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PREVIDENZA COMPLEMENTARE: IN CRESCITA IL NUMERO DEGLI ADERENTI A FINE 2016

26 Febbraio 2017

Crescono le adesioni alla previdenza complementare, secondo gli ultimi dati comunicati dalla Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione. In particolare, alla fine del 2016 le adesioni alla previdenza complementare erano circa 7,8 milioni e al netto delle uscite, la crescita dall’inizio dell’anno è stata pari a 557.000 unità (7,7%).

Nei fondi negoziali si è registrato un incremento di 177.000 iscrizioni (7,3%), per un totale a fine anno di 2,597 milioni; la Covip ha tenuto a precisare che «in tutto il corso dell’anno, le adesioni sono state ancora trainate dal meccanismo di adesione contrattuale ai fondi rivolti ai lavoratori del settore edile». Per quanto riguarda l’andamento delle iscrizioni, la Covip ha sottolineato che «è stato marginalmente più dinamico nelle forme pensionistiche di mercato offerte da intermediari finanziari».

Le adesioni sono aumentate di 108.000 unità nei fondi aperti (9,5%) e di 271.000 nei Pip “nuovi” (10,5%), portando il totale complessivo a fine 2016, rispettivamente, a circa 1,259 milioni e 2,867 milioni.

Secondo stime preliminari che escludono la crescita dei fondi pensione preesistenti e dei Pip “vecchi”, a fine 2016 il patrimonio accumulato dalle forme pensionistiche complementari si è attestato a 149 miliardi di euro. Le risorse dei fondi negoziali ammontano a 45,9 miliardi (+8,8%). I Pip “nuovi” dispongono di un patrimonio di 23,8 miliardi e i fondi aperti di 17 miliardi; l’incremento nell’anno è stato, rispettivamente, del 18,8% e del 10,8%.

E veniamo ai rendimenti che, al netto dei costi di gestione e della fiscalità, sono stati «in media positivi per tutte le tipologie di forma pensionistica e per i rispettivi comparti». I fondi negoziali e i fondi aperti hanno reso in media, rispettivamente, il 2,7% e il 2,2%; per i Pip “nuovi” di ramo III il rendimento medio è stato del 3,6%. Nel 2016 il Tfr si è rivalutato, al netto dell’imposta sostitutiva, dell’1,5%.

Sempre secondo quanto comunicato dalla Covip, all’interno di ciascuna delle diverse tipologie di forma pensionistica, «i risultati più elevati si sono avuti nelle linee a maggior contenuto di titoli di capitale, sospinte dall’apprezzamento dei corsi azionari nell’ultimo trimestre dell’anno; nello stesso periodo, i rendimenti delle linee obbligazionarie e garantite hanno subito l’effetto della riduzione dei corsi dei titoli di debito, pur rimanendo nella media dell’anno in territorio positivo».

FONTE TUTTO INTERMEDIARI