News

Non guardarmi, non ti sento!

7 Maggio 2017

Cari colleghi,

prendo a prestito il titolo di questa commedia americana del 1989 interpretata fra gli altri da Gene Wilder (più famoso per le sue interpretazioni in Frankenstain Junior e La signora in rosso) in cui un uomo affetto da sordità incontra un cieco. La particolare combinazione dei due handicap permette allo sceneggiatore di creare una simpaticissima commedia degli equivoci in cui i due principali interpreti diventano protagonisti di esilaranti gag.

Se non fosse che nel nostro caso non c’è nulla da ridere potrei dire che tale sceneggiatura rappresenta molto bene i nostri attuali rapporti con la mandante. Da un lato gli agenti che non riescono a vedere cosa vuole fare la compagnia e dall’altra la mandante che non vuole sentire quanto gli agenti le dicono.

La decisione di adottare due diversi verbi (potere e volere) non è casuale, se da un lato noi non possiamo vedere quali siano le reali strategie della Compagnia (se non quelle a brevissimo termine) dall’altro la nostra mandante non vuole sentire ciò che continuiamo a ripetere ormai da anni.

Prendiamo ad esempio la produzione DNA che pare essere diventata il nuovo cavallo di battaglia. Non si contano più i protocolli inviati in cui indichiamo nel “triplete” la via maestra per incrementare il business danni ovvero: lo svecchiamento dei prodotti rispetto alla concorrenza, la revisione tariffaria e la possibilità di ampliare il margine discrezionale a noi riservato al fine di accelerare i processi assuntivi attualmente impantanati da continui passaggi attraverso i filtri degli ispettori tecnici i cui organici sono stati falcidiati.

Ed ecco scattare la gag, in risposta alle nostre continue richieste, in risposta al lavoro intenso dei componenti delle varie commissioni tecniche e alle relative proposte, la Compagnia organizza un incontro denominato “Ambizione DNA” l’ennesimo Road Show fra la sola componente commerciale (assente quella tecnica) e un gruppo di 200 agenzie da lei unilateralmente selezionate fra i vari ex brand con criteri a noi sconosciuti (e incomprensibili) che, portandoci a conoscenza delle loro best pratices, ci permetteranno di incrementare le vendite. Un po’ come se la Fiat riunisse i concessionari che, fra mille difficoltà, riescono ancora a vendere le Palio per conoscere le loro esperienze vincenti.

Proprio il “taglio” che si è voluto dare all’incontro, oltre alle modalità con cui è stato organizzato, hanno spinto la nostra Giunta Esecutiva (insieme ai colleghi del Confagi) a scrivere una lettera di protesta a firma congiunta nella quale è stato comunicato che gli agenti facenti parte di tutti gli organi statutari non avrebbero partecipato qualora invitati. Personalmente auspico che questa rinuncia sia condivisa e attuata anche da tutti le agenzie e agenti “scelti” associati al Ga-Gi, i quali possono rispondere all’invito pervenuto via e-mail la scorsa settimana: grazie, ma non partecipiamo per adesione alla protesta della Giunta. Ovviamente in piena libertà di spirito associativo.

Non convenite con me che forse sarebbe stato più “elegante” confrontarsi con noi (attraverso le nostre rappresentanze) per individuare i componenti di questo gruppo? Non avrebbe avuto più senso far presenziare all’evento anche chi, con il quotidiano lavoro nelle commissioni, ha sicuramente già sviscerato tutte le problematiche relative alla vendita dei prodotti DNA? Non ne avrebbe migliorato il risultato e fatto risparmiare molto tempo?   Veramente pensiamo che la soluzione ai nostri problemi sia aumentare la vendita delle Palio? Scusa? Dicevi?……. non guardarmi, non ti sento.

Buona lettura!

Guido Dalmasso

componente di Giunta