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“NESSUNO SI SALVA DA SOLO” Il pensiero della settimana di Giulia Rizzo

4 Maggio 2020
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“NESSUNO SI SALVA DA SOLO”

Il pensiero della settimana di Giulia Rizzo

 

Cari colleghi,

mi accingo a scrivere questo editoriale in un giorno particolare, ovvero il giorno della festa dei lavoratori. Mai come quest’anno tale ricorrenza assume un significato particolare e, anche questa, come le altre festività appena trascorse nei mesi di chiusura totale a causa della pandemia, resterà a lungo impressa nella nostra memoria.

Se dovessi riassumere con una sola parola il triste e faticoso periodo che stiamo vivendo, sceglierei senza dubbio “solitudine”. Le immagini che in questi mesi sono state trasmesse quotidianamente dai media resteranno impresse nella nostra memoria a causa delle forti emozioni che ci hanno suscitato. La solitudine degli ammalati, di chi purtroppo non ce l’ha fatta, degli anziani, del personale sanitario, dei bambini, del Santo Padre nel giorno del Venerdì Santo in Piazza San Pietro, e del Presidente della Repubblica, che rende omaggio al Milite Ignoto, in un altare della Patria completamente deserto.

A tutte queste solitudini, oggi, primo maggio, si aggiunge quella di tanti lavoratori che hanno perso l’impiego o che lo perderanno a causa della grave crisi economica che si è creata. Questa è la solitudine alla quale noi, nel nostro ambito, dobbiamo provare a porre rimedio, prodigandoci in tutte le attività necessarie a scongiurare una simile evenienza.

Ripenso al discorso del Presidente del Consiglio in occasione del primo decreto che annoverò i servizi assicurativi tra quelli essenziali per la collettività. Sono certa che questa inclusione abbia inorgoglito tutti noi, ma al contempo ci abbia sommersi di preoccupazioni per tutti i problemi che avremmo dovuto affrontare. Anche noi infatti, fin dal giorno successivo siamo stati travolti dalla nuova situazione, le nostre agenzie si sono gradualmente svuotate, non c’era più il vivace vocio ed andirivieni dei collaboratori, degli OP, dei subagenti e delle segretarie e (purtroppo anche dei clienti). All’improvviso siamo stati costretti a trovare nuove forme di comunicazioni da remoto, per dar loro forza e coraggio, per far sentire che come sempre eravamo presenti.

La reazione di tutti di noi è stata ammirevole, soprattutto quella dei colleghi delle zone d’Italia maggiormente colpite. Ci siamo immediatamente attivati per offrire ai nostri clienti il servizio per il quale eravamo stati chiamati e lo abbiamo fatto su tutto il territorio al meglio delle nostre capacità.

Le preoccupazioni iniziali sono state compensate dal sostegno del nostro gruppo agenti GA-GI, che nell’immediato ha chiesto ed ottenuto dalla mandante importanti risultati ma anche dalla continua attività di pressione verso le autorità competenti e di informazione verso gli associati che l’associazione Anapa ha svolto quotidianamente.

La gravità della situazione è tale che, purtroppo, ci sarà ancora molto da fare per recuperare la redditività degli appalti e per salvaguardare il lavoro di tutti coloro che operano a vario titolo nelle nostre agenzie.

Dallo sgomento iniziale, dal senso di isolamento che ciascuno di noi ha dovuto patire a causa di eventi così epocali, è emersa chiaramente l’importanza di ricostruire e rinsaldare le relazioni tra gli individui, per permettere ad ognuno, ma insieme, di affrontare le grandi prove che la vita ci pone. Questi sono il senso e la missione della nostra storica associazione: ascoltare le esigenze di ognuno, rappresentarle per creare una rete di relazioni tra le persone che ci faccia sentire tutti meno soli.

Buona lettura

 

Giulia Rizzo

Componente di Giunta