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L’INVIDIOSO NON MUORE MAI UNA SOLA VOLTA – editoriale del Presidente

16 Luglio 2017
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Cari colleghi,

mentre ci accingiamo a celebrare la 6 ‘ Convention Nazionale, che quest’anno si svolgerà a Reggio Emilia il 28 novembre p. v. in un originale museo di auto e moto d’epoca, dove potremmo ammirare delle esclusive “Ruote da Sogno” (www.ruotedasogno.com), consapevoli di aver condotto delle battaglie difficili e aver percorso delle strade impervie, ci troviamo ancora una volta ad essere oggetto delle discussioni dei soliti noti INVIDIOSI.

Questo sparuto gruppetto, quasi ogni giorno, pubblica articoli su un proprio “giornaletto di casa” e sulle proprie newsletter, nonché sui social, scritti da anonimi  “militanti”, che abbracciando lo stile del tipico giornale da regime, attacca l’operato dei Gruppi Agenti, con particolare accanimento contro quelli che nel 2012 hanno deciso di fondare Anapa, la nuova associazione di categoria, dove oggi sono iscritti circa 700 agenti di Generali Italia.

Anche il nostro Ga-Gi, e in particolare il sottoscritto, essendo tra i primari fondatori di Anapa, rientra in tale categoria e pensate che possiamo “vantare” di essere il gruppo agenti più colpito negli ultimi 5 anni.

Mio padre mi ha insegnato che é meglio fare le notizie che riceverle; meglio essere un attore che un critico. E oggi più che mai non posso che dargli ragione.

La domanda che mi sono posto spesso, e che tanti mi rivolgono, compresi molti appartenenti allo storico SINDACATO, dove sappiamo essere iscritti anche seri colleghi e amici, ma come mai i 100 anni di storia sindacale, si sono ridotti a questo livello? Perché la strategia comunicativa di tali sedicenti dirigenti sindacali, che non sanno minimamente cosa voglia dire negoziare con i top manager di aziende quotate in borsa, si è ridotta solo a denigrare con livore le soluzioni, le proposte e i risultati raggiunti da altri? Risultati che provengono da lunghe e complesse negoziazioni, dove prevale il senso di responsabilità e rappresentatività e non lo sterile populismo demagogico, che appartiene a questi “signori”. Qual è il loro l’obiettivo di lungo termine?

 Nel breve lo capiamo tutti quale sia. L’unica risposta che sorge spontanea è per l’invidia.

L’invidia è odio, è la base, se non lo zoccolo duro di tutte le psicopatologie. Perché se ti invidio, inevitabilmente voglio il tuo male, e se voglio il tuo male, inevitabilmente voglio il “mio” male. Tipico masochismo che non mi appartiene. 

L’invidioso non muore mai una volta sola, ma tante volte quante l’invidiato vive salutato dal plauso della gente.

Allora posso immaginare che durante questi meravigliosi 15 anni di mandato di vostro presidente, dove ho affrontato 6 congressi ordinari, 3 straordinari, 5 Convention Nazionali, circa 60 Consigli Direttivi, e le incalcolabili assemblee di zona, grazie alla vostra fiducia e al plauso che ho ricevuto, ci saranno stati diversi “morti” dall’invidia!

Per alcuni studiosi l’invidia è il sentimento che si prova quando qualcuno, che noi consideriamo del nostro stesso valore ci sorpassa, ottiene l’ammirazione altrui. Allora abbiamo l’impressione di una profonda ingiustizia nel mondo. Cerchiamo di convincerci che non lo merita, facciamo di tutto per trascinarlo al nostro stesso livello, di svalutarlo; ne parliamo male, lo critichiamo.

A noi non piace parlare male di quello che hanno fatto e faranno gli altri, siamo abituati da sempre a vivere di luce propria, convinti che l’invidia nasca nell’istante in cui si realizza la consapevolezza di aver fallito.

E questi signori sono dei falliti. Noi no, noi siamo vincenti e orgogliosi di raccontare ai nostri associati quelli che sono i risultati ottenuti, per i quali saremo giudicati, e anche criticati, dai nostri stessi associati nelle sedi opportune.

Gli agenti di Generali, infatti, hanno storicamente rappresentato un modello di successo del mercato e nonostante la grave crisi che perdura da tempo, soffriamo, ma forse meno degli altri. E questo, è uno dei motivi primari che spinge questi signori a osservare con lente di ingrandimento tutto quello che facciamo e diciamo. Ma invece di continuare a denigrare l’operato dei vari gruppi agenti perché non lasciare da parte questa invidia e analizzare e confrontarsi sui risultati raggiunti portando all’evidenza le best-practice del settore, in un’idea di sindacato più moderno, meno polveroso e antiquato?

Sono stati proprio i confronti e il dialogo con alcuni di voi e la stima ricevuta che mi ha sollecitato a scrivere il libro: “IO, AGENTE di ASSICURAZIONE” per raccontare tramite la mia esperienza di 40 anni di assicuratore, in termini positivi, la nostra professione, che seppur difficile è sempre una delle più soddisfacenti anche sul piano economico rispetto a tante altre. Bisogna trasmettere un messaggio positivo soprattutto alle giovani generazioni e non esprimere sempre negatività e catastrofismo, appellativo che appartiene a chi non è capace di svolgere l’attività di agente professionista.

In conclusione ringrazio il solito sparuto gruppetto che tenta, senza riuscirci, di screditare e denigrare qualsiasi cosa io faccia, a prescindere, nell’ambito del mio ruolo di presidente di Ga-Gi e di Anapa, perché vuol dire che non sono un fallito come loro. Fino a quando continuerò ad avere il consenso, avrò sempre qualche misero invidioso intorno.

 

Cari amici, vi posso garantire che noi del Ga-Gi, non ci lasceremo intimorire da questi sterili attacchi, e proseguiremo a testa alta e schiena dritta, perché siamo ben convinti che i nostri denigratori, siano obbligati a dovere credere nella fortuna. Altrimenti come potrebbero spiegare il successo di chi non gli piace?

Buona lettura!

Il presidente

Vincenzo Cirasola