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MA COME LO VOGLIO FARE?

15 Ottobre 2017
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Cari colleghi,

mi permetto di prendere spunto dal precedente editoriale della collega Giulia Rizzo (COSA FARÒ DA GRANDE) per darne una sorta di seguito, in ” MA COME LO VOGLIO FARE? ” titolo che, inevitabilmente, prende spunto dal tipo di lavoro che ha contraddistinto la nostra attività di assicuratore negli ultimi decenni.

Attività che se svolta con impegno e dedizione in un contesto favorevole dava l’impressione che una volta diventato Agente ci saremmo potuti sedere dietro quella scrivania, dove tutto quello che stava davanti veniva percepito con una luce diversa: bello, semplice, facile e redditizio.

Probabilmente per molti è stato così, per altri invece le avversità hanno preso il sopravvento e l’attività si è trasformata in una complicazione di vita costringendo di fatto, in alcuni casi, a fare un passo indietro.

È proprio di fronte a questo bivio che sorge spontanea la domanda riportata nel titolo di questo editoriale.

Sicuramente il modello di agente di ieri che ha fatto scuola ha dato molte soddisfazioni, ha creato una figura professionale di tutto rilievo che oggi si muove senza non poche difficoltà in un settore che il mercato finanziario colloca fra quelli di più strategica importanza, ma il mercato in cui orbita il mondo assicurativo oggi, è molto diverso rispetto a ieri, in pochi anni c’è stata una forte accelerata dei cambiamenti, che hanno comportato di conseguenza delle nuove disposizioni e la necessità di adattarsi, a volte in corsa, alla nuova realtà (tecnologia, normative, attività collaterali), al nuovo normale, come direbbe qualcuno.

Indubbiamente siamo di fronte ad un cambiamento epocale dove sicuramente trova la sua giusta collocazione una delle affermazioni che abbiamo avuto modo di sentire tante volte in questi anni:” vincente non sempre è il più forte, ma colui che meglio riesce ad adattarsi al cambiamento e magari anche a cavalcarlo”, attuando quel modello di agente che sia l’espressione del risultato dell’esperienza del passato e la capacità di innovazione del futuro.

Il futuro non deve spaventare nessuno, tantomeno i giovani, che essendo i figli dell’era digitale sono molto più agevolati di noi nel nuovo scenario e che intraprendendo quello che definisco uno dei “mestieri più belli ” possono consentire quell’innovazione e quell’evoluzione che molti si aspettano.

Sicuramente perché ciò si attui abbiamo bisogno di definire una chiara figura di agente del futuro, senza allarmismi, per capire cosa fare da grandi e come farlo.

Buona lettura!

Fulvio Galli

Segretario Generale