando un sufficiente grado di responsabilità». «Per quanto riguarda le lacune principali ancora riscontrate nella prima stesura analizzata nel dossier Sna – spiega Demozzi – ci sono ancora dei nodi sulle clausole di esclusiva (palesi o meno): non piacciono le disparità di trattamento tra agenti esclusivi e plurimandatari». Secondo Sna tali accordi sono, infatti, potenzialmente idonei a costituire ostacolo alla concorrenza. Anche le clausole contrattuali connesse all’utilizzo del software e hardware sono ancora un punto critico, come pure il diritto per la compagnia a subentrare nei locali in caso di cessazione rapporto. Certo alcuni gruppi sono stati più sostanziali nella proposta altri più formali, come Generali, spiegano da Sna. «Abbiamo notato comunque un impegno generalizzato che interessa la stragrande maggioranza delle compagnie, ma aspettiamo ovviamente di vedere se le promesse verranno mantenute» conclude Demozzi.

FONTE PLUS 24