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A PROPOSITO DI R.C.AUTO: OBBLIGATORIETÀ SI O NO?

17 Dicembre 2017
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Cari colleghi,

 quando sentiamo parlare di R.C. Auto il primo pensiero che facciamo è quello relativo alla sua obbligatorietà, al fatto cioè che essa sia una condizione necessaria a tutti per potere circolare con i propri veicoli. Tale considerazione, tuttavia, si veste di diversi presupposti se a farla è un comune cittadino piuttosto che un addetto ai lavori, una persona cioè operante in campo assicurativo.

 

La persona comune vive l’obbligo di pagare, in questo caso il premio assicurativo, come una costrizione, come una situazione che, inevitabilmente, deve subire e, nel caso specifico, considera come unica arma di difesa il poter scegliere a chi rivolgersi per la stipula della polizza in base alle proprie preferenze che, nella maggioranza dei casi riguardano esclusivamente l’ammontare del premio stesso, e non le garanzie e i servizi  offerti. Per questo motivo chi si occupa di pubblicità e di marketing tende a far leva esclusivamente su tale aspetto con la conseguenza di far sembrare più importante quanto si paga rispetto a che cosa si acquista.

 

Per uno di noi operante nel campo assicurativo invece, se da una parte, essendo egli stesso come una persona comune, vede l’ obbligatorietà della R.C.A. come una spesa dalla quale non può esimersi, dall’altra però coglie in essa una grande opportunità per lo svolgimento del proprio lavoro, sia dal punto di vista economico come  base economica sulla quale può comunque contare, sia come un potenziale appiglio da cui partire nella fidelizzazione del cliente al quale, nel tempo, poter offrire ulteriori servizi assicurativi diversamente  remunerativi sul piano provvigionale.

 

Proviamo ora a fare il ragionamento inverso, per cercare di capire cosa potrebbe succedere se l’R.C.A. non fosse obbligatoria bensì volontaria, in un paese dove le auto non assicurate, nonostante gli obblighi di legge, sono circa 5 milioni, e in una società dove, muovendosi al limite della legalità,  eludere il fisco, è persino motivo di vanto e di orgoglio e addirittura oggetto di una recente campagna elettorale di importanza internazionale. In siffatto scenario sicuramente  il numero di contratti stipulati calerebbe in maniera vertiginosa.

 

Qualcuno sostiene che questo porterebbe necessariamente le compagnie a ridimensionare le tariffe e ad aumentare le garanzie offerte per invogliare le persone ad assicurarsi nonostante non siano obbligate, c’è invece chi, al contrario è certo che l’effetto sarebbe l’esatto opposto, e cioè che poiché circolerebbero molti più veicoli non assicurati rispetto a quelli assicurati , i costi per le compagnie aumenterebbero con conseguente aumento delle tariffe.

 

Nessuno di noi è in grado di prevedere effettivamente cosa potrebbe accadere se la polizza R.C.A. smettesse di essere obbligatoria, ma di sicuro possiamo riflettere sui grossi problemi a cui andremmo in contro in caso di un incidente, magari grave, con un veicolo non assicurato, vedremmo uno scenario di  vita completamente compromessa con conseguenze economiche e legali  di enormi dimensioni.

 

Proprio per questo motivo crediamo che valga la pena, quando un cliente si reca a pagare il premio, di dirottare maggiormente l’attenzione su quello che sta acquistando piuttosto che su quanto sta pagando; ed è proprio su questo aspetto che dovrebbero concentrarsi  gli operatori del settore evitando di continuare quella guerra al ribasso che porta al solo risultato di distogliere l’attenzione dal reale obiettivo della polizza R.C. Auto.

 

Buona lettura!

 

Fulvio Galli

 

Segretario generale