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PRIVACY: troppo conosciuta e altrettanto sconosciuta

9 Luglio 2018
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PRIVACY: troppo conosciuta e altrettanto sconosciuta

 Il pensiero di Fulvio Galli, sul valore della privacy e dei dati

 Cari colleghi,

da tanti anni ricordo con affetto il 25 maggio perché in tale giorno cade il compleanno di un mio familiare, ma sicuramente da quest’anno questa data sarà destinata ad entrare nella storia non solo mia, ma di tutta Europa. Come sapete, infatti, il 25 maggio scorso è stato il giorno in cui tutti gli stati che appartengono all’ Unione Europea si sono dotati di un unico normativo (GDPR) per questa materia.

Questa è la regola scritta, dove il Garante insieme a tutto lo staff di esperti in materia, hanno stabilito una serie di regole per la tutela della privacy degli utenti. Ma quello che mi piacerebbe sapere è quanto i cittadini siano consapevoli della loro privacy. I messaggi che li hanno inondati nei giorni precedenti l’entrata in vigore del Regolamento hanno fatto chiarezza, o erano solo finalizzati ad ottenere dei nuovi permessi e diritti nell’utilizzo dei dati del singolo? Personalmente non sono molto convinto che le finalità del Regolamento, nobilissime, stiano poi, almeno in questo primo momento, creando maggiore informazione e tutela. Sicuramente le aziende piccole, medie o grandi in qualche modo, consapevoli che comunque sarà un ulteriore costo da sostenere, riusciranno a gestire tutte le novità e le criticità ad esse collegate, perché comunque hanno capito il valore dei dati. Ma il comune cittadino davanti a questo passaggio epocale come reagirà? Consapevole che la sua privacy viene quotidianamente e in ogni modo calpestata e totalmente all’oscuro del valore dei suoi dati. Forse è lì che bisognerebbe porre maggiore attenzione. A come oggi i dati siano elaborati, decostruiti, strumentali a raccogliere delle informazioni sugli utenti, ma abbiamo visto, che il suo utilizzo può essere non sempre positivo. Dovremo abituarci a nuovi scandali sullo stile di Facebook?

Come tutte le novità anche questa sicuramente causerà molta agitazione, come quando ci fu il passaggio dalla lira all’euro e di certo ci vorrà molto tempo per abituarsi e quando si arriverà a capire quanto sia importante la tutela della propria privacy, di sicuro avremo somatizzato gli effetti. Ma a mio e nostro avviso il futuro sarà anche per gli agenti di assicurazione legato ai dati. Non potremo essere in grado di competere con tutti gli avversari che ci sono e che forse arriveranno, senza conoscere, sapere e rielaborare le informazioni che abbiamo dei nostri clienti. Questo ci potrà aiutare a capire quali prodotti proporre, quali soluzioni studiare e anche avere uno storico che si permetta di capire tutta l’evoluzione famigliare, piuttosto che aziendale dei clienti. Sto facendo solo delle ipotesi, anche perché è difficile immaginare che tipo di evoluzione potrà esserci con la rivoluzione dei dati. E di certo come singoli non potremmo essere preparati e all’avanguardia, perché ci vogliono investimenti, infrastrutture, specialisti. Se tutto questo ci è messo a disposizione, noi possiamo continuare a puntare sulle nostre caratteristiche vincenti, ossia l’empatia e il rapporto confidenziale che riusciamo a instaurare con il cliente.

Questa può essere in modo grossolano anche un’altra lettura dell’accordo dati che abbiamo concluso con la mandante.Un modo per prepararci al futuro senza subirne gli effetti.

Come diceva un grande saggio”..vuoi risolvere un problema? trasformalo in un’opportunità..”

Buona lettura

Il segretario generale

Fulvio Galli