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Polizze auto Meglio operare integrati

8 Dicembre 2015

Il business delle assicurazioni auto? Da solo non basta più, deve essere integrato per recuperare redditività e restituire margini di efficienza alla clientela.
Ne è convinto Alberto Di Tanno, consigliere di Nobis assicurazioni, società controllata dalla sua Intergea all’87%, la cui quota restante è in portafoglio a Investimenti Industriali, società partecipata da Andrea Agnelli per il tramite della holding di partecipazioni Lamse, guidata dall’amministratore unico Roberto Ginatta. Nobis, presieduta da Salvatore Passaro e guidata dall’amministratore delegato Carlo Calvi, è una piccola società (35 milioni di premi), in crescita, sponsor del Chievo calcio, che si sta sviluppando lungo un sentiero che coniuga competenza nel settore auto e innovazione.
«La spinta che viene dal mondo digitale – sottolinea Di Tanno – sta cambiando il mondo delle polizze. Per sopravvivere è necessario integrarsi e recuperare altrove i margini operativi. In Italia solo il 20% dei danni auto finisce in carrozzerie convenzionate, dove la compagnia può arrivare a risparmiare circa il 20-25 per cento sui ricambi, avendo certezza di un lavoro eseguito agli standard più elevati e con l’utilizzo di pezzi di ricambio di qualità».
Il progetto è proprio questo. Integrare i servizi, dall’assicurazione alla carrozzeria. Chi ci ha provato finora ha fallito. Solo Generali ha riscontri positivi in questa direttrice. Di Tanno prova ad arrivare prima degli altri. Negli anni Ottanta era concessionario d’auto, oggi è a capo di Intergea (fatturato del gruppo a 510 milioni), a cui fanno capo 16 concessionarie che vendono Fca (Fiat, Alfa, Lancia, Jeep), Maserati, Bmw, Peugeot, Renault, Citroen, Toyota, Audi e Volkswagen. Intergea controlla il 90% della newco AuthoItalia, che agisce sul mercato dei ricambi come intermediario tra i produttori e le compagnie. «Abbiamo siglato un accordo importante con Uniqa e anche Elvetia è interessata. Il contrarsi dei margini delle compagnie porta alla ricerca dell’efficienza: è l’unica via percorribile», conclude Di Tanno.

FONTE CORRIERE ECONOMIA