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Rami Vita, nel 2017 saldo tra entrate ed uscite a 27,4 miliardi di Euro (-30,3%)

25 Febbraio 2018

Secondo quanto emerge dall’ultimo rapporto trimestrale Flussi e Riserve Vita di ANIA Trends, nel 2017 il saldo tra entrate (premi) e uscite (pagamenti per riscatti, scadenze, rendite e sinistri) del mercato Vita in Italia (lavoro diretto svolto da imprese italiane ed extra-UE) è stato pari a 27,4 miliardi di Euro, in diminuzione del 30,3% rispetto al 2016.

Questo risultato, evidenzia il documento periodico del Servizio Attuariato, Statistiche e Analisi Banche Dati di ANIA, è stato determinato dalla diminuzione del volume dei premi (dovuta in gran parte al calo dei premi di ramo I, che ha annullato il contributo positivo della raccolta di ramo III) e dall’aumento del totale onere sinistri, derivato dagli importi riscattati o disinvestiti delle polizze ma anche da nuove scadenze e rendite maturate, soprattutto di ramo III.

Analizzando gli andamenti nei singoli trimestri, ANIA osserva come il flusso netto realizzato nel quarto trimestre 2017 sia stato pari a 8,2 miliardi, superiore a quello realizzato nei due trimestri precedenti, grazie soprattutto al contributo positivo del ramo III.

Il volume annuale dei premi contabilizzati è stato, dopo tre anni consecutivi di raccolta superiore ai 100 miliardi di Euro, pari a 98,6 miliardi, in diminuzione del 3,6% rispetto al 2016. L’84% dei premi complessivi è stato generato dall’emissione di nuovi contratti o dall’introito di premi unici aggiuntivi relativi a polizze già in essere, un punto percentuale in meno rispetto al 2016.

L’ammontare risulta costituito per l’81% da premi unici (in calo del 3,9% rispetto al 2016) e per il restante 19% da premi periodici. Quest’ultima quota è rappresentata per il 5% da premi di prima annualità – in calo del 20,6% rispetto al 2016 – e per il 14% da premi di annualità successive (+5,5%).

Il volume complessivo annuale delle uscite è stato invece pari a 71,2 miliardi di Euro, il più alto degli ultimi quattro anni e in aumento del 13,2% rispetto all’anno precedente. La quota prevalente delle uscite è derivata dai riscatti e dagli altri rimborsi, pari al 62% dei pagamenti complessivi (63% nel 2016) e in aumento del 10,4% rispetto all’anno precedente; le scadenze e le rendite maturate, comprensive della variazione delle riserve per somme da pagare, hanno raggiunto un’incidenza pari al 25% delle uscite totali (un punto percentuale in più rispetto al 2016), con un incremento del 18,7%. Il restante 13%, quota stazionaria rispetto all’anno precedente, è costituito invece dagli importi dei sinistri per decesso e altri eventi attinenti alla vita umana coperti dalle polizze Vita, che hanno registrato una crescita del 16,9% rispetto al 2016.

A fine 2017, le riserve tecniche Vita sono state pari a 658,2 miliardi di Euro, in aumento del 6% rispetto all’anno precedente. In particolare, il 73% delle riserve complessive di fine anno deriva da impegni assunti nel ramo I (incidenza costante dalla fine del 2016), mentre il 21% è riconducibile a polizze di ramo III, in aumento di un punto percentuale rispetto al trimestre precedente. La variazione dello stock delle riserve rispetto alla fine dell’esercizio 2016 è stata pari a 37,3 miliardi, 9,8 in più rispetto al saldo tecnico del settore Vita; nel solo quarto trimestre 2017 la crescita è stata pari a 11,3 miliardi, ammontare superiore di oltre quattro miliardi rispetto a quello registrato nei due trimestri precedenti.

Analisi di dettaglio dei principali rami (I, III e V)

Nel 2017 il ramo I ha registrato un flusso netto positivo pari a 16,7 miliardi di Euro, in netto calo rispetto all’anno precedente quando sfiorava quota 30 miliardi. Il risultato, segnala ANIA, è dovuto alla raccolta premi di 62,8 miliardi – di cui 48,8 in premi unici (il 78%) e 13,9 miliardi di premi annui – ed alle uscite pari a 46,1 miliardi, di cui il 61% è rappresentato da riscatti e altri rimborsi (28 miliardi), mentre le scadenze e le rendite maturate (10,8 miliardi) costituiscono quasi un quarto del totale oneri.

I premi contabilizzati del ramo hanno registrato l’ammontare più basso dal 2013, con una contrazione del 14,8% rispetto all’anno
precedente; l’incidenza della nuova produzione è stata pari all’82%, inferiore di tre punti percentuali rispetto a quella del 2016. Gli oneri pagati sono invece aumentati del 5,5% rispetto al 2016. L’onere complessivo per riscatti, scadenze, rendite e sinistri ha rappresentato il 9,6% delle riserve del ramo.

Relativamente al ramo III, la raccolta netta nell’anno è stata pari a 11,4 miliardi di Euro, in aumento del 31,2% rispetto al 2016. Il risultato è dovuto all’incremento del 30,1% rispetto al 2016 registrato dal volume premi, pari a € 31,3 miliardi (di cui circa il 90% collegati a nuovi contratti), i cui effetti positivi sono in parte annullati dall’aumento delle uscite (+29,4% rispetto all’anno precedente), per un importo pari a 19,9 miliardi, principalmente dovute a riscatti (il 63% del totale oneri). L’onere complessivo per riscatti, scadenze e sinistri ha rappresentato il 14,5% delle riserve del ramo.

Il ramo V, con un volume premi di 2,6 miliardi – in diminuzione del 7% rispetto al 2016 – e con un ammontare di pagamenti pari a 3,6 miliardi, in aumento del 25,4% (a seguito dei maggiori riscatti, che rappresentano il 77% dei premi e sono incrementati del 65%), ha visto, per il terzo anno consecutivo, una raccolta netta negativa di un miliardo di Euro. L’83% del totale premi è collegato a nuovi contratti, mentre l’onere complessivo per riscatti, scadenze e sinistri ha rappresentato il 13,2% delle riserve del ramo.

Per quanto riguarda l’andamento delle riserve tecniche, nel ramo I l’ammontare è stato pari a 478,1 miliardi (il 73% del totale riserve), il 5,1% in più rispetto all’anno precedente, con una variazione dello stock da inizio anno di 23,0 miliardi, 6,3 in più rispetto all’afflusso dei premi al netto dei pagamenti. Relativamente al ramo III, a fronte di un flusso netto pari a 11,4 miliardi, la variazione delle riserve è stata positiva per 13,9 miliardi (di cui 5,5 accantonati solo nell’ultimo trimestre 2017), per effetto dei rendimenti registrati dalla gestione finanziaria che hanno portato le riserve tecniche a un ammontare di 137,1 miliardi (il 21% del totale riserve), in aumento dell’11,3% rispetto alla fine del 2016.

Il ramo V, infine, ha raggiunto invece un ammontare di riserve pari a 27,2 miliardi (il 4% del totale), in calo di 420 milioni rispetto a quanto accantonato alla fine del 2016, a fronte di una raccolta netta (come anticipato) negativa per un miliardo di Euro.

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