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Polizze Rc auto meno cara: i buoni propositi dell’anno

7 Luglio 2015

Nel 2015 gli italiani avranno ancora voglia di vita: l’Rc auto sarà ancora in frenata a causa del calo delle tariffe, gli altri rami danni in leggera crescita. Anche nel 2015, insomma, il mercato assicurativo italiano dovrebbe replicare il copione del 2014. Secondo le previsioni presentate nei giorni scorsi all’Assemblea annuale dell’Ania, l’anno dovrebbe chiudersi con una raccolta complessiva di 155,9 miliardi, l’8,8% in più rispetto al 2014. Il comparto vita dovrebbe attestarsi a 123,7 miliardi (+12%), mentre i rami danni sono stimati a 32,2 miliardi, l’1,9% in meno sul 2014. La flessione è dovuta interamente all’assicurazione obbligatoria, che dovrebbe registrare un calo del 6,5%, lo stesso accusato l’anno scorso. «Anche in uno scenario difficile l’industria assicurativa ha conseguito nel 2014 risultati economici positivi, confermando la sua solidità patrimoniale — ha sottolineato il presidente dell’Ania Aldo Minucci — che tuttavia non devono indurre a sottovalutare alcune problematiche destinate ad avere, in prospettiva, un impatto rilevante».
Preoccupazioni
A preoccupare gli assicuratori sono soprattutto due fattori. Il primo è il basso livello dei tassi d’interesse che «comprimendo i risultati della gestione finanziaria», spiega il presidente dell’Ania, «rende più difficile nel comparto vita garantire rendimenti significativi agli assicurati e un’adeguata remunerazione del capitale e delle reti distributive». Il secondo è «un quadro competitivo destinato a modificarsi in misura significativa in conseguenza dell’innovazione tecnologica e del potenziale ingresso di nuovi concorrenti, anche provenienti da altri settori economici». Google, per esempio, ha già cominciato a vendere polizze in alcuni paesi, e la sua potenza di fuoco è naturalmente molto temuta dagli assicuratori tradizionali.
Negli ultimi anni il settore assicurativo è certamente migliorato sul piano della trasparenza e della tutela dei consumatori, ma molta strada resta ancora da fare. Lo testimonia il fatto che all’Assemblea dell’Ania proprio su questi due aspetti si è concentrato l’intervento del presidente dell’Ivass Salvatore Rossi. L’Istituto di vigilanza, che nel 2014 ha registrato 26 mila reclami e 43 mila telefonate al call center, ha messo nel mirino alcuni fenomeni. Il primo è quello del «sei assicurato e non lo sai», come l’ha definito l’Istituto in una recente indagine, cioè l’abbinamento di polizze assicurative a prodotti e servizi di natura non assicurativa.
«Coinvolge più di quindici milioni d’italiani, cui vengono offerti oltre milleseicento tipi di pacchetti — spiega Rossi —. A volte i consumatori non sono neanche consapevoli di stare sottoscrivendo una polizza, pagandone il relativo premio; quindi non l’azioneranno al momento del bisogno richiedendo l’indennizzo dovuto. L’Ivass, in un’iniziativa congiunta con l’Antitrust, ha cominciato dalle coperture abbinate ai contratti di fornitura di energia elettrica, gas e acqua, che registrano due milioni di assicurati e oltre trentatré milioni di euro di premi. Stiamo sentendo venti operatori energetici e tredici compagnie di assicurazione».
Casa
I bassissimi tassi d’interesse e i primi segnali di risveglio del mercato immobiliare dovrebbero portare a una ripresa dei mutui. Torna quindi d’attualità il secondo capitolo dell’azione Ivass, le polizze abbinate a mutui o finanziamenti al consumo: le prime, in particolare, sono caratterizzate da costi altissimi anche in relazione alle cifre in gioco. «Nell’offerta di questi prodotti, che mirano a proteggere la capacità di rimborso del finanziamento, dev’esservi correttezza da parte di tutti. Le polizze devono essere disegnate dalle compagnie in modo da corrispondere alle effettive esigenze dei consumatori, e nella vendita da parte delle banche non devono esservi forzature più o meno esplicite». Correttezza che non sempre si ritrova nelle pratiche commerciali, se è vero che l’Ivass ha accertato la vendita a un ignaro pensionato di una garanzia contro la perdita d’impiego.
Le tariffe Rc auto sono in calo, ma pur di risparmiare gli assicurati ricorrono a tutti gli strumenti disponibili. Utilizzano in maniera crescente i comparatori rc auto che, peraltro, dopo i richiami dell’Ivass hanno migliorato la trasparenza. E scelgono, senza conoscerne i possibili effetti negativi, le polizze rc auto offerte gratuitamente dai concessionari automobilisti con l’acquisto della vettura. «Il contraente spesso non sa che, alla scadenza del periodo promozionale, perde la classe di merito maturata e i benefici della legge Bersani — spiega il presidente Ivass — dopo un confronto tecnico con le compagnie abbiamo indicato alle imprese come rimediare, annullando la condizione di sfavore per gli assicurati e rimborsando i maggiori premi eventualmente pagati».

FONTE IO MI ASSICURO – CORRIERE ECONOMIA – 6 LUGLIO