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“PRIMA O POI RIPARTIREMO…SPERIAMO PRIMA” – Il pensiero della settimana di Stefano Maestri Accesi

27 Aprile 2020
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  “PRIMA O POI RIPARTIREMO…SPERIAMO PRIMA”

Il pensiero della settimana di Stefano Maestri Accesi

 

Cari colleghi,

una considerazione che può sembrare banale e scontata, ma che a me suscita la forte ambizione di farmi trovare pronto per questo traguardo che, al momento, sa di vera e propria liberazione.

In quest’ultimo periodo, oltre che a contare i contagi, ci siamo abituati a sentire fior di studiosi che ipotizzano come cambieranno i nostri comportamenti post pandemia.

Oggettivamente, anche io sono convinto che veramente modificheremo le nostre abitudini e, dal mio punto di vista, sono concentrato a pensare come sarà il nostro lavoro dopo questo periodo.

Ci saranno momenti difficili, ci saranno alcuni clienti che non verseranno più i premi perché cesseranno le attività, ma ci saranno anche tante opportunità, come sempre avviene dopo periodi di forte turbolenza, figuriamoci dopo un’esperienza paragonata dagli economisti ad una sorta di terza guerra mondiale.

Come posso, dal mio canto, essere anche io tra quelli che saranno protagonisti di questa rinascita? In termini pratici, dal 4 Maggio (forse), cosa dovrò cambiare della mia quotidianità lavorativa?

Niente sermoni, niente frasi fatte…cosa devo fare in concreto?

Bene, sicuramente tutti abbiamo un’idea personale, basta sconfiggere la pigrizia e non pensare di tornare a fare esattamente ciò che facevamo prima, sperando in risultati uguali o migliori, altrimenti saremo costretti a stare agganciati ad un treno che non guidiamo e chissà quando e se ripartiremo.

Leggendo Intermedia Channel, la rinata testata giornalistica on-line specializzata nel nostro settore, mi ha colpito in particolare un articolo di Deloitte, una tra le più rinomate società che offre servizi di consulenza, che tramite uno dei suoi senior partner ha affermato che le aziende PMI italiane si sono rese conto di non avere pienamente abbracciato la gestione e l’analisi del rischio.

Prima di questa pandemia, continua ad affermare Deloitte, le aziende affermavano che la cultura del risk management fosse diffusa all’interno delle loro strutture, i principali rischi identificati erano di natura operativa, percepiti come i più concreti e di maggior portata per l’organizzazione.

Oggi, anche le aziende a carattere familiare devono inevitabilmente andare a riconsiderare la gestione del rischio, sia in fase di controllo in caso di emergenza, sia in caso di coperture ampie, banalmente identificabili in coperture all risks per danni diretti, indiretti e, chiaramente molto attuale, per l’interruzione di esercizio.

Ma quanto sono bravo, io, nell’analisi del rischio o risk management? Quante volte faccio vera analisi e quante volte, invece, faccio lo sconto sulle coperture in essere con la concorrenza per chiudere il contratto?

E, se la seconda pratica è purtroppo statisticamente la più diffusa, lo faccio per velocità o, senza vergognarmi, anche per mancanza di competenze eccelse?

Bene, se sono convinto che il mondo cambierà, se sono convinto che Deloitte non sia l’ultimo arrivato e magari qualcosa di giusto lo dica, ora ho tempo di adeguarmi, di prepararmi alla nuova sfida…poi non ne avrò.

Oggi posso prepararmi studiando e modificando la mia attività in modo proattivo o posso fermarmi a pensare che sarà difficile ripartire.

Come sempre ci hanno raccontato e come abbiamo scoperto in prima persona in questo periodo difficile, la cosa più importante nella nostra vita è la libertà; ora ho la libertà di trovare la forza di scegliere di cambiare per essere protagonista della ripartenza.

In bocca al lupo e buona settimana.

 

Stefano Maestri Accesi

Vice Presidente