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Polizze Se sei connesso il premio si abbassa

25 Aprile 2016

Per il 68% delle compagnie il digitale rivoluzionerà il settore auto, per il 37% impatterà molto anche sugli altri rami

L a tecnologia digitale sta entrando di prepotenza nell’industria italiana delle polizze. Secondo il 68% degli assicuratori italiani, nel 2016 la connected insurance sarà l’innovazione più rilevante nell’auto, secondo il 37% lo sarà in altri ambiti.

È lo scenario che emerge dall’Osservatorio Telematics, connected insurance e innovation , promosso dall’Ania (l’Associazione nazionale delle imprese assicuratrici presieduta da Maria Bianca Farina), insieme alla società di consulenza Bain & Company.

«Quest’Osservatorio fa parte di un più ampio progetto di ricerca che stiamo portando avanti insieme a Bain & Company — spiega Dario Focarelli, direttore generale di Ania —. Vogliamo essere parte attiva nell’analisi e nel dibattito sugli effetti che le tecnologie digitali stanno producendo nel mercato assicurativo italiano. Oltre all’auto, settore in cui l’Italia è leader a livello mondiale per diffusione delle scatole nere, con circa quattro milioni di dispositivi installati, l’utilizzo di queste tecnologie in abbinamento alle polizze si sta diffondendo anche in altre aree, in particolare casa e salute. Nei prossimi mesi proseguiremo la lettura critica dei trend in atto con approfondimenti su temi specifici legati alla connected insurance ». Come si definisce questo fenomeno? È un’evoluzione della selezione e della gestione dei rischi assunti attraverso soluzioni assicurative che prevede l’utilizzo di sensori per la raccolta di dati relativi alle condizione del bene assicurato o di una persona, e della telematica per la trasmissione a distanza e gestione informatica dei dati Le aree di applicazione sono auto, casa, salute, vita e rischi aziendali».

Partecipanti
Il progetto vede la partecipazione di compagnie e gruppi assicurativi associati all’Ania, che rappresentano circa due terzi del mercato.

Per quanto riguarda l’auto, secondo il 65% delle società il settore è già stato impattato in modo significativo, mentre per il 29% delle risposte i prossimi dodici mesi vedranno una significativa innovazione. Sugli altri settori gli assicuratori si mostrano invece più cauti: per il 45% ci vorranno alcuni anni prima che la connected insurance possa rappresentare un fenomeno rilevante, e per il 29% non sono chiare l’applicabilità e la reale portata del fenomeno.

Dal punto di vista delle compagnie, quali sono i principali benefici della connected insurance ? Nell’ambito auto, per il 66% degli intervistati è rappresentato da una corretta tariffazione in base all’effettivo rischio (la scatola nera permette di rilevare il comportamento dell’automobilista), ma per l’11% consente anche una maggiore fidelizzazione del cliente, la possibilità di offrirgli servizi a valore aggiunto o una migliore selezione del rischio. Negli altri settori, invece, le imprese si attendono vantaggi soprattutto perché consentono di fornire servizi a valore aggiunto (39% delle risposte), fidelizzare i clienti e indirizzarne il comportamento (28%).

Opportunità
Secondo l’Osservatorio, nell’auto le tecnologie digitali offrono moltissime possibilità d’incrementare la frequenza d’interazione con i clienti. Durante la guida, per esempio le scatole nere possono avvisare il cliente in caso di superamento dei limiti di velocità, attivare un servizio antifurto se viene registrato uno stile di guida diverso dalla norma, oppure un allerta meteo basato sulla geo-localizzazione. In caso di sinistro si può prestare all’assicurato assistenza stradale o medica, attraverso un pulsante dedicato, o mandare in automatico i soccorsi in caso d’incidente grave. Durante la sosta, infine, le scatole nere possono consentire la localizzazione del veicolo, inviare messaggi d’allerta nel caso si registrino spostamenti a motore fermo (per esempio in caso di rimozione forzata), e infine fornire informazioni e consigli sulla guida. «Anche dal punto di vista degli assicurati, i dispositivi telematici offrono numerosi vantaggi — conclude Focarelli —, un prezzo giusto, numerosi servizi aggiuntivi, e infine la possibilità di assicurare rischi per i quali altrimenti non si potrebbe trovare una copertura, oppure si dovrebbero pagare tariffe molto più elevate».

FONTE IO MI ASSICURO