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MINUCCI: «PASSI INDIETRO NEL RAPPORTO CON LE RAPPRESENTANZE DEGLI AGENTI». E SUL FONDO PENSIONE AGENTI: «DA SNA IPOTESI FINANZIARIE IRREALISTICHE…»

2 Luglio 2015

«Nell’anno trascorso non ci sono stati passi in avanti, semmai si è registrato un arretramento. Certamente non voluto da noi». Cosi Aldo Minucci (nella foto) ha descritto nella sua relazione, presentata questa mattina durante l’assemblea dell’Ania a Roma, il rapporto con le associazioni rappresentative degli agenti. «Le reti tradizionali, incentrate sulla figura dell’agente professionale, devono confrontarsi con uno scenario difficile, caratterizzato da una raccolta premi in calo e da una fortissima pressione sui margini. Visto il contesto eravamo convinti che si potesse riprendere il dialogo con i sindacati degli agenti, proprio per cercare di individuare percorsi atti a fronteggiare tale situazione», ha detto Minucci. Non è stato così.

Il presidente dell’Ania ha spiegato anche il perché. Due, in particolare, i motivi per i quali la relazione non ha prodotto risultati positivi. «Da un lato, per le iniziative assunte dall’Antitrust, che hanno significativamente ridotto gli spazi per un confronto a livello nazionale. Dall’altro, per l’atteggiamento rigido e di chiusura da parte del Sindacato nazionale degli agenti», ha sottolineato.

FONDO PENSIONE AGENTI – Inevitabile il riferimento al Fondo pensione agenti, partecipato parteticamente fra Ania e gli agenti. «La difficoltà del dialogo è evidenziata dal caso del Fondo pensione agenti», ha precisato Minucci. «Un Fondo che versa in uno stato di forte squilibrio finanziario prospettico, derivante da prestazioni erogate di gran lunga superiori ai contributi versati e da rendimenti finanziari attuali e futuri non compatibili con gli impegni assunti. Abbiamo proposto, nei mesi scorsi, un piano di riequilibrio incentrato sulla trasformazione immediata del Fondo pensione agenti in un fondo a contribuzione definita, sull’aumento della contribuzione ordinaria annuale, più un contributo una tantum, a carico delle imprese, sulla diminuzione del 35% delle pensioni in essere e su un’adeguata riduzione del valore delle posizioni previdenziali degli agenti in attività. La proposta avrebbe potuto garantire il risanamento del Fondo, grazie a un’equilibrata ripartizione dei sacrifici necessari fra tutte le parti interessate. Due sindacati degli agenti l’hanno condivisa (Anapa e Unapass, ndr), ma essa non ha trovato accoglimento da parte dello Sna, che ha ribadito in tutte le sue proposte di voler mantenere l’anacronistico modello a prestazione definita, ormai abbandonato da tutti i fondi integrativi, basandosi su ipotesi finanziarie irrealistiche o su richieste di contributi straordinari da parte delle imprese particolarmente gravosi».

Minucci ha ribadito la volontà di trovare una soluzione ai problemi del Fondo: «Siamo in attesa di conoscere i primi orientamenti del commissario; confermiamo la disponibilità a confrontarci sulla capacità della nostra proposta di risolvere i problemi del Fondo».

FONTE TUTTO INTERMEDIARI – 2 LUGLIO