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NEL FUTURO PASSEREMO AL FINTECH?

22 Maggio 2016
Foto editoriale GAA

Cari colleghi,

il futuro sarà sempre più determinato “dall’internet delle cose” che è il sistema sul quale si baseranno le tecnologie del futuro. A indicarlo è stato il World Insurance Report del 2016 di Capgemini che oltre a indicare che è aumentata a livello globale la soddisfazione circa l’esperienza dei clienti assicurativi, fa un’analisi molto dettagliata sul crescente impatto delle nuove tecnologie nell’industria assicurativa, che riguarda anche noi agenti, che come operatori/intermediari lavoriamo in quest’ambito. Spesso ho sentito dire da alcuni colleghi “ma cosa ci interessa a noi, perché dovremmo prestare attenzione a questi argomenti?”. Ebbene ritengo che tale atteggiamento sia miope e che dobbiamo smetterla di ragionare pensando solo al nostro orticello, ma dobbiamo, a volte, anche guardare a come sta crescendo e crescerà l’industria in generale. D’altra parte il nostro Gruppo Agenti si è sempre caratterizzato per una forte lungimiranza e non vorrei che questa venisse meno proprio ora. Ecco perché ho deciso di fare anch’io un commento su questo studio.

Nel corso della presentazione si è tenuta anche una tavola rotonda nella quale i vari esponenti del mercato, in particolare compagnie e l’Ania hanno espresso la loro idea. Peccato che non ci fosse nessun rappresentante del mondo degli agenti a far sentire la propria voce. Ma forse siamo tacciati già come “troppo vecchi”. Si, cari colleghi perché quello che mi ha maggiormente sorpreso è come da questi emerga che oggi le compagnie devono utilizzare molto di più le risorse di cui dispongono, nella fattispecie informazioni sui clienti, e che dovrebbero farlo attraverso i “Big Data”, altro termine che sentiremo citato spesso nei prossimi incontri, approfondimenti, studi di settore e tavole rotonde ecc. ma nessuno cita mai le preziose informazioni di cui dispone l’agente e nessuno cerca di agevolare quest’ultimo nel mettere in condivisione e sfruttare queste informazioni. Ancora una volta sembra che il futuro sia stato disegnato senza tener conto di noi e del nostro valore non solo come rappresentati delle compagnie e quindi in primis portati di quella crescente soddisfazione verso l’esperienza svolta nel settore, come mostrava lo studio citato, ma anche come fonte di informazione preziosa e ineguagliabile. Chissà che le nuove compagnie, le fintech, quelle che si stanno approcciando al mercato non lo capiscano prima di altri. Ma voi ci lavorereste per una società fintech?

Buona lettura!

Fulvio Galli

Segretario Generale