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Quando le borse scendono … –  Il pensiero della settimana di Carlo Bracci

3 Febbraio 2019
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QUANDO LE BORSE SCENDONO……

 Il pensiero della settimana di Carlo Bracci

 

Cari colleghi,

il 2018 è stato un anno terribile per i mercati finanziari; le borse sono scese e molti clienti sono stati tentati dalla volontà di vendere.

E’ comprensibile, dopo un anno finanziario così impegnativo è forte la tentazione di vendere tutto e lasciare i soldi fermi sul conto corrente.

Ma è la scelta giusta? Già, perché, innanzitutto, se c’è un venditore, vuol dire che c’è anche un compratore…

Chi è più furbo dei due, chi lasci la partita o chi entra sfruttando l’emotività? Come sempre, ai posteri spetterà l’ardua sentenza, ma cerchiamo di capirci qualcosa con qualche dato tecnico…..

Innanzitutto occorre ricordare che l’anno appena conclusosi è stato complessivamente peggiore di tanti altri costellati di eventi negativi. In particolare il bimestre novembre-dicembre è da record storico. Addirittura la Cina ha segnato il peggior anno dal famigerato 2008.

Il giornale finanziario Milano Finanza ha titolato: “ANNUS HORRIBILIS, Dalle azioni ai bond, dall’oro ai private equity: neanche nel bel mezzo della Grande Crisi del 2011 così tante asset class erano finite in rosso come l’anno scorso” e Deutsche Bank ha definito il 2018 il peggior anno dal 1901 per gli investimenti.

Un record insomma. Ed anche un’eccezione, forse, quindi è il caso di meditare bene se vendere o meno? Le eccezioni non capitano spesso…..

Poi se analizziamo, cosa è successo ai mercati finanziari negli anni immediatamente successivi a quelli negativi, vediamo che hanno sempre voltato in positivo. E’ stato così ad esempio nel 1990 quando MSCI World aveva chiuso a -16,52% mentre l’anno dopo, 1991 la borsa ha chiuso a +18,97%. Lo stesso dicasi per il 2008 quando ci fu un tonfo di -40,33% mentre nel 2009 la borsa chiudeva a +30,79%. Solo per fare alcuni esempi.

E probabilmente questa volta succederà lo stesso. A meno che, ovviamente, non si voglia credere a qualche teoria funesta che ipotizza la fine del mondo finanziario ed un ritorno al baratto.

Anche in questo caso, però, non avrebbe senso vendere nulla. Si perchè i soldi sul conto corrente, se saltasse il mondo finanziario, sarebbero solo pezzi di carta senza valore. Ipotizzando un ritorno al baratto si dovrebbe comprare e tenere a casa magari le scatolette di tonno da poter scambiare ad apocalisse avvenuta……

La mia personale opinione è che non si deve vendere presi dall’emotività, anzi, forse è il caso di comprare i prodotti finanziari che hanno perso di più ed è questo che sto trasmettendo anche ai miei clienti…

A voi poi la scelta su come supportare i vostri……vendere e contabilizzare un bel meno, oppure attendere anni migliori e rispettare l’orizzonte temporale degli investimenti?

Buona lettura

Carlo Bracci

Componente di Giunta